Ultime notizie


27 dicembre 2003

Finanziaria 2004
Il rinvio della perequazione ritarda i contratti


La legge finanziaria per il 2004, definitivamente varata dal Parlamento lunedì scorso, non prevede stanziamenti sufficienti perché si possa concretamente avviare il rinnovo dei contratti delle aree dirigenziali pubbliche, scaduti ormai da due anni. In materia di rinnovi contrattuali, infatti, il testo approvato (art. 3, comma 46) mantiene invariati gli importi indicati dal Governo al momento della presentazione del disegno di legge alle Camere. La quantificazione delle risorse destinate ai miglioramenti economici per gli anni 2004 e 2005 - che costituiscono il secondo biennio economico nell'ambito della vigenza contrattuale - risulta palesemente inadeguata, non essendo sufficiente neppure a recuperare il tasso di inflazione programmata, come già lo erano i fondi stanziati per il primo biennio economico (anni 2002 e 2003).

Per quanto riguarda la dirigenza delle scuole, in particolare, si assiste all'ennesimo rinvio del raggiungimento della piena perequazione del trattamento economico complessivo a quello della dirigenza dell'Area I, che pure era stato indicato - sia dall'ultimo Governo della XIII Legislatura che da quello attuale - come uno degli obiettivi del primo CCNL dei dirigenti delle scuole. Di rinvio in rinvio, il problema si sta trascinando dalla sigla di quel contratto; non è stato affrontato dal Governo nel corso del primo biennio economico e - oggi - viene ulteriormente rimandato, poiché la legge non prevede stanziamenti ad hoc per risolverlo.
Senza contare il fatto che il precedente CCNL dell'Area V - a 22 mesi dalla sigla definitiva!! - risulta ancora largamente inapplicato in molte province e regioni nella parte che riguarda la corresponsione del trattamento accessorio, per le lungaggini e le colpevoli deficienze organizzative e operative dell'amministrazione scolastica, che si è mostrata palesemente inadeguata al compito.

Tutto ciò ha superato - e di molto - la soglia della tollerabilità.
Nonostante alcune dichiarazioni pubbliche del Ministro dell'Istruzione, rese all'atto del suo insediamento e successivamente, il Governo ha dato e dà prova di ampia sottovalutazione dei problemi connessi alla dirigenza delle scuole, perché:

- continua a penalizzarla sotto il profilo retributivo;
- non ne prevede il rinnovamento (l'ultimo concorso ordinario risale ormai a dodici anni fa);
- aggrava le condizioni nelle quali essa si trova concretamente ad operare: autorizza la sottoscrizione, infatti, di un CCNL di comparto che rappresenta il punto di caduta maggiore finora raggiunto dalla strategia di compressione delle prerogative dirigenziali dei capi di istituto, messa in opera dal sindacato unico e dall'Amministrazione fin dall'avvio dell'autonomia delle scuole; e, da ultimo, nella stessa legge finanziaria appena licenziata (si veda il commento già da noi pubblicato il 6 ottobre scorso) inserisce e fa approvare una norma (art. 3, comma 88) che riduce la possibilità di ottenere, da parte delle scuole, l'esonero o il semiesonero per il vicario: e ciò in presenza di un aumento della complessità gestionale delle istituzioni scolastiche da tutti riconosciuto.

Per questi motivi l'Anp - che ha già aderito allo stato di agitazione proclamato dalla Federazione dei dirigenti e delle alte professionalità della funzione pubblica della CIDA - chiamerà dirigenti delle scuole a partecipare ad azioni di lotta specifiche della categoria ed a quelle che saranno decise in ambito federale, insieme alle altre dirigenze pubbliche del Paese.


