che le istituzioni scolastiche di secondo grado assistono annualmente all'ormai rituale fenomeno della occupazione dei locali ad opera degli studenti;
che gli spazi temporali tolti al tempo scuola risultano sempre più spesso eccessivi;
che i capi d'istituto, pur rispondendo dei risultati, non possono garantire né la tutela del patrimonio, né la sicurezza all'interno delle scuole occupate;
che parimenti disarmate si dichiarano le Forze dell'Ordine, anche in presenza di preoccupanti rischi per l'ordine pubblico;
che i principi cui gli allievi si ispirano si appalesano sempre più confusi, contraddittori e dicotomici;
che i Dirigenti Scolastici, pur convinti che le istanze dei giovani debbano essere intelligentemente ascoltate e che l'inibizione delle meravigliose energie adolescenziali, preziose risorse per l'intera società, sarebbe pedagogicamente errata;
che tuttavia i Dirigenti stessi non possono non prendere atto della diffusa e diseducativa accettazione passiva che pervade allievi, genitori e docenti, in ciò che ormai è divenuto ciclico evento stagionale, tanto banale, naturale e scontato quanto la tradizionale e contemporanea raccolta delle olive;
che, paradossalmente, la protesta studentesca contro la scuola privata, se istituzionalizzata nel tempo, scoordinata nei modi e caotica nei risvolti operativi, si traduce in negazione di quel diritto allo studio a parole rivendicato, nonché danno per l'immagine della scuola pubblica, sempre più vista dalle famiglie come inaffidabile, impotente ed incapace di garantire i più elementari canoni di disciplina sociale;
che alle assenze più o meno motivate da scioperi, proteste, autogestione e quant'altro, vadano aggiunte le sempre più numerose assenze collettive di singole classi, i lunghi ponti autonomamente decisi, le normali fughe dalle interrogazioni (spesso troppo tollerate dalle famiglie) e le normali assenze per malattia;
che il processo d'apprendimento viene in tal modo continuamente interrotto, con una consequenziale pessima ricaduta sul profitto:
che in tutti i bandi, sia regionali che nazionali dei progetti di obbligo formativo, post-diploma o IFTS l'obiettivo formativo non è raggiunto dai discenti che superano il 20% delle assenze considerando, così, la frequenza un requisito fondamentale
Il Congresso segnala alla Presidenza dell'Associazione la necessità di analizzare attentamente il fenomeno ed assumere una posizione tendente a garantire il rispetto del tempo scuola».
Approvato con 1 astenuto e 1 contrario
«I Dirigenti Scolastici, nella loro veste e nella loro responsabilità professionale richiamano con forza l'Amministrazione scolastica alla necessità della loro presenza, a pieno titolo, nella delegazione di parte datoriale in sede di contrattazione del rimanente personale scolastico.
In tale sede, sarà compito dei Dirigenti Scolastici promuovere l'adozione di accordi di alto profilo, che valorizzino tutte le migliori qualità del personale, e in particolare facciano emergere, riconoscano, promuovano e sviluppino le più elevate professionalità in grado di assumere ruoli organizzativi e promozionali con responsabilità definite e riconosciute.»
Approvato all'unanimità
«Il Congresso, ritenendo l'unicità della funzione dirigenziale impegna la presidenza a trattare l'eliminazione di ogni distinzione di funzione all'interno della dirigenza della scuola»
Approvato all'unanimità