Ultime notizieIl 25 febbraio si è svolto un incontro al MIUR in sede tecnica, avente per oggetto le prime disposizioni applicative del Decreto legislativo sul primo ciclo, a seguito della sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Per l'Amministrazione erano presenti il Dott. Capo, il Dott.Criscuoli e il Dott.Cosentino.
L'Amministrazione ha presentato una bozza di circolare, che sostanzialmente recepisce le osservazioni formulate dall'ANP/CIDA nell'ultimo incontro con il Ministro; viene infatti riaffermata l'autonomia delle scuole su alcune questioni controverse, come ad esempio la gestione della funzione tutoriale, ferme restando le esplicite disposizioni normative per quanto riguarda le 18 ore minime di insegnamento per gli alunni delle prime tre classi della scuola primaria.
L'ANP/CIDA ha comunque avanzato le seguenti richieste:
eliminare i riferimenti alle Unità di apprendimento, dato che l'organizzazione della didattica è di competenza delle scuole e non si può indicare un unico modello
evidenziare per la scuola media la flessibilità del 15 % rispetto ai quadri orari delle discipline contenuti nelle Indicazioni, flessibilità applicabile sia sui minimi che sui massimi
evidenziare la possibilità di articolare le unità didattiche in modo diverso rispetto ai tradizionali 60 minuti di lezione
definire meglio la natura dell'insegnamento dell'Informatica, che, nella scuola media, va assunta come disciplina a se stante, inserendola nell'area scientifico-tecnologica ed assegnandone l'insegnamento a docenti sia di Matematica che di Ed.Tecnica, sulla base di competenze accertate.
Il 19 febbraio scorso è stato chiusa all'ARAN la sequenza contrattuale del comparto scuola relativa all'art.142, comma 4 del CCNL 24/7/2003, che mette finalmente la parola fine ad una serie di questioni relative alle indennità di funzioni superiori, di direzione e di reggenza.
L'ANP, ha sempre sostenuto [vedi da ultimo la nostra comunicazione del 7 novembre 2003] che l'indennità di funzioni superiori, l'indennità di direzione (quota fissa e quota variabile) ed anche l'indennità di reggenza (quest'ultima indirettamente, a seguito del richiamo contenuto sia nel CCNL che nel CCNI dell'Area V) continuavano ad essere normate dalle previgenti disposizioni contrattuali del comparto scuola, più esattamente dall'art.69 del CCNL del 1995 e dall'Art.21 del CCNL del 1999, come integrato dall'art.33 del CCNI sempre del 1999.
La sequenza contrattuale sopra citata dice
esattamente questo, per cui possiamo sostenere che per noi non c'è niente di nuovo; come mai allora si è arrivati addirittura ad una nuova definizione contrattuale?
Per quanto riguarda l'indennità di funzioni superiori, in un primo momento non ci sono stati problemi: dopo la stipula del primo CCNL dell'Area V, l'Amministrazione riconobbe subito che l'istituto rimaneva in vigore sulla base dell'art.69 del CCNL della scuola del 1995 e dette disposizioni perché fossa liquidata agli aventi diritto nei nuovi importi; in seguito, tuttavia, si è corso il rischio di un peggioramento economico a seguito dell'ultimo CCNL del 2003, che non faceva più cenno all'art.69. Giova ricordare che solo a seguito della nostra iniziativa fu ripescato in extremis tra gli istituti di cui l'art.142 prevede la permanenza in vigore; così, seppure ai tempi supplementari, il pericolo fu evitato e l'indennità di funzioni superiori non ha subito ulteriori scossoni.
Per quanto riguarda l'indennità di direzione le cose sono andate in modo ben diverso.
Il Tesoro ha infatti continuato a corrispondere la quota fissa dell'indennità di direzione ai presidi incaricati, ma non è stata più loro attribuita la quota variabile; addirittura ai docenti collaboratori con funzioni di sostituzione del dirigente scolastico
non è stato più liquidato nessun compenso!
Per l'indennità di reggenza, alcune direzioni regionali hanno cominciato a sollevare dei dubbi sulla legittimità di continuare a pagarla secondo l'art.69 del CCNL del 1995, in ciò supportate dagli stessi sindacati, che hanno richiesto un'interpretazione autentica; naturalmente, noi ci siamo fermamente opposti a questa richiesta ed abbiamo sostenuto che la norma era chiara e non c'era bisogno di alcuna interpretazione autentica.
Confidiamo a questo punto che non ci siano più problemi e ognuno possa ricevere al più presto quanto dovutogli. Chiederemo nei prossimi giorni al MIUR di fornire disposizioni precise in merito. Per parte nostra pubblicheremo al più presto un'informazione sulle modalità di calcolo dei diversi compensi spettanti a tutti gli aventi diritto.
Le organizzazioni sindacali sono state convocate il 4 marzo prossimo, alle ore 10.00, presso il MIUR - dal Direttore Giuseppe Cosentino - per proseguire la sessione di informativa sulla nuova ordinanza per gli incarichi di presidenza per l'anno scolastico 2004/2005.
In vista della riunione, abbiamo inviato al Direttore Cosentino le nostre osservazioni sull'argomento, sinteticamente riportate nel comunicato pubblicato su questo sito in occasione dell'ultima riunione tenutasi il 17 febbraio scorso.
Daremo - come sempre - puntuale informazione sull'esito del prossimo incontro.
Si svolgerà martedì 16 marzo a Roma alle 15.30 - presso la Sala del Refettorio, Via del Seminario 76 - il seminario nazionale "Sandro Gigliotti, un riformatore", organizzato dall'APEF.
I lavori, che saranno introdotti da Ferdinando Adornato, prevedono l'intervento del nostro Presidente nazionale Giorgio Rembado.
E' disponibile il programma in formato .doc.
Pubblichiamo il resoconto dell'incontro Governo Parti sociali tenutosi ieri, 19 febbraio 2004, a Palazzo Chigi.
La delegazione della CIDA era guidata da Giorgio Rembado
CIDA ON LINE di oggi riferisce puntualmente la presa di posizione della nostra Confederazione.
Il file è disponibile anche in formato doc.
Ieri, 19 febbraio, nella sede del MIUR, si è tenuto l'atteso incontro con il Ministro Moratti per l'informativa sui Decreti legislativi di attuazione della Legge 53/2003, a seguito degli incontri dei giorni precedenti, sia in sede tecnica che in sede politica.
Il sottosegretario Aprea ha presentato una sintesi dei lavori svolti nella riunione del 17 u.s. di cui abbiamo già dato ampio resoconto. Il Ministro ha preso impegno per la presentazione alle OOSS confederali e di comparto, di uno schema di decreto legislativo per quanto riguarda il Diritto-Dovere all'istruzione ed ha espresso la volontà di valutare i provvedimenti (Diritto-Dovere, Alternanza Scuola Lavoro, INVALSIF), in un quadro d'insieme nel corso di ulteriori incontri di informativa.
Per quanto attiene l'attuazione del decreto legislativo su scuola dell'infanzia e primo ciclo, il Ministro, affermando di condividerne politicamente i contenuti, ha dato la parola al Capo Dipartimento Dott. Capo per una relazione illustrativa sui vari punti di criticità già emersi nell'incontro istruttorio del 12 u.s. (vedi il nostro resoconto in proposito).