Finanziaria 2004
Cade definitivamente l'obbligo di acquisto presso la Consip


Finisce il monopolio della Consip: la legge finanziaria appena approvata prevede che le amministrazioni pubbliche - sia quelle di livello nazionale che quelle locali, incluse pertanto le scuole autonome - non siano più obbligate a ricorrere alla Consip per approvigionarsi di beni e servizi.
Per quanto riguarda le scuole, la finanziaria 2004, abrogando di fatto l'art. 24 della legge 27.12.2002, n. 289 (finanziaria 2003) - salvo mantenerne in vita alcune disposizioni residuali (si veda il nuovo testo dell'art. 24) - fa cadere anche l'obbligo dell'utilizzo dei prezzi Consip come riferimento per gli acquisti. Ricordiamo che questo era l'unico vincolo rimasto dopo l'approvazione - nella scorsa estate - della legge 1.8.2003, n. 212, che convertiva il decreto legge 24.6.2003, n. 143, di cui avevamo dato ampio resoconto sul nostro sito.
Già allora salutammo con grande soddisfazione quel risultato, frutto degli sforzi dell'Anp e della CIDA tesi ad ottenere una sempre maggiore flessibilità di gestione delle istituzioni scolastiche autonome e - più in generale - di tutte le pubbliche amministrazioni, salvaguardando nel contempo l'autonomia negoziale dei dirigenti e le esigenze di contenimento della spesa.
Prendiamo oggi atto, con ancora maggiore soddisfazione, del fatto che il nostro punto di vista sull'intera questione Consip (confortato dall'autorevole parere critico della Corte dei Conti, da noi sollecitato nel febbraio del 2003) è stato definitivamente fatto proprio dal Parlamento, nella direzione di favorire ulteriormente il processo di decentramento in atto nel Paese.


Resoconti delle riunioni presso il MIUR e dell'audizione al Senato sul ddl S2529 (precari)


Pubblichiamo i resoconti delle seguenti riunioni tenutesi recentemente presso il MIUR aventi per oggetto l'attuazione della legge n. 53/2003 (riforma della scuola):
- alternanza scuola-lavoro (art. 4 legge n. 53/2003), 16 dicembre 2003;
- diritto-dovere all'istruzione e alla formazione, 17 dicembre 2003.

Pubblichiamo altresì la memoria presentata dall'Anp nel corso dell'audizione presso la VII Commissione Cultura del Senato in merito al disegno di legge sul precariato. Ricordiamo che l'audizione era stata da noi sollecitata al Presidente della Commissione, Sen. Franco Asciutti, con una lettera del 4 dicembre scorso.


22 dicembre 2003

Valutazione dei dirigenti
Apportate modifiche al fascicolo di valutazione


Il MIUR ha reso noto oggi che il "fascicolo di valutazione individuale" predisposto dal SI.VA.DI.S. per la procedura sperimentale di valutazione dei dirigenti delle scuole, è stato modificato allo scopo di renderlo più comprensibile ed esauriente. La nuova versione è scaricabile dal sito del MIUR.
Nel confermare il giudizio sulla materia già espresso su questo sito in precedenti occasioni, rileviamo che, come in ogni sperimentazione, anche in questa si conferma la regola che le modalità adottate sono suscettibili di aggiustamenti e variazioni in senso migliorativo, sia in corso d'opera che nelle fasi di verifica finale, e che ciò può avvenire solo su proposta e con il concorso di chi vi partecipa.


20 dicembre 2003

Le elezioni delle RSU nelle scuole
Le liste ANP-ANQUAP/CIDA superano il 15% dei voti
nelle scuole in cui sono state presentate

Fa breccia il messaggio alternativo dove è stato fatto conoscere


Dall'analisi dei dati elettorali relativi alle elezioni delle RSU nelle scuole, che stanno affluendo provincia per provincia, emerge il dato che le liste ANP-ANQUAP/CIDA si sono attestate su una media superiore al 15% dei voti validi nelle scuole in cui è stato possibile presentarle. In molte di queste, inoltre, sono state raggiunte punte di eccellenza, dal momento che la lista si è collocata al primo o al secondo posto. Ciò ha consentito ad alcune centinaia di nostri candidati di essere eletti.

