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E' stato ieri convertito in legge - senza modifiche rispetto alla versione licenziata dal Senato pochi giorni prima - il Decreto Legge 24.6.2003, n. 143, di cui avevamo dato notizia il 28 scorso, al momento in cui esso iniziava l'iter presso la Camera dei Deputati.
Per effetto delle modifiche che la conversione in legge apporta all'art. 24 della Legge 27.12.2002, n. 289 (legge "finanziaria" per il 2003) le scuole non sono più obbligate ad acquistare beni e servizi presso Consip S.p.a. qualora riescano a concludere - sul libero mercato - contratti per gli stessi beni a costi minori o uguali a quelli stabiliti dalle convenzioni della stessa Consip.
E' un risultato di prima grandezza, che premia gli sforzi condotti in questi mesi dalla CIDA e dall'Anp per ottenere una maggiore flessibilità di gestione a favore delle scuole e dei loro dirigenti, salvaguardando - nel contempo - l'autonomia negoziale delle istituzioni scolastiche e le esigenze di contenimento della spesa.
La CIDA - attraverso il comunicato stampa odierno a firma del presidente Rembado - esprime soddisfazione per una riforma molto importante, che favorisce il processo di decentramento in atto nel paese.
Per completezza di informazione e documentazione, pubblichiamo il testo integrale dell'art. 24 sopra citato, così come risulta dalle modifiche apportate dalla norma approvata ieri.
Si è svolto oggi un incontro al MIUR tra le organizzazioni sindacali rappresentative di comparto e di area V, con il neo Direttore Generale per il personale della scuola e dell'amministrazione, dott. Giuseppe Cosentino.
Il dott. Cosentino ha illustrato le linee guida cui intende attenersi durante la sua gestione dell'ufficio, che saranno improntate alla correttezza e al coinvolgimento delle OO.SS., ed ha indicato alcuni temi cruciali per l'inizio del nuovo anno scolastico, quali l' attuazione della riforma Moratti e la gestione del nuovo CCNL di comparto; su quest'ultimo, ha proposto un tavolo misto per concordare le modalità di attuazione.
Nel corso del loro intervento, i rappresentanti dell'Anp/CIDA, nell'esprimere apprezzamento per il metodo di lavoro indicato dal dott. Cosentino, hanno segnalato alcuni aspetti prioritari:
- la necessità e l'urgenza di dare piena attuazione al CCNL dell'Area V in tutte le regioni;
- le procedure d'inizio dell'anno scolastico, sulle quali sono stati esposti dubbi e perplessità, ad iniziare dalle scuole di riferimento (c.d. scuole polo) per il conferimento delle supplenze annuali, che appaiono - se non altro - di dubbia natura giuridica;
- la netta contrarietà ad ogni ipotesi di ripristino per via legislativa dei 18 punti aggiuntivi a coloro che non hanno conseguito l'abilitazione tramite le SSIS;
- la necessità di terminare il corso/concorso riservato per dirigenti, che registra diverse difficoltà in varie regioni;
- la gestione del sistema di valutazione per i dirigenti, secondo il CIN appena sottoscritto;
- la gestione del CCNL del comparto che, a parte la valutazione negativa e le iniziative giudiziarie che l'Anp si riserva di prendere, va in ogni caso attuato; su questo, abbiamo offerto la nostra disponibilità a collaborare con l'Amministrazione perché vengano evitate inutili conflittualità nelle scuole su temi critici quali i collaboratori, i vicari, il termine fisso per la conclusione delle procedure di contrattazione.
Il dott. Cosentino ha preso atto delle osservazioni nostre e degli altri sindacati e ha riconfermato la volontà di affrontare in modo sistematico gli argomenti proposti, tramite una scaletta che sarà definita alla ripresa delle attività dopo le ferie.
Abbiamo attivato oggi una pagina speciale permanente (accessibile direttamente anche dalla home page) sulla quale annunciamo tutte le iniziative che l'Anp metterà in campo al fine di contrastare le clausole illegittime del CCNL comparto scuola 2002-2005 ed i suoi "vuoti" e "dimenticanze", che abbiamo già segnalato. La pagina verrà mantenuta costantemente aggiornata con il puntuale resoconto sull'iter delle iniziative stesse.
Sulla stessa pagina pubblicheremo, inoltre, materiali di formazione e supporto tecnico per i colleghi, al fine di facilitare la gestione della nuova normativa contrattuale.
Sul sito della Dirscuola sono pubblicate le date di prosecuzione dei corsi già iniziati (relative alle sedi di Torino 1, Torino 2, Roma 1, Roma 2, Roma 3, Latina, Napoli 1, Napoli 2, Salerno 1, Salerno2) e quelle di inizio e svolgimento dei nuovi corsi (Cagliari, Lamezia Terme, Macomer, Pesaro, Pescara, Bari, Genova).
Per tutti, l'appuntamento è al mese di settembre.
Roma, 29 luglio 2003
Alla CGIL-SCUOLA
Alla CISL-SCUOLA
Alla UIL-Scuola
Allo SNALS
Alla GILDA
All'ANP
OGGETTO: Incontro
Il 31 luglio p.v., alle ore 12.00, si terrà, presso questo Ministero - stanza n.97 - un incontro con il Direttore Generale del Personale della Scuola e dell'Amministrazione, dott. Giuseppe Cosentino, finalizzato ad un saluto di presentazione e all'esame dei temi e delle problematiche riguardanti il personale della scuola.
Codeste Organizzazioni Sindacali sono invitate ad intervenire.
IL CAPO DIPARTIMENTO
F.to Pasquale Capo
Nella bollente estate romana qualcosa si muove - in senso positivo - sulla questione Consip.
Abbiamo appena finito di dar conto (si veda il comunicato su questo sito di mercoledì 23) delle severe censure della Corte dei Conti sulle tante anomalie e disfunzioni degli "acquisti centralizzati" della pubblica amministrazione, e siamo di nuovo a parlare della nota questione, a causa di un emendamento approvato in Senato pochi giorni fa, anche in seguito alle segnalazioni ed alle pressioni provenienti dalla CIDA.