La nostra delegazione ha preso atto, con soddisfazione, della disponibilità dell'Amministrazione al confronto ed ha evidenziato alcuni punti di particolare interesse:
La nostra Federazione, a nome e per conto delle organizzazioni federate, ha chiesto ieri formalmente l'avvio della preventiva procedura di raffreddamento e di conciliazione, così come previsto dalle disposizioni vigenti.
Pubblichiamo di seguito la lettera del nostro presidente federale Antonio Zucaro.
Crediamo sia interessante anche riportare l'editoriale di Sabino Cassese «Il circolo vizioso degli statali» apparso sul
di oggi, nel quale si fa riferimento allo sciopero indetto dalla nostra Federazione e vengono espresse alcune valutazioni da noi perfettamente condivisibili.
Prot. n. 65/04
Roma, 17 febbraio 2004
Al Ministero del Lavoro e delle
Politiche Sociali
Direzione Generale Rapporti di Lavoro Div. VIII
Via Flavia 6
00187 Roma
Al Ministero della Funzione Pubblica
C.so V. Emanuele 116
00187 Roma
Al Ministero dell'Economia e Finanze
Via XX Settembre 97
00187 Roma
e, p.c. All'Aran
Via del Corso 476
00186 Roma
OGGETTO: Conferma stato di agitazione della dirigenza pubblica e dichiarazione sciopero nazionale per il 20 aprile p.v..
Gli organi della scrivente Organizzazione, riunitisi il 16 c.m., nel confermare lo stato di agitazione della dirigenza rappresentata, hanno dichiarato una giornata di sciopero nazionale per il 20 aprile p.v.
Pertanto questa Federazione, in nome e per conto delle Associazioni federate, rappresentate per delega, chiede l'avvio della preventiva procedura di raffreddamento e di conciliazione, così come previsto dalle disposizioni vigenti.
Le ragioni dello sciopero sono determinate sostanzialmente dalle seguenti motivazioni:
Distinti saluti
IL PRESIDENTE
(Antonio Zucaro)
Nella riunione di ieri pomeriggio il Miur ha fornito una informativa riguardante:
L'incontro, tenuto al MIUR il 17 febbraio, è stato presieduto dal Sottosegretario Valentina Aprea che ha illustrato ampiamente la bozza dei primi due decreti ed un testo preparatorio per quello sul Diritto-Dovere all'Istruzione,che risulta essere il più complesso, quasi un contenitore rispetto agli altri. Su questo si è infatti appuntata l'attenzione maggiore non solo del Sottosegretario, ma anche delle OOSS confederali e di categoria presenti all'incontro.
La delegazione dell'Anp-CIDA ha sottolineato la necessità della formulazione di un testo chiaro e coerente rispetto alle prospettive di articolazione del sistema secondario, sul quale peraltro non si hanno ancora indicazioni.
Infatti è aperto il problema della definizione di tutto il sistema: come saranno articolati i Licei, quali profili formativi e, quindi, cosa dell'attuale struttura di istruzione tecnica e professionale, sarà definibile come istruzione-formazione, da destinare alla competenza delle Regioni, secondo il dettato costituzionale? L'affermazione del principio della pari dignità dei percorsi di istruzione e di formazione, che costituisce uno dei punti distintivi della Legge 53/03 ha bisogno di essere declinato il più presto possibile, pena la deriva del sistema attuale (se ne hanno già avvisaglie consistenti dai primi dati sull'andamento delle iscrizioni per il prossimo anno scolastico).
Il rischio è forte, in quanto la formazione professionale attuale è molto diversificata nelle varie Regioni poiché afferisce a legislazioni diverse: ciò può produrre disparità che ad oggi emergono già nei percorsi sperimentali previsti dai protocolli di intesa MIUR-Regioni e che domani potrebbero generalizzarsi. E' in gioco l'unitarietà del sistema di istruzione e formazione e quindi l'assicurazione della fruizione dei diritti fondamentali su tutto il territorio nazionale.
L'emanazione di un decreto legislativo sul diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, deve contenere riferimenti al nuovo sistema (pensiamo all'orientamento in uscita dalla secondaria di primo grado), ma senza una definizione chiara dei percorsi successivi, quale orientamento sarà possibile?
Il secondo punto evidenziato riguarda il fatto che, nei testi proposti compare più volte un forte parallelismo tra le istituzioni scolastiche e quelle formative. Vale per tutti la citazione contenuta nell'art. 3 dello schema di decreto legislativo sull'alternanza scuola-lavoro
le istituzioni scolastiche o formative, singolarmente o in rete, nell'esercizio della loro autonomia, stipulano, nei limiti
; vale solo la pena di ricordare che sarebbe auspicabile definire, a latere, le caratteristiche dell'autonomia delle istituzioni formative, visto che quelle scolastiche hanno un riconoscimento di rango costituzionale, in quanto autonomie funzionali.
Il terzo punto riguarda una valutazione positiva dell'attenzione posta nel documento sul diritto-dovere, alla costruzione di un sistema di crediti, in linea con le indicazioni europee sulla valutazione di tutti i percorsi formativi e delle competenze acquisite anche in modo informale e non formale (Memorandum educazione permanente, 2000). La sottolineatura della necessità di certificare anche percorsi non finiti e, quindi senza titolo di studio, è un'intuizione interessante che potrebbe riallineare il nostro sistema a quello di altri paesi dell'OCSE.
E' chiaro che per fare ciò appare prioritario definire i profili educativi e professionali, nonché i livelli essenziali di prestazione.
Tutta questa materia, complessa e innovativa, per il nostro sistema, deve esser vista da diverse angolature, tra cui quella del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, per l'impatto con le norme sull'apprendistato e sul lavoro e quella delle Regioni, per le competenze di legislazione concorrente nell'istruzione e di legislazione esclusiva nell'istruzione e formazione professionale.
Per quanto riguarda lo schema di decreto sull'alternanza scuola lavoro, che è già stato oggetto di precedente scambio di opinioni, si è rilevato come il testo abbia recepito alcuni miglioramenti soprattutto nell'ottica relativa agli spazi di progettualità autonoma delle scuole, per rispondere ai bisogni dei singoli alunni.
Restano aperti i problemi sui finanziamenti e sulle disponibilità delle aziende. Molto positivo appare l'impianto di apertura al sistema dei licei delle esperienze di alternanza, il che recepisce e valorizza le sperimentazioni in atto nella scuola secondaria.
Riguardo allo schema di decreto sul servizio nazionale di valutazione, la delegazione dell'Anp-CIDA ha evidenziato come sia necessario individuare meglio gli strumenti che garantiscano una reale indipendenza dell'Istituto (INVALSI) dall'Amministrazione, in quanto i compiti, centrati sulla ricerca, dovranno vertere sulla valutazione degli apprendimenti, delle scuole e del sistema e dovranno costituire la base delle scelte dei decisori politici.