Il risultato è tanto più positivo, se si pensa che è stato raggiunto in una competizione falsata dal sostanziale impedimento della nostra campagna elettorale, attraverso l'inibizione del diritto di assemblea da parte dell'Amministrazione e dell'ARAN, sostenute e sollecitate dalla complicità del sindacato unico. Non solo, il clima elettorale è stato caratterizzato da disinformazione e da vere e proprie intimidazioni nei confronti dei presentatori e dei candidati delle liste ANP-ANQUAP/CIDA, orchestrate dal sindacato tradizionale e nelle quali si è particolarmente distinta la GILDA.

Quest'ultima ha subito una vera e propria débâcle ed esce sonoramente sconfitta dalle elezioni, poiché registra un dimezzamento dei suoi voti rispetto al passato; ciò perché ha abbandonato l'obiettivo della valorizzazione della funzione docente, appiattendosi sulle posizioni di altri soggetti sindacali dei quali è diventata la brutta copia.

Questo è il segnale che il nostro messaggio alternativo - fondato, al contrario, sul riconoscimento delle alte professionalità in tutti gli stadi ed a tutti i livelli della carriera docente ed amministrativa - ha trovato ampio consenso laddove è stato possibile presentarlo e farlo apprezzare.
Consideriamo quindi questo risultato come un'utile base di partenza per la costruzione di un nuovo soggetto sindacale di comparto, alternativo all'attuale sindacato.

Roma, 20 dicembre 2003


12 dicembre 2003

La CIDA chiede di essere convocata sulle pensioni


Dopo la ripresa del dialogo sulla delega previdenziale, il Presidente della Cida ha indirizzato al Vice Presidente del Consiglio, Gianfranco Fini, un telegramma con il quale si chiede l'immediata convocazione della Confederazione al tavolo del confronto.
Si riporta di seguito il testo del telegramma, precisando che analoga richiesta è stata avanzata anche nei confronti del Ministro del Lavoro, Roberto Maroni.

Con lettera del 28 novembre scorso Ella ci confermò la volontà del Governo di attivare un confronto permanente sulla riforma delle pensioni con tutte le parti sociali più rappresentative e manifestò interesse ed attenzione per le osservazioni formulate dalla CIDA - stop
Ci ha sorpreso pertanto che il dialogo sulla delega previdenziale sia ripreso solo con alcune organizzazioni sindacali escludendo tra le altre la CIDA che è la Confederazione maggioritaria della dirigenza pubblica e privata nonché delle alte professionalità - stop
Rimaniamo pertanto in attesa di una urgente convocazione per la ripresa del confronto con il Governo su un tema di grande rilevanza sociale che impone la massima condivisione delle scelte da adottare - stop
Distinti saluti
Il Presidente
Giorgio Rembado


I dirigenti e i quadri europei partecipano al Vertice Sociale Trilaterale straordinario dell'Ue

Nell'ambito del semestre europeo di Presidenza italiana si è tenuto l'11 dicembre a Bruxelles il Vertice che riunisce i Primi Ministri della “Troika” allargata (composta da Italia, Irlanda e Paesi Bassi) con i rispettivi Ministri del lavoro e i rappresentanti della parti sociali europee.
La CEC, entrata ormai a pieno titolo nel dialogo sociale europeo, ha partecipato all'incontro con il suo Presidente, Maurizio Angelo.
Tale incontro – presieduto dal Presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, e dal Presidente della Commissione europea, Romano Prodi - è stata l'occasione per un confronto tra i Capi di Stato e di Governo con i Partner sociali sui principali problemi e le relative sfide che attendono l'Unione europea, come: l'attuazione della strategia per l'occupazione nel contesto dello sviluppo socio-economico, l'allungamento dell'attività lavorativa e la sostenibilità dei sistemi di welfare.




