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E' stato siglato oggi il CCDN sulle utilizzazioni per l'a.s. 2001/02. L'Amministrazione, ha fatto presente che la ristrettezza dei tempi, in rapporto alle scadenze previste dal Decreto Legge 255/2001, rendeva molto difficoltosa la stipula di un nuovo contratto. Si è arrivati perciò all'accordo di non predisporre un nuovo testo, ma di prorogare anche per il prossimo anno scolastico il CCDN dello scorso anno. Una novità positiva è la possibilità di chiedere l'utilizzazione non solo da parte dei trasferiti d'ufficio o a domanda condizionata per il corrente anno scolastico(come previsto dal precedente contratto), ma anche da parte di coloro che si sono trovati nella medesima situazione nello scorso anno.
Le domande vanno inoltrate entro il prossimo 4 agosto.
| Destinatari: | 150 fra dirigenti e docenti delle scuole di tutta Italia |
| Promotori: |
ANP - Associazione Nazionale Presidi e Direttori didattici INTERCULTURA - ente morale specializzato in mobilità studentesca INVSI (ex CEDE) |
| Programma: | sarà reso noto all'inizio di settembre 2001 |
| Tema: | «Mobilità studentesca internazionale e successo formativo» |
Il tema del convegno prende lo spunto dalla constatazione che la mobilità studentesca - sia individuale che di classe - si è rapidamente sviluppata negli ultimi dieci anni, mantenendo però in molti casi il carattere di una "parentesi", cioè di un'esperienza che interrompe il normale lavoro didattico e che non viene realmente utilizzata nell'attività normale della scuola.
La causa di ciò risiede probabilmente nel suo essere "diversa" rispetto alla routine di lavoro consolidata. D'altra parte, l'autonomia delle scuole è stata istituita proprio per farsi carico delle "diversità", considerate come una ricchezza e non come un limite.
I lavori del convegno si propongono di sviluppare due punti:
Lo scorso 18 luglio l'Anp ha fatto pervenire al ministro Letizia Moratti, ai Sottosegretari ed agli organi di vertice dell'amministrazione alcune considerazioni e proposte in ordine all'attuazione del D.L.255.
La nostra attenzione era ed è rivolta soprattutto alle modalità di nomina dei supplenti da parte dei dirigenti delle istituzioni scolastiche, al fine di assicurare la massima tempestività del procedimento tramite l'utilizzazione di strumenti efficaci che offrano ogni garanzia ai dirigenti stessi.
Il 24 luglio 2001, alle ore 9.30 sarà affrontata la problematica riguardante le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie dei dirigenti dell'Area V per l'anno scolastico 2001-2002.
L'Anp aveva chiesto alla parte pubblica, lo scorso 17 luglio, di prevedere ancora per un anno questo tipo di mobilità in considerazione del fatto che gli effetti del dimensionamento in alcune regioni non si sono ancora esauriti.
Ieri, 18 luglio 2001, il ministro Moratti ha presentato alla VII Commissione permanente (cultura, scienza ed istruzione) della Camera dei Deputati le linee politico-programmatiche che il Governo intende seguire nel corso della legislatura (riforma dei cicli, degli organi collegiali, istituzione di un sistema di valutazione indipendente, costituzione di un'area contrattuale autonoma per i docenti, ecc.).
A proposito del contratto dei dirigenti delle istituzioni scolastiche il ministro ha dichiarato: «Il Governo sarà attento, altresì, alla questione del primo contratto collettivo nazionale dei dirigenti scolastici che attendono il riconoscimento sul piano economico e giuridico delle nuove funzioni che che ricoprono dal primo settembre 2000 all'interno dell'impianto autonomistico delle scuole».
Il giorno 11 luglio 2001, il presidente Anp-CIDA, Giorgio Rembado, ha incontrato il Ministro dell'Istruzione, Letizia Moratti, cui ha esposto le linee di intervento in materia di dirigenza delle scuole che l'Associazione considera assolutamente prioritarie. Si riporta di seguito il testo del documento che, al termine dell'incontro, è stato rimesso a mani del Ministro.
Definizione della linea generale di interventopiena attuazione dell'autonomia scolastica
riqualificazione del sistema dell'istruzione
curare il costante aggiornamento della propria professionalità
assumere l'impegno di attuare le linee di indirizzo del sistema
assumere tutte le responsabilità connesse con il ruolo
la disponibilità di strumenti organizzativi moderni ed efficaci
la semplificazione delle procedure e lo snellimento della normativa primaria e secondaria
la possibilità di avvalersi di collaborazioni individuate su base fiduciaria
un adeguato riconoscimento contrattuale a fronte degli impegni richiesti
a) coerenza nella definizione normativa delle funzioni
La definizione dei compiti dei dirigenti delle scuole contenuta nell'art. 25 del Decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 viene considerata tuttora adeguata e corrispondente agli obiettivi da assegnare ai responsabili delle scuole. Va invece detto che molta della normativa secondaria - sia di fonte pubblica che contrattuale - sviluppatasi successivamente si è mossa in una linea contraddittoria o ambigua rispetto a quanto ivi enunciato. E' necessario che il governo intervenga in questo ambito per rendere le norme di attuazione coerenti con il dettato principale, anche attraverso opportune direttive all'ARAN per quanto riguarda i futuri accordi.
