FP-CIDA

DIRSTAT



Onorevole Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio
Piazza Colonna, 370
ROMA


Roma, 20 aprile 2004


Signor Presidente,

un anno fa (al Forum PA) Lei pronunciava parole importanti per chi, come noi, ricopre incarichi di particolare responsabilità nei settori della Pubblica amministrazione. Disse, signor Presidente, che la capacità di efficienza e qualità della Pubblica amministrazione è tra i fattori che creano ricchezza nel paese e che il suo Governo avrebbe fatto ogni sforzo per renderla sempre più moderna, aiutandola a competere con quella delle altre nazioni europee.

Parole che suscitarono in tutti noi una grande aspettativa: quelli che Lei indicava erano, infatti, gli stessi traguardi per i quali ci battiamo da sempre. Con rigore, coerenza e non pochi sacrifici.

Quell'attesa, Signor Presidente, è andata delusa. Ancora oggi noi ci vediamo costretti a rivendicare diritti sempre promessi e mai applicati. A inseguire regole e riconoscimenti di fatto mortificati, se non addirittura negati, da provvedimenti che vanno in tutt'altra direzione (come la legge Frattini che ha proseguito sulla linea dei precedenti Governi).

Ancora oggi, dirigenti, quadri e professionisti delle pubbliche amministrazioni che pure garantiscono il funzionamento di istituzioni e servizi essenziali per la vita della comunità, spesso in condizioni di grave difficoltà, vengono ripagati con la progressiva negazione del loro ruolo; il ritardo pluriennale dei contratti nazionali di lavoro; il disconoscimento di libertà sindacali fondamentali; lo svuotamento delle loro pensioni. Con l'applicazione di procedure che anziché premiare i comportamenti migliori, come tutti noi auspichiamo, finiscono per favorire opportunismi e ingerenze della politica, penalizzando così chi svolge le proprie funzioni con serietà e competenza.

Questo lo scenario con il quale dobbiamo misurarci ogni giorno. Queste le ragioni del nostro profondo malessere.

Giusto un anno fa, Signor Presidente, Lei ebbe ancora a dire che chi appartiene ai corpi amministrativi dello Stato deve sentirsi orgoglioso del proprio ruolo e consapevole dell'importanza delle funzioni che assolve al servizio dei cittadini.

E' proprio per ritrovare questo orgoglio che intendiamo aprire, con questa giornata di astensione dal lavoro, la stagione della nostra protesta. Non certo nell'interesse di pochi, ma di tutto il Paese.

Ossequi,

Giorgio Rembado
Presidente
CIDA

Antonio Zucaro
Presidente
Funzione Pubblica CIDA

Arcangelo D'Ambrosio
Segretario Generale
DIRSTAT