10 dicembre 2003

Il pagamento delle reggenze
Rispettare i contratti


Durante l'incontro al MIUR del 3 dicembre scorso si è discusso, su richiesta dell'Amministrazione, anche del pagamento della reggenza.
Sembrava tutto chiaro, ma con nostra grande sorpresa due giorni dopo è stata inoltrata al MIUR, da parte di alcune organizzazioni sindacali, una strana richiesta di “incontro di trattativa”(?) che affrontasse il merito della questione; la richiesta viene fatta a seguito della (asserita) “emersa necessità di regolare la retribuzione di reggenza”.
Ci sia permesso esprimere qualche perplessità:

1-di quale “necessità” si parla? Da dove è “emersa” tale necessità?
A quanto ci risulta, l'Amministrazione centrale ha ricevuto alcuni quesiti dalla periferia, a cui può rispondere in modo semplicissimo: si applica il contratto vigente (link il CIN - Contratto Integrativo Nazionale dell'Area V - art. 9, che recita: “I compensi degli incarichi aggiuntivi di cui all'art. 26, comma 1, del C.C.N.L. sono quelli previsti dalle disposizioni vigenti.”), con le modalità sempre usate in precedenza, dato che non c'è stata alcuna innovazione.
Se l'Amministrazione si pone dei problemi che non esistono, non si vede perché se ne debbano far carico le organizzazioni sindacali: non c'è alcuna “necessità” di “regolare” una questione che è già regolata.

2-Viene richiesto un “incontro di trattativa”. L'espressione è sibillina. Che significa? Potrebbe significare che le organizzazioni sindacali richiedenti vogliono definire in sede di contrattazione integrativa la questione sollevata; almeno così fa pensare il riferimento - contenuto nella richiesta di incontro - all'art.7, comma 2 del CCNL. C'è però un piccolo problema: il CIN è già stato stipulato ed ha già definito la materia, per cui non si vede come si possa ulteriormente intervenire in merito.
Potrebbe anche significare che si richiede un'interpretazione autentica del citato art. 9 del CIN, ma anche in questo caso non si capisce il senso della richiesta, perché il testo è chiarissimo (si applicano le norme vigenti…) e non è intervenuta - in merito - alcuna innovazione normativa rispetto al momento della stipula del contratto.

3-Come mai delle diverse materie previste dall'art.26, comma 1 del CCNL è “emersa” questa improvvisa “necessità” di regolare solo la retribuzione della reggenza? Una risposta la si può trovare in quanto ci ha comunicato l'Amministrazione nell'incontro del 3 dicembre, circa la sua intenzione (poi ritirata in seguito al nostro deciso intervento, si veda il nostro comunicato del 3 dicembre) di emanare una circolare contenente l'indicazione che il pagamento della reggenza andava posto a carico dei Fondi regionali, stabilendo criteri e modalità in sede di contrattazione regionale. Non capiamo perché le organizzazioni sindacali si debbano far carico di improvvise “necessità” che “emergono” in qualche parte non meglio definita dell'Amministrazione, che pure ha sottoscritto il CIN e, in quella sede, non ha evidenziato alcun problema; così come ha fatto anche la Corte dei Conti, che ha dato il suo visto alla stipula del contratto. L'Anp, pertanto, esige semplicemente il rispetto del contratto e non siamo disponibili ad alcun “incontro di trattativa”.

Se poi ci sono problemi (mancano i fondi? Ma se negli anni scorsi c'erano, che fine hanno fatto?), lo si dica con chiarezza, fermo restando che è buona regola contrattuale prima acquisire le risorse, poi aprire la trattativa.


Stato giuridico e carriera dei docenti
La stampa riprende i contenuti del seminario nazionale del 1 dicembre


Pubblicheremo nei prossimi giorni (su questo sito e sul prossimo numero di "A&D Autonomia e Dirigenza", in corso di stampa), un amplissimo resoconto del seminario nazionale sullo stato giuridico dei docenti, svoltosi a Roma il 1 dicembre.
Nel frattempo, riprendiamo e poniamo all'attenzione di tutti gli interessati l'articolo apparso oggi su "Il Sole 24 Ore" (in formato .htm oppure in formato .jpg), che riporta sinteticamente alcuni dei più importanti contenuti emersi nel corso dei lavori del seminario.
Tra questi segnaliamo in particolare, poichè ampiamente condivisa da tutti i relatori presenti al seminario, la necessità che sullo stato giuridico dei docenti si intervenga anche per legge e non solo per contratto.
Tutto ciò ha ulteriormente urtato la già irritata sensibilità della CGIL Scuola sull'argomento, a cui hanno risposto i docenti dell'APEF, con il commento di Paola Tonna, consultabile sul relativo sito web.


