Manifestazione
del 3 giugno 2002 a Roma - Sala Troisi
per
lo sblocco dei concorsi per il reclutamento dei dirigenti delle scuole
sintesi dell'intervento del presidente Giorgio Rembado
qualcosa
si muove, ma è ancora poco
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il comunicato del 24 maggio ha suscitato
vaste emozioni, ma non ha sostanzialmente mutato i termini reali del problema,
in quanto a monte di esso non vi è nessuna
nuova presa di posizione del Ministero dell'Economia, ma solo un'intesa
verbale fra i Ministri
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questo costituisce al tempo stesso un
limite ed un'opportunità:
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un limite,
in quanto la situazione potrebbe dirsi ferma alla nota dei primi di aprile che
congelava il concorso
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un'opportunità,
in quanto l'indicazione dei 1500 posti - fino a quando non è formalizzata in un
documento ufficiale - è suscettibile di modifiche, anche a seguito delle
pressioni che noi stiamo esercitando e continueremo ad esercitare
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il fatto stesso che il comunicato sia
stato emanato ed il momento in cui è uscito rappresentano però una prima
inversione di tendenza rispetto alla situazione di aprile ed indicano con
chiarezza che la pressione esercitata dall'Anp comincia a produrre qualche
frutto: non è quindi il momento di allentare la presa, dando erroneamente per
acquisito un risultato sulla sola base dell'effetto-annuncio
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alla stessa conclusione conduce
l'incontro che la delegazione Anp ha avuto venerdì scorso con i vertici del
Ministero - vedi nostro comunicato - in cui è apparso evidente che la controparte è desiderosa di addivenire ad una soluzione concordata con
noi
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questo è il primo
risultato di un'azione che solo l'Anp ha fin qui condotto con costanza e
coerenza assoluta e che l'ha vista determinata a continuare la battaglia anche
quando altri - che avevano cercato di occupare la scena per puro spirito di
concorrenza con noi - si sono affrettati a sgomberare il campo
il comunicato non basta
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per ragioni di metodo: un comunicato stampa, a monte del quale non sta alcun
documento ufficiale, è un pezzo di carta che può essere stracciato in
qualunque momento. Occorrono precisi e formali impegni su tempi, modalità e
contenuti delle scelte governative in materia di reclutamento e non ci
accontenteremo di qualcosa di meno
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per ragioni di merito: entrare nella logica dei 1500 posti e trattare sui modi e
sui tempi della loro destinazione all'uno o all'altro gruppo di aventi diritto
significa avere già dato per scontato un
gravissimo danno per tutta la categoria:
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perché prefigura un altro massiccio taglio agli organici, di almeno 2000 posti, con
conseguente aggravio dei carichi di lavoro di tutti i dirigenti - sia quelli già
giuridicamente tali che coloro i quali legittimamente aspirano a diventarlo -
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perché significa accettare la logica
della "guerra tra i poveri"
e della artificiosa contrapposizione di tutti contro tutti, mentre la linea
vincente è solo quella dell'unità di tutti nella difesa di legittimi interessi
tutelati dalle norme
-
perché la determinazione dei posti da
mettere a concorso non è un atto
discrezionale del principe, che possa a suo piacimento disporne: esiste una
procedura minutamente descritta in una legge dello Stato, che va rispettata da
tutti, compresi - e prima di tutti - coloro che governano
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perché rappresenterebbe, dopo
innumerevoli altri, un ulteriore inganno:
basti pensare al tempo che è stato colpevolmente fatto trascorrere da quando -
oltre due anni fa (vedi ricostruzione cronologica
dell'azione svolta dall'Anp) - noi sollecitavamo già come urgente il
problema del reclutamento e dei concorsi. La controparte ha invece avanzato una
scusa dopo l'altra, trovando sempre un nuovo pretesto per rinviare.
Ora che - in seguito agli incontri dell'inverno scorso - erano stati
perfino messi a punto i due bandi, articolati in tutti i dettagli, si cerca di
trovare nuovi espedienti per rinviare la soluzione, attraverso l'indicazione
di un percorso che non può neppure iniziare senza un nuovo passaggio
legislativo
la linea dell'Anp
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l'Anp ha sempre mantenuto una linea
coerente di tutela degli interessi professionali della categoria dei dirigenti -
sia in essere che in prospettiva. Benché non
sia necessario tornare a ripetere quel che abbiamo sempre detto, vogliamo
farlo qui per sgombrare il campo da
equivoci che ad arte sono stati diffusi negli scorsi giorni per seminare il
dubbio e la confusione fra coloro che sono legittimamente esasperati da una
serie infinita di ripensamenti e di ambiguità comportamentali di altri:
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noi rivendichiamo l'immediata emanazione dei bandi di concorso per tutti i posti
individuabili secondo l'applicazione delle norme vigenti
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noi rivendichiamo la difesa delle condizioni di lavoro di tutti i dirigenti - quelli già
in possesso della qualifica; quelli che con sacrificio e passione ne hanno fin
qui esercitato le responsabilità senza averne le gratificazioni formali; e
quelli che legittimamente aspirano a fare il passo provenendo dalla condizione
di docenti, per apportare il loro contributo e misurarsi con gli impegni della
professione
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all'interno di un ribadito e formale
impegno governativo alla conferma di questi caposaldi, siamo disponibili a prendere in considerazione uno scaglionamento nel
tempo dei contingenti di posti da mettere a concorso, fermo restando che
deve trattarsi di quote appartenenti ad una misura complessiva definita fin
dall'inizio, e che sia rispettosa dei criteri di determinazione fissati dalle
leggi in vigore
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siamo favorevoli a che i 1500 posti - che costituiscono per noi solo il primo scaglione
dell'intera dotazione, che deve risultare pari ad almeno il doppio - siano intanto
messi a concorso a beneficio degli incaricati triennalisti, che da più
tempo prestano la propria opera senza riconoscimenti
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invitiamo tutti i colleghi a mantenere alta la vigilanza e la mobilitazione, senza accontentarsi di
vaghi effetti-annuncio, fatti solo per seminare la confusione e per indurli
ad abbandonare il campo della mobilitazione sindacale
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invitiamo tutti i colleghi a non prestarsi alla tattica di chi vuole giocarli gli uni contro gli
altri, per indebolirne il fronte e batterli separatamente. Uniti si vince:
divisi - e, peggio, contrapposti - si può solo perdere