Si è tenuto oggi al MIUR il previsto incontro sulla Ordinanza Ministeriale concernente gli incarichi di presidenza e sul sistema di valutazione dei dirigenti scolastici. O.M. incarichi di presidenza Valutazione dei dirigenti delle istituzioni scolastiche osservazioni e proposte sul SIVADIS riferimenti normativi sulla valutazione dei dirigenti delle scuole e degli altri dirigenti pubblici Abbiamo chiesto, ad ogni modo, la convocazione del comitato paritetico che ha il compito contrattuale di monitorare l'andamento del processo di valutazione, anche se qualche organizzazione sindacale non intendesse designare il proprio rappresentante, in quanto non vogliamo rinunciare a questa garanzia per la categoria. Altre questioni
La delegazione dell'Anp ha chiesto anche uno specifico incontro sulle questione sollevate con la richiesta del 13 gennaio 2004.
Questi i risultati dell'odierna riunione:
Da questo punto di vista si è trattato di una riunione interlocutoria.
Il direttore generale del personale della scuola, dott.Giuseppe Cosentino, ha confermato l'intenzione dell'amministrazione di apportare all'ordinanza le modifiche di cui avevamo dato notizia lo scorso 13 febbraio. Ha avvertito, tuttavia, che il percorso non è del tutto compiuto e che bisognerà attendere la determinazione degli organi politici e di quelli di controllo.
L'Anp, dopo aver espresso il più vivo apprezzamento per il lavoro della direzione generale, soprattutto per quanto riguarda la possibilità offerta ai maestri laureati, ha chiesto, fermo restando quanto previsto per i presidi incaricati triennalisti, alcune garanzie in più per i presidi incaricati da un numero di anni inferiore, in quanto alcune delle modifiche che si intendono introdurre potrebbero avere qualche conseguenza nei loro confronti.
In particolare, la previsione di graduatorie regionali anziché provinciali e il rispetto dei requisiti previsti per la partecipazione ai corsi-concorsi - cose di per sé entrambe positive - potrebbero determinare qualche problema per quanti fino ad oggi hanno ricoperto incarichi di presidenza in settori formativi diversi da quelli di titolarità.
Su questo, e su altre questioni sollevate nel corso della riunione, l'amministrazione si è detta disponibile ad esaminare eventuali proposte delle organizzazioni sindacali.
Sull'argomento sarà convocata nei prossimi giorni una nuova riunione riunione per esaminare le modifiche apportate all'ordinanaza a seguito delle osservazioni emerse nella riunione di oggi.
Il dott.Cosentino ha pubblicamente comunicato che la partecipazione volontaria dei dirigenti al sistema di valutazione si attesta sull'ordine dell'80% come media nazionale e che, ovunque sia stata fornita informazione corretta sui criteri e sugli intendimenti della valutazione, l'adesione è ha sfiorato il 100%..
Di questo avevamo già dato notizia lo scorso 27 gennaio, avvertendo che la motivazione delle rinunce molto spesso si riferiva ad elementi oggettivi che nulla avevano a che fare con presunte contrarietà al sistema di valutazione adottato.
Abbiamo dato atto all'Amministrazione di aver posto in essere un sistema di valutazione molto garantista nei confronti della dirigenza delle scuole anche nei confronti dei peggioramenti introdotti dalla Legge Frattini.
Non solo, ma abbiamo, come CIDA, sottolineato la necessità di estendere contrattualmente il sistema adottato dal MIUR anche agli altri profili dirgenziali delle PP.AA. attualmente sprovvisti di qualsiasi garanzia e soggetti a valutazione discrezionale del dirigente superiore gerarchico. Si vedano a tal proposito le nostre ultime osservazioni in merito fornite nei recenti interventi sul nostro sito:
L'Amministrazione ha risposto positivamente alle nostre richieste ed ha preannunciato una nuova riunione per informare sul processo in corso. Non solo, si è anche dichiarata disponibile, qualora se ne ravisasse la necessità, ad avviare un ulteriore periodo di sperimentazione per il prossimo anno.
Infine, ha proposto, la convocazione di un Seminario nazionale sulla valutazione dei dirigenti delle scuole, preceduto, eventualemnte, da un convegno regionale.
L'Anp ha precisato, a tal proposito, che la CIDA F.P. ha già organizzato per il prossimo 25 marzo un Convegno Nazionale sulla valutazione dei dirigenti pubblici.
L'Anp ha voluto sottolineare la necessità di trovare un apposito spazio di discussione in merito alle numerose inadempienze dell'amministrazione centrale e periferica, puntualmente da noi segnalate con la richiesta del 13 gennaio scorso.
Abbiamo dichiarato che l'assenza di una precisa presa di posizione dell'amministrazione centrale ci vedrà costretti a ricorrere alla magistratura.
Su questi argomenti il dott. Cosentino ha preannunciato la convocazione di un tavolo tecnico per la prossima settimana con la presenza anche del Direttore Generale del Servizio per gli affari economico - finanziari.
Comunicato del 17 febbraio 2004
Indetto lo sciopero generale delle dirigenze pubbliche per il 20 aprile
Il Comitato di Presidenza della Federazione Nazionale dei Dirigenti e delle Alte Professionalità della Funzione Pubblica, aderente alla CIDA, ha esaminato nella riunione del 16 febbraio 2004 la grave situazione sindacale delle dirigenze delle PP.AA., dovuta: all'intollerabile ritardo, più che biennale, dei CCNL per le aree dirigenziali; alla illegittima soppressione di fatto del Comitato dei garanti per le Amministrazioni centrali dello Stato, nonché agli orientamenti espressi dai Comitati di settore Sanità e Autonomie Locali sull'irrazionale ampliamento della discrezionalità datoriale su incarichi e revoche dei dirigenti; all'assoluta esiguità delle risorse previste per i rinnovi contrattuali del biennio 2004/2005.
Per superare tale situazione il Comitato di Presidenza della Federazione Nazionale dei Dirigenti e delle Alte Professionalità della Funzione Pubblica ha indetto lo sciopero generale delle dirigenze pubbliche per la data del 20 aprile invitando le Associazioni aderenti ad attivare la mobilitazione delle categorie, con la convocazione di assemblee sui posti di lavoro e manifestazioni locali.
Indagine Conoscitiva sul risparmio: le valutazioni della Cida
L'indagine conoscitiva in corso di svolgimento presso le competenti Commissioni riunite di Camera e Senato è di fondamentale importanza per conseguire una maggiore trasparenza del mercato finanziario e per recuperare il clima di fiducia dei risparmiatori, condizione necessaria per lo sviluppo del Paese.
La Cida, impegnata a consolidare un modello di governance dell'impresa secondo i principi dell'etica e della responsabilità sociale, ha inteso fornire in un dettagliato documento che si allega il suo contributo al confronto in atto sugli argomenti oggetto dell'indagine conoscitiva.
Nel documento Cida si affrontano dal punto di vista del sindacalismo manageriale alcuni dei principali aspetti della questione, con particolare riguardo alle possibilità proposte volte a porre rimedio alle criticità di recente emerse.