Università di Firenze: corso di perfezionamento su
"Dirigenza scolastica: la formazione amministrativa, pedagogica e organizzativa"


Inizia sabato 13 dicembre, presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università di Firenze, il corso di perfezionamento post-lauream a distanza ed in presenza (anno accademico 2003-2004) avente per tema: "Dirigenza scolastica: la formazione amministrativa, pedagogica e organizzativa".
Notizie più dettagliate sulle modalità di iscrizione e di svolgimento del corso, alle cui sessioni plenarie parteciperanno - fra gli altri esperti sul tema - i colleghi dell'Anp Roberto Romito, Grazia Fassorra e Sandra Gavazzi, sono reperibili sul sito della Facoltà.


6 dicembre 2003

Dirigenza pubblica: la misura è colma
In centinaia al Teatro Valle di Roma per dire basta


Circa cinquecento tra dirigenti e alte professionalità della funzione pubblica di tutta Italia hanno risposto venerdì 5 novembre alle 10,00 all'appello della CIDA, incontrandosi presso il Teatro Valle in Roma, per fare il punto sulla loro condizione di lavoro ad un anno e mezzo dalla legge Frattini ed a quasi due dalla scadenza del contratto.
Nel mirino soprattutto l'applicazione indiscriminata dello spoils system – divenuto strumento per piegare l'alta dirigenza dello Stato all'arbitrio della politica quotidiana – e l'attacco ai diritti, che si manifesta ormai su quasi tutti i fronti del rapporto di lavoro. A sottolineare l'importanza dell'evento la presenza, in qualità di presidente, di Maurizio Angelo, presidente della CEC (la Confederazione Europea dei Dirigenti). Ha introdotto il tema della giornata Antonio Zucaro, presidente della Federazione Nazionale dei dirigenti e delle alte professionalità della Funzione Pubblica, promotrice della riunione.
Le sue parole hanno disegnato un panorama estremamente significativo delle politiche seguite in Italia in materia di trattamento dei dirigenti: politiche che, purtroppo, fanno registrare  ormai da diversi anni secondo una sostanziale continuità negativa, che prescinde dai cambi di maggioranza parlamentare.
Il cahier de doléances presentato alla politica è  molto lungo: si va dal ritardo ormai di due anni nel rinnovo del contratto di lavoro (del quale si sono perse le tracce, insieme ad ogni speranza di ottenere un qualche beneficio relativo al primo biennio economico) agli ingiustificabili ritardi nella definizione dell'accordo quadro per le nuove aree; dall'assenza – nel ddl per la Finanziaria 2004 – di risorse economiche significative all'applicazione estensiva e priva di regole della disciplina sull'affidamento degli incarichi introdotta dalla Frattini; dalla discriminazione in materia pensionistica (rifiuto di estendere ai dipendenti pubblici il beneficio del 32,7% di maggiorazione in caso di permanenza al lavoro – clausola che colpisce soprattutto i dirigenti, che sono fra i lavoratori più propensi a ritardare il pensionamento) alle unilaterali pronunce dell'Amministrazione per quanto riguarda la parte variabile dell'indennità di posizione e la pensionabilità piena dell'indennità integrativa speciale. Per non parlare delle questioni connesse alla vicedirigenza o al riconoscimento contrattuale delle alte professionalità docenti della scuola.
Hanno poi preso la parola i presidenti delle varie sigle sindacali presenti: De Agostini (SNDMAE), Socci (SIDIRSS), Germani (ANQUAP), Zarro (SIDER – Enti Locali), Betrò (ANPRI), Fasoli (UNADIS), i quali hanno ripreso – ciascuno sotto la particolare angolazione della categoria rappresentata – le tematiche generali della giornata, contribuendo a definire un quadro di generale disagio e tensione di tutti i settori della dirigenza pubblica.