Era in discussione il d.d.l. 2343 (atti Senato), per la conversione in legge del Decreto Legge 24.6.2003, n. 143, recante disposizioni urgenti in tema di tributi, fondazioni bancarie e gare indette da Consip. Il Senato ha approvato una serie di modificazioni emendative al Decreto, tra le quali ve n'è una che inserisce nell'art. 24 della Legge 27.12.2002, n. 289, (la "legge finanziaria" per il 2003) il seguente comma 4-bis:
"4-bis. Gli enti pubblici, le società pubbliche, i concessionari di pubblici servizi, nonchè tutte le amministrazioni pubbliche .... [omissis] .... escluse quelle statali per i soli uffici centrali, possono stipulare ogni tipo di contratto senza utilizzare le convenzioni quadro definite dalla CONSIP Spa, qualora il valore dei costi e delle prestazioni dedotte in contratto sia uguale o inferiore a quello previsto dalle stesse convenzioni definite dalla CONSIP Spa. I contratti così conclusi sono validi e non sono causa di responsabilità personale, contabile e amministrativa, a carico del dipendente che li ha sottoscriti, previste al comma 4."
Il testo ci sembra sufficientemente chiaro, tanto da farci capire che - se approvata anche dalla Camera dei Deputati (dove ne è iniziato oggi l'esame come atto Camera n. 4199) - questa norma, che raccoglie una nostra precisa proposta, avanzata sin dall'inizio della vicenda (si vedano i comunicati apparsi su questo sito nei giorni 18 febbraio e 19 febbraio 2003), favorirà il ripristino di condizioni più accettabili per la gestione degli acquisti da parte delle istituzioni scolastiche autonome.
E' per questo che la CIDA ha inviato oggi una nota a tutti i Presidenti dei gruppi parlamentari della Camera - a firma del presidente Giorgio Rembado - con la quale raccomanda la conferma della stessa norma in sede di esame e di approvazione finale del disegno di legge.
Se son rose, fioriranno......
(anche se non è maggio, ma va bene lo stesso).
L'Anp e la CIDA continueranno comunque a lavorare affinchè si creino le condizioni per ulteriori e ancora più sostanziali modifiche in senso migliorativo del regime degli acquisti tramite CONSIP, nell'interesse dei dirigenti e delle loro scuole.
E' stato sottoscritto il 26 luglio scorso tra l'Anp - rappresentata dal presidente nazionale Giorgio Rembado - e l'ANIEF - Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione, rappresentata dal delegato del Collegio nazionale di Presidenza, Marcello Pacifico - un protocollo d'intesa con la finalità di valorizzare la formazione iniziale dell'insegnante, ai fini del raggiungimento dell'abilitazione qualificata all'insegnamento in scuole di ogni ordine e grado mediante percorsi formativi di elevata qualità, e di affermare la figura del professionista dell'insegnamento quale condizione necessaria e indispensabile per il miglioramento della scuola. Il protocollo prevede l'assunzione, da parte dell'Anp, della rappresentanza sindacale degli iscritti all'ANIEF.
Crediamo sia a tutti noto il contenuto dell'ultima puntata della tormentata vicenda dei punteggi differenziati da attribuire ai docenti specializzati presso le SSIS.
Il TAR del Lazio, con una serie di recentissime ordinanze emesse su ricorso di molti degli interessati, ha annullato il Decreto Ministeriale che, in nome di un sedicente "riequilibrio", attribuiva un bonus di 18 punti a tutti gli aspiranti docenti i quali - inseriti nelle graduatorie permanenti - non avessero conseguito l'abilitazione attraverso le SSIS.
Viene così cancellata, per via amministrativa, parte di un'ingiustizia consumata ai danni di chi ha scelto di intraprendere la professione docente con una formazione iniziale di qualità ed in linea con le metodologie in uso negli altri paesi dell'Unione Europea.
Abbiamo detto "in parte" poichè è noto, infatti, che - in controtendenza rispetto alle asserite e condivise (da molti solo a parole) esigenze di migliorare la qualità del servizio scolastico attraverso una formazione iniziale dei docenti attraverso canali specialistici e di qualità certificata - si assiste da tempo alla sistematica demolizione delle differenze e delle diversità di valutazione che dovrebbero invece favorire l'ingresso nella professione docente di soggetti preparati attraverso i canali delle scuole e delle strutture di specializzazione post-laurea all'insegnamento.
Abbiamo già preso posizione - nel recente passato - a favore della riconferma dei docenti (e dei dirigenti) che svolgono attualmente l'attività di supervisori del tirocinio presso le università, la cui esperienza rischiava di andare perduta a fronte - invece - della necessità di proseguire ancora per un ciclo (il quinto) l'attività delle scuole di specializzazione, in attesa della riforma ex art. 5 legge n. 53/03. E lo abbiamo fatto poichè individuiamo nei docenti supervisori, negli specializzandi e negli specializzati presso queste scuole, una parte importante di quelle alte professionalità docenti della scuola di cui abbiamo assunto la rappresentanza e la tutela degli interessi a seguito del nostro VI Congresso Nazionale, ribadendone funzione e importanza nel "Manifesto delle alte professionalità della scuola" presentato lo scorso 7 maggio a Roma.
Con coerenza, abbiamo quindi sostenuto le ragioni degli specializzandi anche in una recente occasione di possibile crisi dovuta all'incongruità delle scadenze fissate per gli esami finali e sosteniamo quelle di tutti coloro che hanno conseguito il titolo di specializzazione ed aspirano legittimamente a "spenderlo" per ottenere un incarico di insegnamento attraverso le graduatorie permanenti: su questo si veda la lettera inviata oggi al Ministro, al Sottosegretario ed al Capo di Gabinetto sulla questione dei 18 punti e delle accennate sentenze del TAR, con la quale ci esprimiano nettamente contro la ventilata ipotesi di ripristinare ope legis l'ingiustizia appena cancellata.