E' il caso, ad esempio, della recente C.M. 109 del 11 giugno 2001, che detta regole per la contrattazione integrativa a livello di singola istituzione scolastica, disponendo che ogni ipotesi di accordo debba essere sottoposta ad una certificazione di compatibilità finanziaria da parte della competente Ragioneria provinciale dello Stato. [N.B.: L'ANP e l'ANQUAP (Associazione Nazionale Quadri delle Amministrazioni Pubbliche - Sindacato di riferimento dei Direttori SGA) hanno inviato in data odierna una lettera per chiedere la modifica della suddetta circolare].
E' necessario che il governo intervenga in questo ambito per rendere le norme di attuazione coerenti con il dettato principale, anche attraverso opportune direttive all'ARAN per quanto riguarda i futuri accordi.
b) reclutamento
Giace da troppo tempo negli uffici del Ministero dell'Istruzione la bozza di decreto relativo al primo corso-concorso per il reclutamento dei dirigenti delle scuole. Già ora si stima che il numero dei posti da mettere a concorso per la prima tornata si avvicini alle tremila unità, che si incrementeranno al ritmo di sei-settecento ulteriori disponibilità l'anno. Il governo deve assumere l'impegno formale di avviare subito le procedure concorsuali relative, previa una revisione della bozza di bando relativamente alle modalità di svolgimento ed ai contenuti delle singole prove, per assicurare la massima coerenza fra i criteri di selezione e la missione che si intende attribuire al personale da reclutare. L'obiettivo deve essere quello di immettere nelle proprie funzioni i primi vincitori con il 1° settembre 2002.
c) chiusura del contratto collettivo di lavoro degli attuali dirigenti (area V)
Non va dimenticato che circa diecimila sono gli attuali dirigenti delle scuole che svolgono da molti mesi le proprie funzioni senza un corrispondente riconoscimento economico ed in assenza di un inquadramento contrattuale coerente con i loro compiti. Il precedente governo, dopo aver assunto l'impegno di assicurare il loro pieno allineamento normativo e retributivo alla corrispondente dirigenza dello Stato operante in altre aree, non ha però reso disponibili le risorse finanziarie necessarie. Si chiede al nuovo governo di onorare l'impegno contratto con i propri dirigenti, stanziando nei primi cento giorni del suo mandato le somme necessarie a garantire un trattamento economico pari a quello dei loro colleghi delle altre amministrazioni. In pari tempo, la parte normativa del contratto dovrà garantire la piena assunzione di responsabilità dirigenziale sotto tutti i profili rilevanti per garantire l'efficacia dell'azione di gestione.
d) valutazione dei risultati
L'esperienza di valutazione dell'azione di direzione delle scuole, condotta in via sperimentale relativamente all'anno scolastico 1999-2000, non ha dato risultati convincenti, sia perché gli esiti formali sono stati troppo spesso in contrasto con quelli desumibili da monitoraggi condotti da altre agenzie (IRRSAE, CEDE) o anche solo dalla pubblica opinione, sia perché non hanno fornito alcuna indicazione in ordine all'efficacia della gestione. Il riconoscimento - anzi il rafforzamento - del ruolo dei dirigenti delle scuole deve andare di pari passo con una valutazione attendibile e verificabile dei risultati da ciascuno di essi conseguiti nell'ambito della propria sfera di responsabilità operativa. In tal senso, il governo dovrà impartire direttive all'ARAN perché questa linea sia seguita nella trattativa contrattuale dell'area V.
e) staff del dirigente
Al dirigente va attribuita piena responsabilità per l'azione di gestione, ma va anche riconosciuta la disponibilità degli strumenti necessari, a cominciare dalle risorse umane e professionali chiamate alla diretta collaborazione. Va affermato il principio del rapporto fiduciario fra il dirigente ed i suoi più stretti collaboratori, scelti in totale autonomia di giudizio e con facoltà di interrompere in qualunque momento il rapporto. Al riconoscimento economico del lavoro aggiuntivo svolto da tale personale sarà riservato un fondo finalizzato, distinto da quello destinato al rimanente personale, iscritto nel piano annuale dell'istituzione scolastica e proporzionale al budget complessivo. Della gestione di tale fondo avrà la responsabilità esclusiva il dirigente della scuola. Egli fornirà al riguardo unicamente informazione successiva alle rappresentanze sindacali e riferirà annualmente al consiglio di amministrazione sui criteri adoperati.