Ha chiuso i lavori Giorgio Rembado, presidente confederale della CIDA, il quale ha posto in evidenza come la consonanza delle varie sigle ed il loro ritrovarsi intorno agli stessi punti di criticità dei rispettivi rapporti di lavoro dimostri che il compito è comune. Non è più il tempo di iniziative separate e non coordinate, non ci si può illudere di cercare la soluzione ai propri problemi ciascuno per suo conto. Occorre un'azione ferma e corale di tutta la dirigenza pubblica, che deve assumere fino in fondo la consapevolezza del suo peso e della sua funzione essenziale di garanzia dei cittadini non meno che delle Amministrazioni: e farla valere di fronte alle controparti. Il termine controparti va purtroppo declinato al plurale, in quanto l'esperienza ha ormai dimostrato che – accanto ad una parte datoriale pervicacemente sorda, a prescindere dalla sua appartenenza alla destra o alla sinistra – sta purtroppo schierato un sistema sindacale diviso al suo interno su tutto, ma unito nell'opporsi alla dirigenza e nel trovare un accordo con l'amministrazione per emarginarne il ruolo e per mortificarne lo status economico e lavorativo.
Il sindacato unico è il nostro vero avversario in questa fase delle dinamiche lavorative: sia perché si allea con la controparte ufficiale per frenare le nostre rivendicazioni, sia perché ha scelto di rappresentare un blocco sociale oggettivamente votato alla conservazione dell'esistente, e per ciò stesso ostile alla spinta innovatrice che viene dai dirigenti. Chi, come noi, ha il compito di guidare il mondo dei servizi pubblici avverte pieno il peso della responsabilità di mantenere e sospingere l'Italia nel contesto dei Paesi più dinamici ed evoluti: ma, invece di essere in ciò sostenuto dai responsabili della politica nazionale, è costretto a vederli schierati sulle posizioni di chi vuole mantenere gli equilibri acquisiti, anche a costo di condannare il Paese a scivolare sempre più indietro nella competizione internazionale.
La battaglia dei dirigenti per il proprio rapporto di lavoro non è solo legittima battaglia per la difesa della propria condizione professionale e delle proprie prospettive pensionistiche future: è impegno per la possibilità di esercitare con efficacia il ruolo propulsivo che spetta loro di diritto, per competenze possedute e per capacità di visione prospettica.
I dirigenti non dimenticano il dettato costituzionale, che li vuole al servizio esclusivo della nazione ed impegnati a servire il pubblico bene: chiedono oggi di non essere lasciati soli in questa consapevolezza e di essere messi in condizione di svolgere al meglio il proprio lavoro. In questo devono ricevere il sostegno di tutti coloro che hanno a cuore i diritti dei cittadini e le sorti del Paese.

Alla fine della manifestazione, ne abbiamo dato notizia ieri, una delegazione della CIDA guidata dal presidente Giorgio Rembado e dal presidente della Federazione dei Dirigenti della Pubblica Amministrazione, Antonio Zucaro e composta da delegati di associazioni di categoria federate è stata ricevuta al Dipartimento della Funzione Pubblica.


Il disegno di legge sul precariato inizia l'iter parlamentare
L'Anp chiede l'audizione al Senato


Il disegno di legge sul precariato (ddl n. 2529 Senato) ha iniziato il suo iter parlamentare presso la VII Commissione del Senato.
Nel confermare oggi il proprio giudizio negativo su tutto il provvedimento, già espresso al momento della sua approvazione in Consiglio dei Ministri, l'Anp ha chiesto ieri - con una lettera indirizzata al Presidente della VII Commissione Sen. Franco Asciutti - di essere sentita in audizione nel merito dei contenuti del ddl.
Nel contempo dichiara il proprio appoggio alle proposte di emendamento avanzate dall'ANIEF e da altri raggruppamenti di docenti diplomati SSIS.