Su questa strada, abbiamo apprezzato l'azione dell'ANIEF - Associazione Nazionale Insegnanti ed Educatori in Formazione - con la quale abbiamo firmato sabato scorso un importante protocollo d'intesa.
Anp/Cida, Cgil-Cisl-Uil Scuola e Snals hanno sottoscritto oggi il contratto sulla retribuzione di risultato per i dirigenti delle istituzioni scolastiche.
Il testo contrattuale non presenta alcuna novità rispetto a quanto concordato nella riunione precedente.
Questi i punti salienti
A) Fase a regime dall'a.s. 2004-2005 (art.2) :
la retribuzione di risultato spetta a tutti i dirigenti per i quali non siano state attivate le procedure previste dall'art.27 CCNL, commi 8 e seguenti, comprese, quindi le procedure di garanzia;
l'importo sarà di norma pari al 20% della retribuzione di posizione e sarà proporzionalmente ridotto qualora le risorse del fondo siano insufficienti. Al contrario, se le risorse lo consentiranno, potrà essere aumentato in base agli esiti della valutazione.
per il 2002-2003 la retribuzione di risultato sarà corrisposta a tutti in misura pari al 20% nei limiti delle risorse disponibili, salvo casi di acclarata responsabilità formalizzata in atti;
per il 2003-2004 rimane invariata la misura, e sarà erogata a tutti i dirigenti per i quali non siano stati assunti, a seguito delle procedure di valutazione, i provvedimenti previsti dall'art.27, commi 8 e seguenti del CCNL.
In ciascuna regione la contrattazione integrativa determinerà gli importi precisi in relazione alla consistenza del rispettivo fondo.
La Direzione Generale per la Promozione e la Cooperazione Culturale del MAE - Uff.IV - ha comunicato oggi che le candidature inoltrate da dirigenti scolastici che aspirano ad assumere incarichi all'estero sono state circa 160
Inoltre, ha informato che alla data odierna sono già stati inviati tutti i telegrammi di convocazione per i colloqui, che avranno luogo a decorrere dal 16 settembre p.v. e si concluderanno il 16 ottobre.
Sul corso-concorso riservato ai presidi incaricati triennalisti, attualmente in svolgimento in tutte le regioni, si sta verificando la non gradevole condizione - facile da prevedere - in cui tutti sono contro tutti e tutti hanno qualche valida ragione da rivendicare: a colpi di ricorsi e contro-ricorsi ai TAR.
A questo proposito, tra le tante nostre prese di posizione sull'argomento, può tornare utile rivedere la sintesi di quanto esposto nel corso della manifestazione nazionale del 3 giugno 2002, indetta dall'Anp a sostegno della richiesta di sblocco dei concorsi per il reclutamento dei dirigenti delle scuole. Dicemmo allora che la soluzione adottata di sbloccare il reclutamento dei dirigenti delle scuole solo per i 1.500 posti riservati agli aventi diritto, avrebbe comportato la guerra tra i poveri e l' artificiosa contrapposizione di tutti contro tutti, mentre la linea vincente sarebbe stata solo quella dell'unità di tutti nella difesa di legittimi interessi tutelati dalle norme e osservammo come la determinazione dei posti da mettere a concorso non sia un atto discrezionale del principe, che possa a suo piacimento disporne, bensì esista una procedura minutamente descritta in una legge dello Stato, che va rispettata da tutti, compresi - e prima di tutti - coloro che governano.
Abbiamo quindi un concorso, che dovrebbe essere una procedura lineare per selezionare i più idonei a ricoprire una pubblica funzione, trasformato, invece, in un confuso polverone, combattuto più nelle aule dei tribunali che nelle sale di esami; ciò rende ancora più complicata una situazione già di per sé tutt'altro che semplice.
Per quanto ci riguarda abbiamo sempre avuto nella materia un atteggiamento coerente, facilmente ripercorribile - da chiunque abbia interesse - in tutte le sue numerose tappe, grazie alla puntuale cronaca degli avvenimenti che abbiamo data e alla raccolta sistematica delle nostre osservazioni e prese di posizione. In questo momento crediamo sia utile ricordare, una volta di più, alcuni punti che riteniamo dover essere tenuti fermi da tutti:
la confusione attuale nasce dal risentimento di chi è stato - o si ritiene - leso da una serie di abusi amministrativi, che sono la vera causa della marea di ricorsi inoltrati ai diversi TAR d'Italia. Si è infatti cominciato con il fissare arbitrariamente un contingente predeterminato di posti da mettere a concorso (i famosi 1.500), senza prendere in considerazione i meccanismi oggettivi previsti dalla legge, che avrebbero portato ad un bando di almeno 3600-4000; si è poi continuato, calpestando di fatto una seconda volta la stessa norma, la quale prevedeva un unico concorso anche se suddiviso in ordinario e riservato, con procedure e modalità diverse;
è chiaro che se i TAR adottano provvedimenti cautelari (sospensiva dell'esclusione di candidati non triennalisti e loro ammissione con riserva) a favore di uno o più ricorrenti, l'Amministrazione non può far finta di niente: o fa ricorso al Consiglio di Stato e nelle more non dà attuazione ai provvedimenti; o non fa ricorso, e in tal caso deve attuare i provvedimenti giurisdizionali; nel secondo caso, in quanto sindacato, dobbiamo richiedere all'Amministrazione - e lo abbiamo fatto - di tenere un comportamento uniforme su tutto il territorio nazionale, in applicazione dei provvedimenti dei TAR, anche perché la mancata applicazione creerebbe nuovo contenzioso e, quindi, ulteriore confusione e lungaggini;
quanto appena paventato sta puntualmente avvenendo, poiché risulta che singoli uffici scolastici regionali - vedi il caso della Toscana o della Campania - si ritengono legittimati a tirarla in lungo e/o a non seguire nemmeno le indicazioni operative dell'Amministrazione centrale, per cui vengono formate graduatorie degli ammessi ai corsi di formazione con criteri del tutto originali, che violano non solo le disposizioni recentemente emanate dal MIUR ma gli stessi principi di imparzialità e di buon andamento degli uffici;
va sottolineato, infine, che l'attuale situazione è comunque solo transitoria, in quanto nessun tribunale ha finora reso sentenze di merito, ma solo adottato, a domanda di singoli, provvedimenti cautelari; nessun interesse legittimo (ci riferiamo ai candidati triennalisti pleno jure) è stato quindi leso fino a questo momento. Nelle prime discussioni di merito, il TAR del Lazio ha deciso, ad esempio, di
non decidere, rimandando la questione ad ulteriori accertamenti. Giova ricordare che nella precedente tornata concorsuale (con il vecchio regime di reclutamento) la sentenza di merito in seguito a ricorsi allora presentati non c'è mai stata, e la posizione dei ricorrenti è stata sanata ope legis dopo sette anni!