f) semplificazione delle procedure e della normativa
La riforma della pubblica amministrazione e della scuola ha avuto fra le sue parole chiave quella della semplificazione: Tale principio, continuamente evocato, è stato però largamente tradito nei fatti, attraverso un'ipertrofica produzione di normativa secondaria e di disposizioni varie che hanno strettamente avviluppato l'azione di gestione ed il funzionamento delle scuole. Si chiede al governo di ripensare tali prassi operativa, ponendo mano a:
un coordinamento delle troppe norme emanate, con l'eliminazione di sovrapposizioni e contraddizioni;
una semplificazione procedurale, con lo spostamento dell'attenzione ai risultati anziché agli adempimenti;
la restituzione alle scuole di una reale sfera di autonomia operativa, accompagnata dalla corrispondente responsabilità.
g) organi di governo delle scuole
Una consolidata tradizione, discendente dalla Costituzione e dal pensiero educativo del nostro Paese, attribuisce a coloro che operano nelle scuole uno specifico regime di guarentigie circa i contenuti del proprio lavoro e le modalità della sua organizzazione, per favorire il formarsi di libere coscienze nei giovani cittadini. Queste garanzie sono in atto affidate ad un sistema di organi collegiali interni, cui è però di fatto affidata anche parte importante nella gestione delle scuole, in un intreccio di poteri che conduce alla paralisi operativa ed al dissolvimento delle responsabilità individuali. Si chiede al governo di separare concettualmente i diversi ambiti di intervento, attraverso una proposta di legge di riforma degli organi collegiali. Le linee guida di tale provvedimento - che dovrà essere caratterizzato da una drastica riduzione nel numero degli organi e dalla netta separazione delle rispettive competenze - dovranno essere:
la libertà di insegnamento,
il potere di indirizzo e controllo rispetto all'attività generale delle scuole, esercitato da un consiglio di amministrazione, nel quale sarà rafforzata la presenza dell'utenza e sarà inserita quella degli enti locali. Il consiglio non avrà compiti di gestione diretta;
la responsabilità effettiva della gestione ed organizzazione dei servizi, affidata in esclusiva al dirigente, con piena disponibilità dei mezzi strumentali e piena responsabilità per i risultati.
h) conversione in legge del decreto legge n. 255/01
Si chiede di apportare - in sede di conversione - un emendamento che attribuisca esplicitamente ai dirigenti delle scuole la responsabilità di nominare dopo il 1° settembre anche i supplenti annuali su posti di personale ATA, indispensabili per garantire la formazione delle graduatorie di istituto e la convocazione dei docenti. Si chiede altresì di adottare, a livello di decretazione applicativa, tutte le misure idonee a fornire ai dirigenti delle scuole gli strumenti gestionali necessari a garantire un regolare inizio dell'anno scolastico.
Nella sua risposta, il Ministro ha manifestato un sostanziale accordo sui diversi punti sollevati. In particolare, ha sottolineato la volontà di:
chiudere al più presto un contratto dirigenziale per l'area V
avviare al più presto il concorso per il reclutamento dei nuovi dirigenti
aprire un tavolo per avviare la semplificazione procedurale e normativa
Ieri, 11 luglio 2001, in sede Aran le parti hanno sottoscritto l'ipotesi di accordo sui servizi minimi da garantire in caso di sciopero.
La richiesta della Commissione di Garanzia per l'attuazione della legge sul diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali, rivolta all'Aran ed alle OO.SS., ha reso necessaria l'anticipazione di tale accordo rispetto al CCNL dell'Area V per evitare interventi unilaterali da parte della stessa Commissione.