Riforma pensioni: il Governo convoca le Parti Sociali
La Cida è stata invitata a partecipare, giovedì 19 febbraio, alla riunione del Governo con le parti sociali sulla delega in materia previdenziale e misure di sostegno alla previdenza complementare e all'occupazione stabile. La Cida confermerà le richieste di modifica alla legge delega (in particolare la necessità di introdurre meccanismi di gradualità nel previsto aumento dei requisiti per l'accesso alla pensione di anzianità) e le proposte in tema di ammortizzatori sociali, di perequazione delle pensioni, di incentivi fiscali alla previdenza complementare, nonché di pensione di reversibilità.
Audizione della Cida sui licenziamenti collettivi
La Commissione lavoro del Senato ha invitato la Cida ad una audizione informale che si terrà il 18 febbraio 2004, sullo schema di decreto legislativo recante modifiche ed integrazioni alla legge 23 luglio 1991, n. 223 in materia di licenziamenti collettivi.
Con tale provvedimento si intende dare attuazione alla delega contenute nella legge comunitaria 2002 e ottemperare alla sentenza del 16 ottobre 2003, con la quale la Corte di Giustizia della Comunità Europea ha dichiarato l'Italia inadempiente rispetto agli obblighi derivanti dalla direttiva del Consiglio del 20 luglio 1998 concernente il riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri in materia di licenziamento.
Il fumo costituisce un serio fattore di rischio per la salute e il futuro delle nuove generazioni. L'ANP conferma anche quest'anno la sua adesione a “Libertà Sfumate”, la grande campagna di prevenzione del fumo giovanile promossa in tutte le scuole medie italiane dall'Associazione Italiana Genitori. “Libertà Sfumate” si rivolge agli studenti tra gli 11 e i 14 anni, con una strategia di prevenzione articolata e innovativa, fondata non tanto su divieti e allarmi che i giovani tendono spesso a rifiutare, ma facendo leva su modelli positivi come autostima, benessere, qualità della vita. Ai docenti la campagna propone speciali strumenti didattici, uno spettacolo teatrale per ragazzi scritto e interpretato dall'attrice Cinzia Leone e un concorso a premi per le classi che realizzeranno i migliori manifesti pubblicitari sul tema del fumo.
Nei suoi primi anni di attività “Libertà Sfumate” ha interessato 14 regioni italiane: Lazio, Veneto, Calabria, Piemonte, Abruzzo, Marche, Basilicata, Liguria, Lombardia, Molise, Sardegna, Toscana, Umbria e Valle d'Aosta, ottenendo il patrocinio di 43 Amministrazioni e Enti pubblici locali. Nell'anno scolastico 2003/2004 sono coinvolte le scuole medie di altre 6 regioni: Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Trentino Alto Adige e Sicilia.
Alle scuole di queste regioni è stata inviata la rivista dell'ANP, AeD Autonomia e Dirigenza n. 7-8-9/2003 con il kit didattico formato dalla guida per i docenti, la locandina del concorso e il VHS dello spettacolo teatrale di Cinzia Leone.
Hanno partecipato a “libertà sfumate”:
45.000 studenti
500 istituti scolastici
850 insegnanti
Se volete ricevere il materiale informativo, didattico e audiovisivo della Campagna “Libertà Sfumate” per il 2003/2004 potete richiederlo a:
Royce & Brown, Via Magalotti, 15 – 00197 Roma
Tel. 06/80891711 – fax 06/80687924
Il Comitato di Presidenza della Federazione Nazionale dei Dirigenti e delle Alte Professionalità della Funzione Pubblica ha discusso oggi della situazione politico-sindacale e delle iniziative conseguenti. Dopo una approfondita relazione del Presidente Federale Antonio Zucaro e l'intervento del presidente della confederazione Giorgio Rembado, il Comitato ha deciso di dare avvio ad una incisiva stagione di lotte che deve vedere affiancata tutta la dirigenza pubblica, dai medici ai ministeriali, dai dirigenti delle scuole, dell'università, della ricerca ai dirigenti degli enti locali e del parastato, con lo scopo di sbloccare i contratti di lavoro fermi per tutti al 31 dicembre 2001.
Pubblichiamo di seguito il testo del comunicato stampa della CIDA F.P. emanato a seguito della riunione di oggi.
Il Comitato di Presidenza della Federazione Nazionale dei Dirigenti e delle Alte Professionalità della Funzione Pubblica ha esaminato nella riunione del 16 febbraio 2004 la grave situazione sindacale delle dirigenze delle PP.AA., dovuta:
all'intollerabile ritardo, più che biennale, dei CCNL per le aree dirigenziali;
alla illegittima soppressione di fatto del Comitato dei garanti per le Amministrazioni centrali dello Stato, nonché agli orientamenti espressi dai Comitati di settore Sanità e Autonomie Locali sull'irrazionale ampliamento della discrezionalità datoriale su incarichi e revoche dei dirigenti;
all'assoluta esiguità delle risorse previste per i rinnovi contrattuali del biennio 2004/2005.
Nell'esprimere soddisfazione per la piena riuscita dello sciopero dei medici, dei professionisti e dei dirigenti della Sanità pubblica, con il contributo determinante dei sindacati aderenti alla CIDA, la Federazione CIDA-FP indice una vertenza generale delle dirigenze pubbliche per ottenere:
la rapida chiusura del CCNQ sulle aree dirigenziali secondo un riaccorpamento razionale che veda nell'area 1 Ministeri, Enti pubblici, Aziende ed Agenzie fiscali; in un'altra area tutte le dirigenze dell'area Istruzione, Università e Ricerca, compresa l'attuale Area V, tenendo ferme le altre aree ed evitando comunque una frammentazione ulteriore delle aree dirigenziali;
la previsione, nei CCNL, di procedure e garanzie precise sulla responsabilità dirigenziale, a partire dalla valutazione obiettiva del rispetto delle direttive e del raggiungimento dei risultati; in tale quadro, la riattivazione del Comitato dei garanti per i Ministeri e la sua estensione per via contrattuale alle altre aree dirigenziali;
un incremento dal 3%, già previsto per il II biennio contrattuale, all'8%, così da garantire almeno l'adeguamento delle retribuzioni dirigenziali all'inflazione reale. Va affrontata, inoltre, la questione dell'allineamento delle retribuzioni effettive minime tra le dirigenze delle diverse aree.
Su questi obiettivi il Comitato di Presidenza della Federazione Nazionale dei Dirigenti e delle Alte Professionalità della Funzione Pubblica
Le OO.SS. del personale della scuola e dei dirigenti sono convocate per il 18 febbraio, ore 10.00, presso il MAE per discutere della revisione del contingente per l'anno scolastico 2004-2005.
È: stata firmata oggi la Circolare del Ministero Affari Esteri contenente le disposizioni annuali per le nomine a presidente o commissario d'esame presso le scuole secondarie italiane funzionanti all'estero per l'anno scolastico 2003-2004.
Pubblichiamo la Circolare n.267P0075769 del 16.02.2004 nella sua versione definitiva e i relativi allegati.