L'Anp, in quanto sindacato, non ha da prendere posizione per gli uni contro gli altri, ma deve solo riaffermare la sua richiesta ormai storica: finire regolarmente il concorso riservato con l'assunzione dei triennalisti e bandire subito il concorso ordinario e per tutti i posti previsti dalla legge.
D'altra parte, giova ricordare che fu lo stesso Consiglio dei Ministri che il 4 ottobre 2002, approvando il D.P.R. che autorizzava il Ministro dell'Istruzione ad avviare le procedure di reclutamento per dirigenti scolastici, ammetteva che il concorso riservato avrebbe solo parzialmente fatto fronte nell'immediato ad un cospicuo fabbisogno di personale dirigenziale nella scuola".
Il completamento dell'attuale procedura di reclutamento con l'emanazione del bando per il concorso ordinario è, infatti, l'unico modo - corretto nella sostanza e conforme a legge nella forma - per risolvere il groviglio di interessi contrapposti che si è originato con la forzatura della norma e dei principi.
Se ci saranno sentenze di merito da parte dei TAR, ne valuteremo gli effetti ed in ogni caso ci muoveremo perché non vengano lesi gli interessi legittimi di nessuno; nel caso non vi fossero sentenze di merito, vedremo come affrontare la situazione originata dai diversi provvedimenti, fermo restando che per noi nessuna soluzione che prescinda dalla sollecita emanazione del bando del concorso ordinario può essere considerata accettabile.
La Corte dei Conti censura severamente, nel metodo e nel merito, il meccanismo delle procedure di acquisto obbligatorio di beni e servizi da parte delle pubbliche amministrazioni - tra cui le scuole autonome - tramite le convenzioni Consip.
Lo fa in una corposissima relazione, recentemente approvata dalla sezione centrale di controllo, che elenca le numerose anomalie riscontrate (p.es la formazione di "cartelli" oligopolistici fra fornitori), gli sprechi constatati (tra cui la scadente qualità dei materiali acquisiti), i risultati paradossali raggiunti (a causa dei ritardi insiti nel meccanismo alcuni tipi di beni, al momento in cui vengono consegnati all'utente finale, hanno un prezzo di mercato inferiore a quello convenzionato). Queste le principali disfunzioni che risultano dall'analisi condotta dalla Corte sugli acquisti effettuati, per questa via, dalle pubbliche amministrazioni italiane.
Si tratta di un'autorevolissima conferma - da noi sollecitata alla stessa Corte con una lettera del 19 febbraio scorso - delle critiche e dei dubbi che, sin dall'entrata in vigore della procedura, avevamo avanzato in tutte le sedi circa le gravi difficoltà gestionali che le scuole ed i loro dirigenti avrebbero trovato sulla loro strada, come in effetti si è poi verificato (si vedano i comunicati apparsi su questo sito nei giorni 18 febbraio e 19 febbraio 2003, nonchè l'articolo "Il caso Consip e le scuole" pubblicato su AeD n. 1-2-3/2003).
Non ci sono ora più alibi - per il Governo - per rinviare una profonda revisione del meccanismo che presiede agli acquisti "centralizzati", che peraltro già traspare come volontà politica nel corso dell'audizione alla Camera del Viceministro dell'Economia Baldassarri, di cui abbiamo dato recentemente notizia.
Per parte nostra rivendichiamo il merito di aver contribuito, con le nostre denunce e prese di posizione in ogni sede, a far maturare la consapevolezza delle distorsioni insite nel meccanismo, cui dovranno necessariamente seguire gli opportuni ripensamenti sul piano normativo.
P.S. - Chi vorrà cimentarsi nella lettura della relazione della Corte (un po' lunga a scaricarsi, ma dotata di un comodo indice generale "cliccabile" per capitoli) inutilmente cercherà - fra le osservazioni e le critiche espresse dai vari Ministeri auditi dalla Corte, riportate nel documento - quelle del MIUR. E questo nonostante le assicurazioni che più volte ci sono state date da dirigenti dello stesso MIUR circa gli interventi che sarebbero stati messi in atto per ottenere una sostanziale modifica delle norme in questione.
E' stato sottoscritto il 21 luglio scorso tra l'Anp - rappresentata dal presidente nazionale Giorgio Rembado - e l'ADDoC - l'Associazione Dirigenti e Docenti Comandati, rappresentata dalla sua presidente nazionale Roberta Sbrana - un protocollo d'intesa con la finalità di di valorizzare la professionalità dei dirigenti scolastici e dei docenti che, forniti di adeguati titoli culturali e di servizio, sono comandati o utilizzati presso le sedi centrali o periferiche del MIUR ed altri Enti ed istituzioni. Il protocollo prevede l'assunzione, da parte dell'Anp, della rappresentanza sindacale esclusiva degli iscritti all'ADDoC.
Si è svolto oggi il previsto incontro per la ripresa della trattativa sulla definizione delle aree contrattuali della dirigenza pubblica a quasi un anno dalla sua interruzione (24 luglio 2002).
In apertura di riunione il presidente dell'Aran, Avv.Guido Fantoni, ha presentato il nuovo indirizzo fornito dall'Organismo di coordinamento dei Comitati di Settore.