5 dicembre 2003

Manifestazione a Roma dei dirigenti pubblici.
Vertici ricevuti al Dipartimento della Funzione Pubblica


Roma, 5 dicembre 2003 – A seguito della manifestazione svoltasi questa mattina al teatro Valle di Roma, una delegazione della CIDA guidata dal presidente Giorgio Rembado e dal presidente della Federazione dei Dirigenti della Pubblica Amministrazione, Antonio Zucaro e composta da delegati di associazioni di categoria federate è stata ricevuta al Dipartimento della Funzione Pubblica.

I rappresentanti di CIDA (Confederazione Italiana Dirigenti e Alte Professionalità) hanno posto con forza l'esigenza di:

avviare quanto prima i tavoli contrattuali della dirigenza della Pubblica Amministrazione;

affrontare con urgenza le questioni pensionistiche di settore, a partire dall'applicazione della riduzione consensuale prevista dal precedente contratto collettivo, per finire ai meccanismi di calcolo messi in discussione da una recente pronuncia della Corte dei Conti sull'intera pensionabilità della retribuzione di posizione variabile. Su quest'ultimo aspetto il Dipartimento della Funzione Pubblica ha comunicato che sono in corso forti iniziative per risolvere la questione a livello amministrativo;

sulla problematica pensionistica generale, il Dipartimento ha preso l'impegno di promuovere l'apertura di un tavolo di lavoro finalizzato all'estensione al pubblico impiego degli incentivi già previsti per il settore privato dal disegno di legge di riforma delle pensioni;

il Dipartimento si è inoltre impegnato a:

  1. Avviare al più presto il tavolo contrattuale per la definizione delle aree contrattuali della dirigenza pubblica, esaminando anche la possibilità di sollecitare ai comitati di settore la definizione delle direttive per i contratti dirigenziali della sanità degli enti locali;

  2. Risolvere a breve la questione della risoluzione consensuale prevista dall'art. 27 del CCNL dell'Area 1 (Stato Parastato Università)

L'incontro ha infine fornito l'occasione alla CIDA per richiedere il riconoscimento di un'area di contrattazione autonoma per i quadri.

4 dicembre 2003

Applicazione ai dirigenti delle scuole della Legge 145/02
Parere del Consiglio di Stato


Il Consiglio di Stato ha espresso un parere importante in merito all'estensione ai dirigenti delle scuole della legge 145/02. Ovviamente, non è in discussione l'estensibilità ai dirigenti scolastici di quella parte della legge conosciuta come "spoil system", esclusa da un preciso O.d.G. del Parlamento.
Il parere riguarda, invece, la possibilità di estendere tutte le altre innovazioni previste dalla stessa legge.
La vicenda merita una riflessione, per la verità non nuova.
Siamo, infatti, alle solite. Alcuni sindacati, latitanti al momento della discussione in Parlamento e dell'approvazione della legge Frattini, se la sono presa poi con una Circolare applicativa del Miur, la n.49 del 18 maggio 2003. Come se responsabili del contenuto della legge medesima fossero i dirigenti ministeriali che ora l'applicano.
Dov'erano, cosa pensavano, cosa hanno fatto nel momento in cui noi, insieme a tutte le altre organizzazioni dei dirigenti del pubblico impiego aderenti alla CIDA abbiamo promosso manifestazioni di protesta sul disegno di legge Frattini non lo sappiamo.
Sappiamo una cosa: quelle organizzazioni sindacali sono - da sempre - schierate contro tutti i dirigenti a prescindere dalla loro collocazione sindacale o politica, in tanto in quanto i dirigenti sono naturaliter i rappresentanti della parte datoriale e per ciò stesso non degni di tutela sindacale (hanno già, secondo loro, quella del padrone!)
Sappiamo anche che il loro intervento postumo, quello sulla circolare, rappresenta e continua l'attacco sistematico ai dirigenti: in questo caso a quelli che hanno dovuto (proprio così: dovuto) applicare la legge Frattini anche ai dirigenti scolastici e, magari, non volevano fosse applicata nemmeno a loro stessi.
Sappiamo, infine, che intervenire quando non c'è più rimedio sul piano legislativo, come questi sindacati stanno facendo, significa mettere in campo una strategia precisa, che ha un nome presiso. Si chiama demagogia.
Noi saremo nuovamente a manifestare il nostro dissenso sulla L.145/02, sul rinnovo dei contratti e sulle altre questioni realtive alla dirigenza pubblica domani 5 dicembre 2003.