Il 12 febbraio, presso il MIUR, si è svolto il previsto incontro preparatorio e istruttorio rispetto alla riunione del 19 corrente mese indetta dal Ministro, del quale abbiamo dato comunicazione nei giorni scorsi. Nell'incontro sono state espresse da parte dell'Amministrazione (presente nelle persone del capo dipartimento dott. Pasquale Capo e dei direttori generali Giuseppe Cosentino e Silvio Criscuoli) considerazioni in merito all'attuazione del D.lgs sul primo ciclo di istruzione, peraltro prossimo alla pubblicazione in G.U., essendo attualmente alla firma del Capo dello Stato. Tali considerazioni hanno riguardato in particolare le tematiche degli anticipi delle iscrizioni, degli organici, dei piani di studio, della funzione tutoriale, della formazione del personale e degli interventi normativi necessari a passare da una fase di transitorietà ad una fase di stabilità. L'Amministrazione ha sostenuto che dall'analisi del testo normativo si evince la possibilità di un passaggio morbido dal vecchio ordinamento al nuovo e che, comunque, a fronte di dubbi interpretativi e di difficoltà da parte delle scuole, sarà presto emanata una nota esplicativa su tutti i punti da chiarire, dopo la pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.
La delegazione dell'Anp, dopo aver ribadito la necessità e l'urgenza di un testo che chiarisca i punti oscuri tuttora presenti sia nel Decreto che nei documenti allegati (Indicazioni nazionali), ha messo in evidenza i seguenti punti problematici.
Figura del coordinatore(Tutor)
Nei primi tre anni della scuola primaria, come quadrare le 18 ore del coordinatore con gli orari di cattedra degli altri docenti del team? C'è da rilevare anche l'incongruenza tra il D.lgs e le Indicazioni (Vincoli e Risorse, punto 4) dove si parla di un affidamento degli alunni per l'intero quinquennio, quando nel testo del decreto si parla di tre anni.
Inoltre com'è composto il suo orario? Solo di ore appartenenti all'orario obbligatorio (891) oppure, come precedentemente scritto nelle Raccomandazioni, anche con il facoltativo/opzionale (990)? Oppure sull'intero orario, mensa compresa?
È necessario affidare alle scuole il compito di organizzare tale composizione (art. 5, DPR 275/99, sull'autonomia organizzativa ), per evitare ulteriori difficoltà organizzative, ma soprattutto per ribadire che tutto il tempo scuola è educativo e che quindi si deve tendere all'integrazione delle tre parti di cui è composto il nuovo orario scolastico: obbligatorio, facoltativo/opzionale, mensa..
L'Anp ritiene inoltre che il coordinatore non debba essere individuato per la classe, ma secondo il dettato specifico della norma, su gruppi di alunni: anche questo è un compito che deve essere demandato all'autonomia delle scuole che decidono secondo i loro bisogni organizzativi.
Curricolo obbligatorio, opzionalità, facoltatività e flessibilità nella scuola media
La facoltatività/opzionalità da parte delle famiglie sulle 198 ore non può essere intesa come una discrezionalità assoluta, a piè di lista: ogni scuola definisce nel suo POF l'offerta formativa, anche quella aggiuntiva rispetto alle 891 ore d'obbligo, che naturalmente terrà conto delle esigenze espresse dall'utenza, e su questa offerta le famiglie eserciteranno le loro scelte; sarà compito delle scuole fornire un'offerta la più ampia e diversificata possibile, sulla base delle risorse finanziarie e professionali disponibili, imperniata su diversi modelli di tempo-scuola e di articolazione delle attività nei giorni della settimana e nei diversi periodi dell'anno scolastico.
Il quadro-orario delle discipline contenuto nelle Indicazioni appare troppo rigido, perché sembra restringere la possibilità di offerta facoltativa alle aree di lettere, lingua e tecnologia, almeno se i quadri orari vengono intesi in senso rigido. Fondamentale è qui stabilire le modalità di esercizio da parte delle scuole della flessibilità del 15% rispetto alle 891 ore obbligatorie: il 15% si calcola sul minimo, la media o il massimo delle ore previste dalle Indicazioni per le varie discipline? Per noi, va considerato il minimo, per potenziare la flessibilità del curricolo obbligatorio e incrementare quindi la diversificazione dell'offerta facoltativa, oltre le tre aree sopra menzionate, adottando ad esempio una scansione delle unità didattiche inferiore ai 60 minuti.
Va notato che sulla diversificazione dell'offerta si gioca molto della qualità del servizio, perché una sua scarsa appetibilità per l'utenza comporterebbe la generalizzazione del modello minimo a 891 ore e quindi a un restringimento del servizio.
Si registrano due punti di particolare problematicità e sofferenza, nell'area linguistica e nell'area scientifico/tecnologica.
Mentre viene ridotto il tempo della prima lingua, dando forse per scontato che gli alunni provengano dalla scuola primaria con cinque anni peni di lingua straniera (cosa che oggi non è), viene introdotta la seconda lingua, senza che le scuole abbiano a disposizione le professionalità necessarie per il suo insegnamento; non si può pensare a soluzioni dequalificanti, quali l'insegnamento della seconda lingua da parte dei docenti già in organico nelle scuole, che magari non praticano più la seconda lingua dai tempi dell'Università, sulla base di fittizi corsi di riconversione. E' necessaria una dotazione organica qualificata, che però si scontra con l'invarianza globale degli organici.
L'area scientifico-tecnologica ingloba discipline molto diverse e l'insegnamento dovrebbe essere assicurato dagli attuali docenti di Matematica-Scienze e di Ed.Tecnica, che a loro volta esprimono professionalità molto diversificate, a partire dai titoli di studio; si rischia una dequalificazione proprio nel settore forse più qualificante in una società avanzata. Anche qui andrebbe prevista una maggiore flessibilità rispetto alle Indicazioni (solo 33 di Tecnologia).
In sede di replica, l'Amministrazione ha assicurato l'ulteriore coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, prima dell'emanazione delle disposizioni di attuazione del Decreto; ha già da adesso, comunque, assicurato il pieno mantenimento dell'insegnamento di strumento musicale, secondo l'ordinamento previdente.
A margine della riunione di ieri di cui abbiamo sopra riferito, l'Amministrazione ha informalmente comunicato che la nuova Ordinanza sugli incarichi di presidenza recepirà alcune nostre storiche richieste, ribadite il 13 gennaio scorso, giusto un mese fa, nella richiesta di convocazione al MIUR.
In particolare queste sono le novità principali:
si prevedono graduatorie regionali;
le graduatorie saranno articolate per settori formativi e, quindi, una per la scuola elementare e media, una per la scuola secondaria superiore e una per gli istituti educativi;
potranno presentare domanda tutti i docenti in possesso dei requisiti di accesso al concorso a dirigente previsti dal D.Lgs.165, art.29; per cui potranno presentare domanda anche i maestri laureati.
La Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici del MIUR rende oggi nota l'O.M. 21 del 9 febbraio 2004, concernente le modalità organizzative ed operative per lo svolgimento degli esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore nelle scuole statali e non statali. Anno scolastico 2003/2004.
L'O.M. 21 e gli allegati sono disponibili nel sito del MIUR, cui rimandiamo.