Le uniche modifiche proposte rispetto all'esistente sarebbero:
la possibilità delle parti di costituire un'autonoma area di contrattazione per i dirigenti delle agenzie fiscali e per i dirigenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri, scorporando tali profili dirigenziali dall'Area I;
l'inserimento nell'Area V dei dirigenti appartenenti all'Alta Formazione (Accademie e Conservatori);
la collocazione nelle aree dirigenziali, in apposite sezioni, dei professionisti degli enti pubblici, dei ricercatori e dei tecnologi.
Giorgio Rembado, intervendo per la CIDA, ha rilevato che i nodi irrisolti al momento dell'interruzione della trattativa, non solo non sono stati sciolti, ma probabilmente si sono ulteriormente aggrovigliati con il nuovo indirizzo.
In particolare:
avevamo segnalato la disomogeneità dei profili dirigenziali presenti nell'Area I, ma le novità di oggi non producono alcun risultato. Non basta, infatti, la sottrazione dei dirigenti delle Agenzie e della Presidenza del Consiglio dei Ministri a portare una maggiore omogeneizzazione;
rimane invariato l'impianto precedente, senza tentare di riaccorpare i profili dirigenziali per funzioni affini od omogenee, come sostenuto della CIDA e dal altre Cofederazioni nel mese di luglio dello scorso anno;
la necessità di collocare le apposite sezioni per i professionisti, i ricercatori e i tecnologi, per i problemi che può comportare (non ultimo quello del calcolo della rappresentatività delle sigle sindacali), dovrebbe spingere tutti ad accelerare i tempi.
Non è più tollerabile che nel momento in cui si dovrebbe affrontare la trattativa per il secondo biennio economico (2004-05), non solo non sia partita quella per il primo biennio (2002-03), ma ancora non si veda il termine della trattativa per l'accordo quadro per la definizione delle aree;
infine, non c'è traccia nell'indirizzo dell'Organismo di coordinamento, dell'esigenza di predisporre, prima dell'avvio della contrattazione di area, un accordo quadro o linee guida che definiscano gli istituti contrattuali comuni della dirigenza pubblica.
In conclusione di riunione, l'avv. Fantoni ha preso atto dell'avversità unanime delle Confederazioni a mantenere l'Area così com'è. Ha riassunto, inoltre le altre questioni che rimangono aperte anche dopo il nuovo indirizzo, quale ad esempio il sistema di calcolo della rappresentatività in quelle aree che vedano la presenza di più profili dirigenziali.
Si è riservato riportare al Dipartimento della Funzione Pubblica e all'Organismo di coordinamento gli esiti della riunione odierna.
DPEF: LE PERPLESSITA' DELLA CIDA ALLE PROPOSTE DEL GOVERNO
Al termine dell'incontro tra Governo e parti sociali tenutosi in mattinata a Palazzo Chigi in occasione della presentazione del DPEF il Presidente della CIDA (la Confederazione italiana dei dirigenti d'azienda ed alte professionalità) Giorgio Rembado ha illustrato la posizione della dirigenza e delle alte professionalità sulle linee di politica economica.
La CIDA non disconosce la criticità dell'attuale momento economico e delle forti incertezze dei mercati. Ritiene però che proprio in situazioni di difficoltà si debba intervenire con misure fortemente selettive di investimenti. A questo proposito lamenta l'assenza all'interno del DPEF di un progetto coraggioso che faciliti il rilancio dell'economia italiana sulla base di una valorizzazione delle alte professionalità.
La CIDA auspica pertanto che l'Esecutivo provveda in primo luogo a raddoppiare i finanziamenti destinati ad un settore di importanza cruciale quale quello della ricerca sia attraverso l'erogazione di risorse pubbliche che per il tramite di incentivi alle imprese.
Dal punto di vista fiscale ha dichiarato Rembado sollecitiamo l'Esecutivo affinché la fiscalità locale sostituisca e non si aggiunga a quella centrale e affinché al trasferimento di funzioni nel processo in atto di decentramento corrisponda il trasferimento delle risorse necessarie. Quanto alla sanità ha concluso il Presidente della CIDA chiediamo il rispetto del principio di garanzia dei livelli minimi essenziali su tutto il territorio nazionale.
Da ultimo il capitolo pubblica amministrazione. Se è vero, come è vero, che occorre puntare sui dirigenti e sulle alte professionalità per poter contare su una pubblica amministrazione efficiente, occorrono allora risorse adeguate per il rinnovo dei contratti allo scopo di dare un giusto riconoscimento a quanti operano nelle varie amministrazioni. Gli investimenti previsti dal DPEF sono invece largamente al di sotto delle attese e delle sia pur ragionevolissime richieste della CIDA.
L'incontro già previsto per domani 18 luglio e rinviato a data da destinarsi è stato ora fissato dalla Direzione Generale del Personale della Scuola e dell'Amministrazione per il 24 luglio, ore 10.00.
All'ordine del giorno:
- "analisi ed eventuale firma della sequenza contrattuale relativa alla definizione dei criteri generali per la determinazione della retribuzione di risultato.
La CIDA e le altre Confederazioni sindacali sono state invitate a partecipare ad una riunione, che si terrà mercoledì 16 luglio p.v.. alle ore 11,00 presso la Sala Verde di Palazzo Chigi, avente ad oggetto l'illustrazione delle linee guida del prossimo Documento di Programmazione Economico Finanziaria
In quell'occasione la delegazione CIDA, guidata dal presidente Giorgio Rembado, illustrerà alla Presidenza del Consiglio dei Ministri le richieste che abbiamo pubblicato oggi.
L'Aran, con lettera datata 14 luglio 2003, protocollo 5425, ha spostato la riunione già fissata per il 17 luglio 2003, alle ore 15:30 del 21 luglio 2003.
Così come richiesto dalla F.P. CIDA il 9 giugno scorso, l'Aran ha convocato le Confederazioni rappresentative della dirigenza pubblica per proseguire le trattative per il rinnovo del Contratto Collettivo Quadro per la definizione delle autonome aree di contrattazione della dirigenza.
