Roma, 6 settembre 2004

 

 

Dott. Pasquale Capo

Capo Dipartimento

 

Dott. Giuseppe Cosentino

Direttore del Personale

 

Dott.ssa Maria Domenica Testa

Direttore Affari Economici

MIUR

Viale Trastevere 76/a

00153  Roma

 

 

Oggetto:          trattamento retributivo dei dirigenti scolastici vincitori del concorso riservato.

 

 

Dal 1° settembre scorso, come è noto, hanno assunto servizio oltre 1.300 dirigenti scolastici vincitori del concorso riservato recentemente concluso. Per ciascuno di essi dovrà essere predisposto, in aggiunta al provvedimento di incarico, un decreto di inquadramento che individui il trattamento economico spettante.

Giungono notizie di alcuni decreti, emanati dai competenti Uffici Regionali, dai quali emerge una situazione paradossale e cioè l’attribuzione di una retribuzione complessiva annuale inferiore di parecchie migliaia di euro a quella già in godimento degli interessati nella precedente qualità di docenti a tempo indeterminato incaricati della presidenza.

Questa organizzazione sindacale ritiene che i funzionari responsabili dei conteggi siano incorsi in un evidente errore di impostazione, in quanto non hanno tenuto conto di una norma da sempre vigente nell’ordinamento, che nei passaggi di carriera fa salvo il trattamento economico più favorevole al dipendente fra la posizione di partenza e quella di arrivo.

Tale norma è stata riformulata per l’ultima volta dall’art. 3 (commi 57-59) della legge 24 dicembre 1993, n. 537, nella seguente non equivoca forma: “Nei casi di passaggi di carriera […] al personale con stipendio o retribuzione pensionabile superiore a quello spettante nella nuova posizione è attribuito un assegno personale pensionabile, non riassorbibile e non rivalutabile, pari alla differenza fra lo stipendio o retribuzione pensionabile in godimento all’atto del passaggio e quello spettante nella nuova posizione.”

Tale è appunto il caso dei nuovi dirigenti scolastici, già presidi incaricati, il cui trattamento precedente era interamente preso in considerazione ai fini della pensione (sia pure con modalità di calcolo differenziate) e che si troverebbero a ricevere un danno economico dalla vincita di un concorso per l’assunzione di funzioni di più alta responsabilità. Un’ipotesi che urta contro ogni evidenza logica, oltre che manifestarsi in contrasto con le norme citate.

Si chiede quindi a codesti Uffici, nell’esercizio dei poteri di indirizzo e coordinamento propri, di voler richiamare i responsabili degli uffici regionali competenti alla corretta applicazione dei principi e delle norme vigenti, sia nell’interesse del personale coinvolto che ad evitare l’apertura di un contenzioso sicuramente perdente.

 

Nel richiedere un cortese sollecito cenno di assicurazione circa l’intervento in parola, è gradita l’occasione per porgere distinti saluti.

 

Giorgio Rembado

Presidente Anp-CIDA