Le organizzazioni sindacali CGIL/Scuola, CISL/Scuola, UIL/Scuola, Snals/Scuola, GILA-UNAMS e CIDA ANP sono invitate a partecipare domani, 12 febbraio 2004, ore 15,30, presso la sede del MIUR ad un incontro preparatorio e istruttorio rispetto alla riunione già convocata per il prossimo 19 febbraio, che fa seguito all'incontro del 5 febbraio scorso.
E' in corso di spedizione il n.7-8-9, Luglio-Agosto-Settembre della nostra Rivista. Sono disponibili in rete nel sito Anp:
Un nuovo stato giuridico dei docenti per la scuola dell'autonomia
Seminario di Roma, 1 dicembre 2003
Relazioni sindacali
e carriere del personale nelle amministrazioni pubbliche
Dopo la dirigenza medica,
Cida mobilita i dirigenti dello Stato, della scuola e delle altre amministrazioni
Roma, 9 febbraio 2004 - Da tre anni sono scaduti i contratti dei dirigenti della pubblica amministrazione e della scuola e non si registrano segnali significativi sulla volontà di procedere al loro rinnovo.
Si registrano, al contrario, segnali preoccupanti come il mancato rinnovo o addirittura la proposta di soppressione del Comitato dei garanti della dirigenza, organo bilaterale che dà parere vincolante sulla rimozione dei dirigenti pubblici.
Dopo l'azione di sciopero delle sigle mediche e dei dirigenti della sanità, tra le quali i sindacati aderenti Anaao e Sidirss, Cida - Confederazione Italiana dei Dirigenti e delle Alte Professionalità - apre una primavera di mobilitazione e di protesta anche per tutte le altre categorie del pubblico impiego.
Nelle prossime settimane verrà indetto uno sciopero dei dirigenti dello Stato, della scuola e delle altre pubbliche amministrazioni.
"Siamo di fronte ad una volontà politica tesa ad aumentare le condizioni di precarietà prodotte dallo spoils system" afferma Giorgio Rembado, presidente Cida "ed a comprimere le retribuzioni delle categorie dirigenziali e ad alta professionalità."
Se per il biennio contrattuale 2002-2003 il ritardo è ormai intollerabile, per il biennio 2004-2005 la previsione dell'incremento del 3% è assolutamente insufficiente, in quanto non recupera il differenziale di inflazione e si basa su una previsione risibile dell'inflazione futura.
L'opinione pubblica deve comprendere che, in nome della modernizzazione, si sta procedendo verso un processo di ridimensionamento del Welfare, una vera e propria destrutturazione di alcuni fondamentali servizi pubblici che peraltro sono garantiti dalla Carta costituzionale.
"Il successo dello sciopero di oggi della dirigenza medica, insieme alle proteste dei piloti e alle agitazioni dei magistrati, dimostra quanto sia profondo il malessere delle categorie ad alta qualificazione" dichiara Rembado. "In tutti i settori del pubblico impiego sta crescendo la protesta per un indirizzo politico che intende sacrificare sull'altare della riduzione della spesa pubblica proprio quelle professionalità che costituiscono la migliore garanzia per l'ammodernamento della pubblica amministrazione."
Le Confederazioni CGIL, CISL, UIL, CONFSAL e CIDA e le Organizzazioni sindacali del comparto scuola e dell'Area V sono state invitate il 17 febbraio 2004, ore 17.00, per una informativa sui decreti attuativi della legge 28 marzo 2003 n.53 riguardante:
Roma, 5 febbraio 2004 I dirigenti statali quest'anno saranno ancora più esposti alla rimozione senza giusta causa.
A lanciare l'allarme è la Federazione nazionale dei dirigenti e delle alte professionalità della Funzione Pubblica CIDA, perché a dicembre è scaduto e non è stato rinnovato il Comitato dei Garanti, che dà parere vincolante sulle rimozioni dagli incarichi dirigenziali nelle Amministrazioni dello Stato.
Così la categoria è stata privata dell'unica garanzia prevista dalla legge.
Inoltre, per quest'anno la Presidenza del Consiglio non emanerà la Direttiva generale di coordinamento che definisce gli indirizzi ministeriali sull'attività e la gestione amministrativa, costituendo così il punto di riferimento per la valutazione dell'attività svolta dai vertici delle amministrazioni, ovvero Capi dipartimento e Direttori generale.
Si tratta di omissioni gravi e preoccupanti afferma Antonio Zucaro, Presidente della Federazione, che aumentano la condizione di precarietà dovuta allo spoils system e che si aggiungono al ritardo dei contratti collettivi scaduti ormai da due anni.
Pertanto, la Federazione nazionale della Funzione pubblica della CIDA (Confederazione italiana dirigenti e alte professionalità):
richiama l'attenzione dell'opinione pubblica e del Parlamento su questi ulteriori, seri colpi inferti all'amministrazione dello Stato;
preannuncia per il prossimo marzo una Manifestazione-seminario nazionale sulla valutazione dei dirigenti di tutte le Pubbliche amministrazioni;
conferma e rilancia lo stato di agitazione dei dirigenti pubblici, contro lo spoils system e per il rinnovo dei Contratti collettivi scaduti, a cominciare dallo sciopero indetto per il nove febbraio dai dirigenti medici, professionisti ed amministrativi della Sanità.
IL PRESIDENTE DELLA CIDA - FP
Antonio Zucaro
Giovedì 5 febbraio 2004 il Ministro Moratti ha fornito un'informativa sul decreto legislativo di riforma della scuola dell'infanzia e del primo ciclo e sulle ulteriori iniziative legate all'attuazione della Legge 53/2003.
Il Ministro ha illustrato le principali problematiche relative all'attuazione della riforma ed ha preannunciato la prosecuzione del confronto su due tavoli tecnici dedicati, rispettivamente, uno ai problemi degli organici e dei modelli organizzativi conseguenti al decreto legislativo e l'altro all'esame degli ulteriori tre schemi di decreti legislativi su altrettanti aspetti della Legge 53 (alternanza scuola-lavoro, diritto dovere all'istruzione, sistema di valutazione nazionale).
L'Anp, dopo aver sottolineato l'importanza delle modifiche al testo del decreto varato dal Consiglio dei Ministri, intervenute a seguito di un acceso dibattito in Parlamento e fuori, ha precisato che, come sempre, anche in questa circostanza i dirigenti e le alte professionalità della scuola si impegneranno ad attuare una legge voluta dal Parlamento; ciò non di meno ritiene di dover evidenziare le difficoltà che si presentano a chi deve tradurre le norme in concrete misure organizzative, gestionali e di programmazione formativa e didattica a livello delle singole scuole.
Pertanto, è oggi necessario che si proceda rapidamente a realizzare le condizioni di sistema indispensabili per consentire di tradurre efficacemente in atto le indicazioni normative. Il nostro giudizio già espresso in sede di audizione presso la VII Commissione della Camera rimane quindi critico relativamente a questa insufficienza, e vuole servire di sprone affinché essa sia rimossa nel più breve tempo possibile.