L'Anp/CIDA, rispetto alla bozza presentata dall'Aran, ha voluto alcune modifiche intese a salvaguardare il diritto costituzionale di sciopero per i dirigenti delle istituzioni scolastiche. In particolare:
le prestazioni indispensabili da garantire in caso di sciopero del dirigente sono solo quelle previste dal comma 1 dell'art.2. Quindi chi sostituisce il dirigente in sciopero (cfr sotto) potrà intervenire solo per garantire le prestazioni indispensabili aventi carattere di essenzialità ed urgenza. Non potrà quindi, ad esempio, intraprendere nessuna iniziativa o assumere alcuna decisione relative a:
certificazioni
atti amministrativi
autorizzazioni all'entrata e/o uscita differita degli alunni
modifiche dell'orario delle lezioni
sostituzione di docenti assenti che non siano indispensabili ad assicurare la tutela di soggetti minorenni e solo per questo
ricevimento del pubblico
direttive agli uffici di segreteria
comunicazioni con gli Enti locali e con gli uffici dell'amministrazione scolastica periferica che non siano strettamente collegati alla tutela delle persone ed alla rilevazione dello sciopero
firma della corrispondenza in uscita
convocazione e direzione di sedute di organi collegiali o di altre riunioni
qualsiasi forma di rappresentanza esterna dell'istituzione scolastica non preordinata al rischio imminente per le persone fisiche
....;
il dirigente in sciopero non sarà più sostituito secondo gli automatismi tradizionali dell'ex figura direttiva (ad esempio prevedendo che in ultima istanza il sostitituto debba essere individuato nel docente più anziano) perché una scelta di questo tipo avrebbe sminuito la funzione dirigenziale. Invece, in ossequio a recenti pareri del Consiglio di Stato, le «prestazioni indispensabili [...] saranno svolte dal collaboratore che esercita, su delega del dirigente scolastico, le funzioni vicarie, di collaborazione o, in caso di impedimenti, dal docente di ciò incaricato dal dirigente scolastico»;
la dichiarazione di adesione allo sciopero del dirigente non ha carattere obbligatorio;
l'informazione alle famiglie, in caso di sciopero dei dirigenti delle istituzioni scolastiche, sarà a carico del dirigente regionale. I dirigenti delle scuole, che ritengano utile o necessario informare l'utenza direttamente, potranno, ovviamente, farlo:
Ieri, 5 luglio 2001 c'è stato il primo incontro tra il ministro Franco Frattini e le Confederazioni rappresentative del pubblico impiego. Nel corso dei lavori sono stati affrontati tutti i problemi aperti.
Nel suo intervento il Presidente della CIDA F.P., Giorgio Rembado, ha posto con chiarezza la necessità di prevedere un finanziamento aggiuntivo rispetto alla Finanziaria 2001 per il contratto dei dirigenti dell'Area V, in modo da garantire l'obiettivo dell'equiparazione economica del trattamento fondamentale dei dirigenti delle istituzioni scolastiche rispetto ai dirigenti di seconda fascia dell'Area I.
In un clima di grande cordialità il Presidente Rembado ha poi espresso l'apprezzamento della CIDA sia per la tempestività dell'incontro, sia per le dichiarazioni che il Ministro Frattini ha rilasciato in pubblici convegni ed alla stampa in merito al problema della rappresentatività della dirigenza pubblica e a quello, non meno importante, della necessità di rivedere la riforma della Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento alla dirigenza, fatta salva la coerenza con il processo riformatore in atto.
La decisione del Governo costituisce un rinvio dell'attuazione della riforma e non il suo definitivo arresto. E'una risposta ampiamente preannunciata, fin dalla fase preelettorale, alla forzatura del precedente Governo di far partire subito il riordino dei cicli nonostante i numerosi problemi tuttora irrisolti (onda anomala, utilizzazione dei docenti nella scuola di base, mancanza di insegnanti di inglese nei primi anni, esigenza di formazione da parte di tutti gli operatori . . .).
Del resto erano anche evidenti la sostanziale non condivisione da parte delle categorie professionali interessate e l'accoglienza diffidente da parte delle famiglie e dell'opinione pubblica.
Tali nodi vanno affrontati e sciolti al più presto: in particolare occorre provvedere ad una formazione adeguata. del personale per affrontare in modo sereno tutte le diverse problematiche.
Dal 1° settembre 2001 la scuola partirà ancora una volta con l'attuale ordinamento. Ci auguriamo che si avviino subito approfondimenti e consultazioni che coinvolgano dirigenti, docenti, genitori, forze sociali, mondo delle professioni e della cultura, per dare una fisionomia completa al quadro riformatore già in parte tracciato.
L'autonomia, che di questo quadro è il caposaldo, potrà comunque continuare ad essere valorizzata pienamente e coerentemente dalle iniziative e dalle scelte delle scuole.
L'Anp esprime fin da ora l'intenzione di dare il suo contributo fattivo al dibattito, che dovrà ispirarsi al più ampio e completo sviluppo dell'autonomia, il cui principio è ormai scritto nella carta costituzionale.
Ogni anno Anp ed Intercultura organizzano giornate di studio ed incontri di formazione ed aggiornamento per dirigenti delle istituzioni scolastiche e docenti sul tema dell'educazione interculturale e sugli scambi.
Il calendario e le sedi previste per il prossimo autunno sono consultabili nel sito internet di Intercultura.
Pubblichiamo la nota della CIDA in merito all'incontro con il Governo del 27 giugno 2001. Tra le richieste della nostra Confederazione c'è anche quella del reperimento delle risorse economiche necessarie per il contratto dei dirigenti delle istituzioni scolastiche.
La Cida a Berlusconi: occorre una " legge Tremonti " per la diffusione delle infrastrutture manageriali