Sull'argomento si erano gia tenute due sedute:
Si tratta di compiere il primo passo per l'avvio dei contratti dei dirigenti pubblici.
Riportiamo di seguito il testo della lettera.
Roma, 14 luglio 2003
5337
Alle Confederazioni
CGIL-CISL-UIL-CONFSAL-CIDA
CONFEDIR-COSMED
Loro sedi
OGGETTO: Contratto Collettivo Quadro per la definizione delle autome aree di contrattazione della dirigenza, quadriennio 2002-2005 - Prosecuzione trattative.
In merito all'oggetto, le Confederazioni in indirizzo sono convocate per il giorno 17 luglio 2003, alle ore 15:30, presso la sede di questa Agenzia.
Il Dirigente Generale
f.to Dott.ssa Silvana Dragonetti
Pubblichiamo il documento della CIDA con le prime indicazioni della Confederazione in merito alla stesura del DPEF ed alla impostazione della politica economica del Paese per il quadriennio 2004-2007.
Il documento contiene - tra l'altro - le indicazioni della CIDA in merito alle politiche per la scuola e la formazione, nonchè le richieste per i rinnovi contrattuali per il pubblico impiego. Per tutti i profili della dirigenza pubblica (privatizzata e non), viene richiesta la piena perequazione dei trattamenti stipendiali di base, di posizione e di risultato. Si dovranno pertanto prevedere - come affermato nel documento - oltre alle risorse finalizzate al normale recupero della inflazione programmata, altre integrative per gli interventi perequativi sopra richiamati.
In particolare ciò vale per i dirigenti delle scuole inclusi nell'area V che hanno la retribuzione strutturata come quella degli altri dirigenti, ma hanno una retribuzione di posizione inferiore ai minimi garantiti agli altri e di gran lunga lontana dalla media di fatto percepita ancora dagli altri. Analoga differenza si riscontra nella retribuzione di risultato.
Con una lettera inviata ieri dal presidente Rembado al Capo di Gabinetto del MIUR, l'Anp/CIDA ha richiesto un incontro urgente per discutere su due importanti problemi che influenzeranno l'avvio del prossimo a.s. 2003/2004 e, quindi, l'attività ed i compiti dei dirigenti delle scuole: l'assegnazione delle supplenze e l'attuazione della Legge n. 53/03.
Si è ormai completata, in tutte le regioni, la prima fase del corso-concorso selettivo per il reclutamento di dirigenti scolastici per la scuola elementare e media, per la scuola secondaria superiore e per le istituzioni educative, riservato a coloro che hanno effettivamente ricoperto per almeno un triennio le funzioni di preside incaricato, oppure di vice rettore incaricato o di vice direttrice incaricata negli istituti educativi.
In base al punteggio conseguito da ciascun candidato nella prova-colloquio ed alla valutazione dei titoli culturali e di servizio di ciascuno, la maggior parte degli Uffici Scolastici Regionali ha già provveduto, a stilare le graduatorie di merito per l'ammissione ai corsi di formazione, distinte per settori formativi.
Fermo restando che tali graduatorie potrebbero essere ancora integrate con l'inserimento di ulteriori aspiranti, che conseguissero eventualmente l'ammissione al corso di formazione per effetto di decisioni giurisprudenziali tuttora pendenti e del successivo superamento della prova di colloquio, riteniamo opportuno consentire a tutti gli interessati una più agevole consultazione delle graduatorie, pubblicando quelle disponibili - regione per regione - in un prospetto generale che manterremo aggiornato.
Nella provincia autonoma di Trento si è già concluso il corso di formazione e si è già svolta la prova scritta; le procedure concorsuali si concluderanno, con le prove orali, il prossimo venerdì 18 luglio.
L'incontro previsto per il prossimo 18 luglio è stato rinviato a data da destinarsi.
Lo ha comunicato la Direzione Generale del Personale - Uff.I - con lettera alle organizzazioni sindacali Cida Anp, Cgil/Scuola, Cisl/Scuola, Uil/Scuola, Snals/Scuola, che riportiamo.
Roma, 11 luglio 2003
Prot.U1/870
OGGETTO: AREA V - Dirigenti scolastici - Rinvio dell'incontro del 18 luglio 2003.
Si comunica che - per sopravvenuti impedimenti - l'incontro previsto per il giorno 18 luglio 2003 è rinviato a data da destinarsi.
Il Dirigente
Paolo Norcia
L'Anp ha inviato oggi una lettera alla Dott.ssa Testa, Direttore generale del Servizio per gli Affari economico-finanziari del MIUR, per chiedere il rispetto delle norme contrattuali vigenti in materia di retribuzione dell'indennità di direzione (quota variabile) dovuta ai presidi incaricati, ai docenti vicari che sostituiscono il capo di istituto e ai docenti vicari delle scuole in reggenza.
Siamo in presenza del solito scaricabarile: il Servizio per gli Affari economico-finanziari sostiene di aver assegnato agli Uffici Scolastici Regionali i fondi necessari (quantomento - ma non basta - fino al 31.12.2002), mentre alcuni USR negano di averli ricevuti e pertanto non li suddividono, secondo necessità, alle istituzioni scolastiche.
Riportiamo di seguito il testo della lettera.
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associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola
ADERENTE ALL'ESHA EUROPEAN SCHOOL HEADS ASSOCIATION
Roma, 10 luglio 2003.
DOTT.SSA MARIA DOMENICA TESTA
DIRETTORE SERVIZIO PER GLI
AFFARI ECONOMICO-FINANZIARI
MIUR
VIALE TRASTEVERE 76/A
00153 ROMA
e p.c. DOTT. PASQUALE CAPO
DIRETTORE DIPARTIMENTO PER I SERVIZI
NEL TERRITORIO
E LO SVILUPPO DELL'ISTRUZIONE
MIUR
VIALE TRASTEVERE 76/A
00153 ROMA
OGGETTO: Indennità di direzione, quota variabile.