Tra le condizioni di sistema mancanti, abbiamo rilevato:
l' assenza di uno stato giuridico e di un'articolazione della carriera del personale docente. Tale situazione appena tollerabile in una situazione di centralismo organizzativo e di appiattimento della funzione docente sull'unica dimensione della docenza disciplinare frontale (lezione in classe), è del tutto incompatibile con il raggiungimento dei fini enunciati nella legge 53 e nel Decreto legislativo.
Se gli obiettivi chiave sono quelli della personalizzazione, differenziazione, flessibilità, il profilo monodimensionale del docente tradizionale si presenta come un ostacolo e non come una risorsa. Per non citare che un esempio, l'attribuzione del ruolo di tutor presuppone l'acquisizione e l'esercizio di competenze professionali specifiche, che non si improvvisano e che vanno riconosciute, a garanzia dell'utenza non meno che degli interessati. Né è pensabile che tali competenze e gli impegni di tempo e di capacità che presuppongono possano essere attribuite senza alcun riconoscimento economico e giuridico preciso, seguendo l'ondeggiante mutare delle maggioranze d'opinione nelle assemblee dei docenti;
l'adozione, in via transitoria (art. 13, comma 3; art. 14, comma 2) dell'«assetto pedagogico e organizzativo individuato nell'allegato
», rischia di ingenerare nelle scuole incertezze e conflitti proprio riguardo alla progettazione didattica. Si sollecita pertanto, l'approvazione, in tempi rapidi, delle norme regolamentari di cui all'art. 8 del D.P.R 275/99 per mettere a disposizione un assetto normativo certo e non precario sul piano organizzativo-didattico.
Gli allegati al decreto (a-b-c-d) non sono esaurienti, in quanto non delineano l'intera struttura del sistema: è evidente che è necessaria una definizione più chiara di tutto l'insieme.
Inoltre è indispensabile aprire un confronto anche nel merito degli allegati, in quanto le «Indicazioni» delineano un itinerario di definizione degli obiettivi formativi che non convince: la progettazione didattica e quindi il lavoro dei docenti interviene nella fase di interpretazione del Profilo culturale e professionale dell'alunno per trasformare gli obiettivi generali del processo formativo e gli obiettivi specifici di apprendimento (art. 8 DPR 275/99) in OBIETTIVI FORMATIVI e, attraverso le UNITA' di APPRENDIMENTO, in COMPETENZE (art. 8 cit). Riteniamo ciò lesivo dell'autonomia didattica delle scuole e della libertà di insegnamento dei docenti, in quanto si entra nel merito delle scelte pedagogiche e metodologiche della scuola. Lo diciamo dall'ottica di chi coordina la progettazione didattica.
Ogni scuola, nell'attuare questo processo, lavora secondo i principi dell'autonomia didattica, di ricerca e sviluppo. Quello che deve interessare a livello centrale è il risultato, cioè l'esito delle azioni e non le modalità.
Le scuole autonome sono giustamente molto sensibili riguardo al rispetto delle loro prerogative.
la riconfermata previsione del tutor con 18 ore di insegnamento nelle prime tre classi della scuola primaria è una delle scelte più controverse operate nel decreto. Essa non può e non deve significare una gerarchizzazione fra le diverse aree di attività previste dai piani di studio, che devono mantenere pari valenza formativa. È invece positiva la previsione di una prima differenziazione professionale nel profilo docente, che può costituire l'avvio del superamento nell'attuale condizione di appiattimento. Come pure è da apprezzare l'indicazione della necessità di una sua specifica formazione, e l'indicazione delle sue aree di responsabilità (rapporto con le famiglie ed il territorio, funzioni di orientamento rispetto alla scelta delle attività opzionali, tutorato degli allievi, coordinamento delle attività educative e didattiche, relazioni con le famiglie, cura con l'apporto degli altri docenti della documentazione del percorso formativo).
Le OO.SS. della scuola sono state invitate a partecipare ad un nuovo incontro relativo all'applicazione della Legge 53/03 che si terrà presso il MIUR giovedì 19 febbraio, ore 16,30.
Apprendiamo con piacere che la CGIL Scuola la pensa come noi sulla questione che abbiamo sollevato in Emilia Romagna. Dal silenzio mantenuto fino ad oggi avevamo tratto la conclusione che tale sigla avesse accettato l'informativa dell' USR Emilia Romagna sugli incarichi fornita a tutte le OO.SS. regionali il 2 e il 22 ottobre 2003.
La questione merita, invece, una presa di posizione forte da parte di tutte le organizzioni sindacali firmatarie del CCNL Area V.
Questi i fatti relativi alle nostre relazioni sindacali con l'USR Emilia Romagna:
2 ottobre 2003 (prot.15772/C7): l'USR informa preventivamente le OO.SS. regionali non solo sui criteri e sulle modalità che intende seguire nell'applicazione dell'art.26 del CCNL Area V, ma anche sugli importi per ciascuna tipologia di incarichi.
Per noi è inaccettabile che:
una parte della retribuzione (i compensi per gli incarichi aggiuntivi sono corrisposti in aggiunta alla retribuzione di risultato) venga ritenuta materia di informazione preventiva anziché di contrattazione. In proposito il principio stabilito dalla L.421/92, ripreso dal D.Lgs.165/2001 è molto chiaro: le materie considerate "riserva di legge" possono al massimo essere oggetto di informazione preventiva; tutte le altre, compresa la retribuzione, sono oggetto di contrattazione. Altrimenti dove andrebbe a finire la "piena contrattualizzazione del rapporto di lavoro pubblico", voluta dal Parlamento con la legge citata?;
l'USR decida unilateralmente la riduzione dei compensi corrisposti ai dirigenti delle scuole in ragione degli incarichi non obbligatori da loro assunti dall'80% al 70%;
22 ottobre 2003: in una riunione con le OO.SS. regionali l'USR ribadisce il contenuto dell'informativa del 2 ottobre, nonostante la nostra presa di posizione contraria;
27 novembre 2003: il presidente dell'Anp Emilia Romagna scrive all'USR invitando l'amministrazione a rivedere, sulla base di motivazioni inconfutabili (le stesse esposte sopra), la decisione assunta e a far decorrere in ogni caso la nuova normativa solo dopo la conclusione della contrattazione regionale;
15 dicembre 2003: il dirigente generale dell'USR risponde che la questione «non costituisce oggetto di contrattazione decentrata (sic! anziché integrativa) bensí attiene solo ad informazione preventiva che, peraltro, è stata fornita alle OO.SS. in data 22.10.03». Poi, bontà sua, aggiunge di condividere la proposta dell'Anp «fissando l'inizio dell'applicazione della procedura a partire dall'anno scolastico 2003/2004»;
27 dicembre 2003: il presidente regionale dell'Anp scrive nuovamente all'USR ribadendo puntualmente i principi che governano le relazioni sindacali non solo dei dirigenti delle scuole, ma di tutte le aree della dirigenza pubblica;
21 gennaio 2003: l'USR, con nota 761/A26, avente ad oggetto «informazione preventiva Dirigenti Scolastici, ex art.4 C.C.N.L. - Area V - del 01.03.02» convoca le OO.SS. regionali dell'Area V per il 28 gennaio 2004 al fine di discutere i seguenti argomenti: «contrattazione decentrata regionale relativa alla misura dei compensi per prestazioni extraistituzionali (sic!); determinazione della misura dei compensi per incarichi di reggenza; varie ed eventuali».
La convocazione, oltre ad evidenziare che chi l'ha scritta disconosce la differenza tra contrattazione decentrata e contrattazione integrativa, afferma anche la possibilità di discutere sui compensi per incarichi di reggenza, questione non demandata né a contrattazione, né ad informazione preventiva, dal momento che la materia è completamente definita dal CCNL e dal contratto integrativo nazionale. Insomma, in Emilia Romagna siamo di fronte ad un USR che intende innovare, a dispetto di ogni fonte normativa o contrattuale, in modo creativo, per non dire naïf, in materia di relazioni sindacali;
28 gennaio 2004: nell'incontro con le OO.SS. l'USR ribadisce che i compensi per gli incarichi dei dirigenti sono oggetto di informazione preventiva, ma che forse è disponibile a rispristinare l'aliquota dell'80%;. Invece, ritiene che il pagamento delle reggenze debba essere posta a carico del fondo regionale.
2 febbraio 2004: l'Anp nazionale scrive al dirigente generale dell'USR, ribadisce la richiesta di rispetto delle norme di legge e contrattuali in assenza del quale porterà l'USR di fronte al giudice del lavoro di Bologna.
Conclusione
La dirigente generale dell'USR ha sprecato quattro mesi del suo tempo prezioso per rivendicare nei confronti dell'Anp e della categoria dei dirigenti scolastici prerogative improponibili, mentre non è riuscita a far corrispondere ai dirigenti delle istituzioni scolastiche della regione Emilia Romagna la retribuzione di posizione e di risultato loro spettante ad oltre un anno e mezzo dalla stipula del contratto integrativo nazionale. Di questo abbiamo già scritto sia alla medesima dirigente che al direttore generale del personale del Miur.
Bell'esempio di efficienza amministrativa!.
L'Anp della Campania, in collaborazione con "Editrice La Scuola", organizza a Vico Equense il 9 / 10 febbraio un Convegno / Seminario sull'argomento «La Dirigenza e le Alte professionalità (i processi decisionali nella scuola dell'autonomia)».
Per informazioni, prenotazioni e calendario si può consultare il sito dell'Anp Campania
Le organizzazioni sindacali dell'Area V sono convocate al MIUR il giorno 17 febbraio 2004, ore 10.00, con il seguente ordine del giorno:
informativa su:
- O.M. incarichi di presidenza;
- sistema di valutazione dei dirigenti scolastici.
Sono due argomenti sui quali abbiamo sollecitato un incontro il 13 gennaio scorso.
Durante l'incontro l'Anp intende affrontare anche tutte le altre problematiche segnalate con la richiesta di convocazione.
Roma, 2 febbraio 2004.
Al Dirigente Generale
Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia Romagna
Piazza XX Settembre, 1
40121 Bologna
p.c.Dott. Giuseppe Cosentino
Direttore Generale del Personale MIUR
Trastevere 76/a
Roma
Oggetto: Incarichi aggiuntivi dirigenti scolastici USR Emilia Romagna.
Apprendo dal Presidente dell'ANP/CIDA dell'Emilia Romagna, che la S.V. è giunta alla determinazione di ridurre i compensi per incarichi aggiuntivi dovuti ai dirigenti delle scuole.
Faccio riferimento, a tal proposito, alla lettera del prof. Lanzoni del 27 novembre 2003 ed alla risposta a firma della S.V. del 15 dicembre 2003, n. 19155.
La materia in oggetto è perfino banale per chi si occupi di questioni sindacali, e la normativa di riferimento continua a valere anche dopo la recente riforma introdotta dalla Legge 145/2002.
Semplificando:
le materie oggetto di riserva di legge, puntualmente elencate dall'articolo 4 del CCNL Area V, sono demandate all'informazione preventiva;
tutta la disciplina retributiva è demandata ai contratti di lavoro (nazionali od integrativi).
Nel caso in esame, determinazione della quota fino all'80% spettante al dirigente scolastico che assume incarichi a seguito di decisioni dei competenti organi delle istituzioni scolastiche, è del tutto evidente che si tratta di questione oggetto di contrattazione e non di informazione preventiva poiché si tratta di retribuzione.
Infatti, non basta leggere solo la lettera i), art.4, CCNL Area V, bisogna, leggere anche tutta la parte introduttiva all'elencazione alfabetica che testualmente dice: «L'Amministrazione informa in via preventiva, ai diversi livelli contrattuali e secondo le diverse competenze, con documentazione cartacea e/o informatica da fornire in tempo utile, le rappresentanze sindacali di cui all'art.9 sui criteri generali e le modalità che l'Amministrazione medesima intende seguire nelle seguenti materie».
Come è del tutto evidente non si parla di retribuzione!
Invece, la determinazione economica della retribuzione di posizione e di risultato, in aggiunta alle quali (cfr. art. 26, comma 3 CCNL Area V) vengono corrisposti i compensi per incarichi aggiuntivi (stante il fatto che la retribuzione dei dirigenti è omnicomprensiva), è indubitabilmente materia contrattuale.
Infatti, la «determinazione della retribuzione di posizione» e la «determinazione della posizione di risultato» ai sensi dell'articolo 7, comma 2, CCNL/2002 Area V, sono oggetto di contrattazione integrativa e non di informazione.
Detto questo e ricapitolando:
è vero che i criteri generali per l'affidamento degli incarichi di cui all'articolo 26, CCNL/2002 Area V sono oggetto di informazione preventiva;
è vero che tale informazione preventiva vale solo per gli incarichi che la S.V. vorrà attribuire ai dirigenti scolastici e non, per esempio, per quelli che i dirigenti assumono da altre amministrazioni o in virtù di intese, accordi, iniziative liberamente assunte dalle singole istituzioni scolastiche;
è vero, ancora, che la S.V. in relazione ad incarichi attribuiti da altre amministrazioni o assunti a seguito di delibere delle Istituzioni scolastiche autonome non può intervenire neppure con informazione preventiva;
è, inoltre, incontrovertibile che ogni determinazione relativa alla costituzione ed all'incremento del fondo regionale destinato alla retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti scolastici della regione Emilia Romagna, tra cui anche la quota residua per gli incarichi aggiuntivi dei dirigenti ex art.26., CCNL/2002, debba essere oggetto di contrattazione integrativa regionale;
infine, ai fini giuridici, non serve a nulla dichiarare che tutte le altre organizzazioni sindacali sono disponibili ad una decurtazione dei compensi dei dirigenti scolastici decisa unilateralmente dall'Amministrazione. Noi non siamo favorevoli a decurtare le retribuzioni dei dirigenti che assumono incarichi aggiunti e, invece, siamo convinti e sicuri che in ogni caso ci debba essere un contratto integrativo in materia con la firma del quale le parti si assumano pubblicamente le proprie responsabilità, fermo restando che l'amministrazione è tenuta ad informare preventivamente le organizzazioni sindacali circa i criteri e le modalità che intende adottare per l'affidamento degli incarichi di sua competenza.
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