Risulta a questa Associazione che in molte regioni gli Uffici Scolastici non hanno provveduto ad accreditare alle scuole i fondi necessari per liquidare l'indennità, di cui all'oggetto, agli aventi diritto: presidi incaricati, docenti vicari che sostituiscono il capo di istituto, docenti vicari delle scuole in reggenza.
Con la presente si chiede di assumere le opportune iniziative in merito.
Distinti saluti.
Il Presidente Nazionale
Giorgio Rembado
Ieri 7 luglio è stato firmato, tra le organizzazioni sindacali rappresentative del Comparto Scuola e l'ARAN, il protocollo per la definizione del calendario delle votazioni per il rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie della scuola.
Lo svolgimento delle elezioni è stato fissato per i giorni 9, 10 e 11 dicembre 2003 (martedì, mercoledì e giovedì); lo scrutinio sarà effettuato venerdì 12.
Il prossimo 10 luglio, nel corso di una riunione già programmata, sarà definito il testo della circolare con la quale l'ARAN riassumerà i chiarimenti e le interpretazioni già forniti in materia nel corso della precedente tornata elettorale, al fine di consentire uno svolgimento delle elezioni quanto più possibile privo di controversie.
Riportiamo di seguito, la calendarizzazione delle scadenze connesse alla procedura elettorale:
· 20 ottobre 2003: annuncio delle elezioni e contestuale inizio della procedura elettorale
· 21 ottobre 2003: le istituzioni scolastiche rendono disponibile l'elenco generale alfabetico degli elettori e ne consegnano copia a tutte le organizzazioni sindacali che ne fanno richiesta. Contestualmente, inizia la raccolta delle firme per la presentazione delle liste
· 30 ottobre 2003: termine per l'insediamento della Commissione elettorale
· 4 novembre 2003: termine per la costituzione formale della Commissione elettorale
· 10 novembre 2003: termine per la presentazione delle liste elettorali
· 1° dicembre 2003: affissione delle liste elettorali all'albo della scuola
· 9-11 dicembre 2003: votazioni
· 12 dicembre 2003: scrutinio
· 12-17 dicembre 2003: affissione risultati elettorali all'albo della Scuola
· 18 dicembre 2003: le istituzioni scolastiche inviano il verbale elettorale finale all'ARAN.
Pubblichiamo il resoconto di un'interpellanza parlamentare sulla Consip svolta alla Camera dagli On.li Agostini, Violante e Visco.
L'interpellanza è interessante perché raccoglie e mette in evidenza alcuni elementi di negatività da noi sottolineati in un recente articolo pubblicato su “AeD – Autonomia e dirigenza” (evidenziati in grassetto nel testo).
La risposta governativa, affidata al Vice Ministro On.le Baldassarri e giudicata insoddisfacente dagli interpellanti, prende atto della distinzione, da noi più volte posta all'attenzione, fra acquisti - presso Consip - obbligatori o facoltativi da parte delle amministrazioni pubbliche, in relazione al fatto che i beni/servizi siano o meno offerti dalla stessa Consip.
Sia pure timidamente, inoltre, si affaccia l'idea di una revisione del problema anche in seguito all'espressione ed all'ascolto, da parte del Governo, dei pareri di Confindustria e Confcommercio che, da molte imprese loro aderenti, hanno avuto lamentele circa la mancata tutela del principio della libera concorrenza.
Come annunciato precedentemente, le organizzazioni sindacali sono state convocate presso il MIUR - Direzione generale del personale della scuola e dell'amministrazione - Venerdì 18 luglio 2003, alle ore 10.00, con il seguente o.d.g.:
- sequenza contrattuale per la definizione dei criteri generali per l'assegnazione della retrtibuzione di risultato
Ha vinto la classe 3 B dell'Istituto Comprensivo di San Vito, provincia di Cagliari, il concorso per il miglior bozzetto pubblicitario contro il fumo, lanciato nelle scuole italiane dalla campagna “Libertà Sfumate” 2002/2003 (lanciata dalla nostra rivista "A&D" n.7-8-9/2002), nel quadro di tutta una serie di iniziative didattiche volte a scoraggiare la diffusione del fumo tra i più giovani.
La cerimonia di premiazione si è svolta lo scorso 10 giugno alla presenza del Preside dell'Istituto, prof. Roberto Pianta, del coordinatore del progetto, prof. Ugo Lusso, e del Sindaco di San Vito, rag.Patrizio Bucelli . Il bozzetto risultato vincitore, realizzato dall'alunna Marta Congiu sotto la guida del docente Ugo Lusso, è stato proclamato primo classificato dalla giuria del concorso su un totale di 1.010 manifesti inviati dagli studenti di scuola media degli Istituti scolastici di 8 regioni (Basilicata, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta).
Fino ad oggi, in due anni di attività, la campagna “Libertà Sfumate” promossa da A.Ge, l'Associazione Nazionale Genitori in collaborazione con la nostra Associazione ha interessato 45.000 studenti, 500 Istituti scolastici e circa 850 insegnanti. 43 Amministrazioni ed Enti pubblici, fra Regioni, Province, Comuni, ASL, Direzioni Regionali del Ministero della Pubblica Istruzione, hanno concesso il patrocinio all'iniziativa.Un risultato che fa di “Libertà Sfumate” la più grande iniziativa mai realizzata in Italia per la prevenzione del fumo giovanile.
Ultime notizieFinalmente è stato svelato l'arcano: se un milione di persone – insegnanti e ATA – sono da 17 mesi senza contratto, se a luglio non prenderanno gli aumenti, e tanto meno gli arretrati, un colpevole esiste: è l'Anp (e associazioni limitrofe) che da solo fa argine e blocca il Consiglio dei Ministri. Potenza di una sigla!
Per fortuna, c'è chi vigila ed è pronto a smascherare le mene reazionarie dei "nostalgici del passato": il Maestro è tornato fra noi e ci ha dispensato la sua parola [conoscerete la verità e la verità vi farà liberi – NdR].
Certo, i gentili [i pagani – Thomas Aquinas: Summa contra Gentiles - NdR] credevano che le cause andassero cercate altrove: per esempio in un negoziato che si è trascinato 16 mesi prima di arrivare alla conclusione; oppure nel mese abbondante che i suoi firmatari, ed in particolare gli epigoni del Maestro, hanno speso nel rito delle assemblee confirmatorie; o ancora nella fretta e nell'approssimazione con cui il buon contratto è stato scritto e che ha costretto i suoi autori a rimetterci mano più e più volte, sempre nel segreto degli iniziati [ricordate il mistero della resurrezione dell'art. 69? O la candida ammissione – il 17 giugno - di un'importante sacerdotessa firmataria circa la necessità di "una revisione tecnica per ovviare ad eventuali disattenzioni" ? – NdR]
Macché! Tutte calunnie diffuse ad arte [guai a voi, sepolcri imbiancati! - NdR]. Il Maestro ci dice ora come stanno le cose, additando il vero colpevole al giusto sdegno di un milione di lavoratori.
Fino ad oggi – potenza dell'ingenuità! – si pensava che i contratti li facessero i sindacati che stavano al tavolo negoziale. Dall'insegnamento del Maestro abbiamo avuto la luce: i contratti li fa e li disfa chi non sta neppure al tavolo: e se non gli piace quel che gli altri hanno fatto, li blocca sine die. Che importanza volete che abbia se quel che l'Anp ha criticato sono gli sconfinamenti in materie riservate alla legge! Fissazioni di legulei! [ma voi scribi e farisei, che avete il cuore duro … - NdR].
Non cadiamo nella trappola di credere all'Anp che ci veniva a raccontare di voler sollevare il problema dei vicari e dei presidi incaricati dimenticati da lor signori; no, il suo bersaglio era un milione di lavoratori, cui si voleva protervamente mandare di traverso le vacanze: anzi sottrarre loro le risorse su cui avevano contato per portare i figli al mare. E il Consiglio dei Ministri si è precipitato ad esaudire i desideri, ancorché non espressi, del sindacato unico che da solo oggi conta in Italia. [l'Anp … - che avevate pensato? – NdR]
L'importante, si sa, è crederci … Anzi, che ci credano gli interessati, cioè i docenti e gli ATA, che sono stati due volte danneggiati (da un contratto che fa acqua da tutte le parti e dai ritardi nell'applicazione). Altrimenti potrebbero cominciare a porsi domande imbarazzanti circa le assicurazioni ricevute da chi a quel tavolo c'era ed ha firmato.
Ma si sa, la fede muove le montagne … o almeno questo è quel che spera chi, anziché svolgere efficacemente il ruolo di rappresentanza e tutela del personale, preferisce cercare all'esterno capri espiatori per coprire le proprie difficoltà. E con ciò dimostra, fra l'altro, in quanta considerazione tenga l'intelligenza e la sensibilità delle persone delle quali vuole monopolizzare, quasi per diritto divino, la rappresentanza. Vero, Maestro?
Così parlò Zarathustra …
Il Ministro dell'Istruzione, con decreto del 27 giugno scorso (che pubblichiamo unitamente alla nota di trasmissione agli Uffici Scolastici Regionali), ha disposto la proroga - per l'anno scolastico 2003/2004 - anche del personale docente e dirigente utilizzato a tempo pieno presso i Corsi di Laurea in Scienze della Formazione Primaria.
Viene sanata così una "dimenticanza" del precedente decreto n. 44 del 28 aprile 2003, che aveva provveduto alla proroga dei supervirsori del tirocinio presso le SSIS, utilizzati a tempo parziale.
Si è svolta oggi la prevista riunione al MIUR, in cui sono state affrontate le seguenti tre questioni:
1-Definizione del contratto integrativo nazionale sulla retribuzione di risultato
E' stato raggiunto un sostanziale accordo, sulla base dei seguenti principi:
a)-la retribuzione di risultato spetta a tutti coloro che non sono stati sottoposti ai provvedimenti di cui all'art.27 del CCNL, a seguito di valutazione negativa;
b)-l'importo è pari almeno al 20% della fascia di posizione in godimento; può essere aumentato sulla base degli esiti della valutazione. Nel caso le risorse non siano sufficienti, ci sarà una decurtazione in proporzione;
c)-gli importi vengono determinati in sede di contrattazione integrativa regionale;
d)-in prima applicazione, per il 2002/03 e 2003/04, l'importo è pari al 20% della fascia, senza maggiorazioni, dato che non è ancora in vigore il sistema di valutazione.
Le organizzazioni sindacali sono convocate per il giorno 18 luglio per la sottoscrizione del contratto.
2-Stato di attuazione dei diversi istituti contrattuali
L'Amministrazione ha comunicato la imminente emanazione di un'ulteriore circolare di sollecito agli USR per l'emanazione di tutti gli atti necessari all'applicazione del CCNL e del CIN e la relativa messa in pagamento; a questo proposito, l'Amministrazione ha anche preso contatto con il Tesoro affinché gli emolumenti siano liquidati in via provvisoria, nelle more della registrazione da parte delle Ragionerie provinciali. Il Tesoro si è mostrato disponibile, per cui è stata richiesta l'emanazione di una direttiva nazionale agli uffici periferici; una risposta arriverà nei prossimi giorni.
3-Trattamento pensionistico dei dirigenti
L'Amministrazione ha preso posizione (si veda la lettera a firma del direttore Zucaro) in merito alla nota dell'Aran dello scorso 10 giugno sul trattamento pensionistico dei dirigenti dell'Area I e dell'AreaV (supervalutazione del 18% dell'indennità integrativa speciale inglobata nello stipendio), contestando alla radice la posizione dell'Aran, con argomentazioni del tutto condivisibili.
Sulla questione, l'ANP/CIDA e l'UNADIS/CIDA (che rappresenta i dirigenti dell'Area I) hanno richiesto oggi un incontro urgente all'Aran, al fine di ottenere il ritiro della nota citata e ristabilire la corretta interpretazione del testo contrattuale, che del resto appare del tutto evidente, a nostro favore.
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