Allegato: Parere del Consiglio di Stato circa l'applicabilità della C.M. 18 maggio 2003.

 


3 dicembre 2003 - Incontro al MIUR
resoconto


Si è svolto ieri 3 dicembre 2003 presso il MIUR il previsto incontro; sono stati trattati gli argomenti all'O.d.G. ed altri da noi sollevati.

CONCORSO RISERVATO: PROBLEMI RELATIVI AL CORSO DI FORMAZIONE ED ALLA QUESTIONE DEGLI AMMESSI CON RISERVA

L'Amministrazione ha dato le seguenti informazioni:



Alcuni sindacati hanno riportato pretese difficoltà da parte dei corsisti nel seguire l'azione formativa fondate, a loro dire, sulla complessità delle procedure per accedere alla piattaforma di formazione a distanza messa a punto dall'INDIRE, dall'abbondanza dei materiali presenti sul relativo sito web, del tempo che i corsisti presidi incaricati si vedrebbero costretti a “sottrarre” alla attività di gestione delle rispettive scuole.
Per parte nostra abbiamo esposto - nel corso della riunione - i risultati di una nostra inchiesta condotta su un campione di corsisti in diverse regioni, che ha evidenziato come la maggioranza assoluta (più dell'87%), dopo alcune difficoltà iniziali legate all'uso della piattaforma di formazione a distanza messa a punto dall'INDIRE, consideri quest'ultima una risorsa importante e ricca di occasione e materiali di studio e di formazione: una vera novità, che si colloca in un panorama formativo istituzionale che è stato invece sempre caratterizzato - in passato - dall'uso quasi esclusivo della modalità d'aula e dalla scarsità – e talvolta dalla bassa qualità – dei materiali di supporto; basti pensare alla formazione dei dirigenti “di ruolo” negli anni 1999-2000 (300 ore, a fronte delle 160 previste per il concorso riservato) ed alla totale assenza, nei corsi che si tennero allora, di strumenti di formazione basati sull'uso delle nuove tecnologie.
Non è un caso che la nostra inchiesta abbia rilevato che il punto debole della presente procedura di formazione - quello, cioè, sul quale si sono manifestate le critiche più decise e argomentate – sia, invece, proprio l'aula; su questo versante sono state rilevate carenze soprattutto nella relazione fra tutor e corsisti.
L'Amministrazione, su questo punto, si è impegnata a convocare rapidamente una serie di riunioni con i tutor d'aula per cercare di uniformarne i comportamenti ad uno standard di qualità verificabile e di incrementarne le capacità di conduzione del processo formativo, soprattutto sul piano della gestione delle relazioni interpersonali che si creano nel suo svolgersi.

Per quanto riguarda la situazione creatasi dopo le ordinanze del TAR del Lazio e del Consiglio di Stato che hanno ammesso alla frequenza del corso con riserva una serie di ricorrenti , le informazioni disponibili dicono:

L'ANP/CIDA ha ribadito le proprie posizioni, di rispetto delle ordinanze e delle sentenze dei tribunali, chiedendo:

L'Amministrazione ha dichiarato che il bando per il concorso ordinario sta andando avanti nel suo normale iter amministrativo e non risultano ci siano ostacoli. Per per quanto riguarda gli 80 triennalisti esclusi, si è espressa in modo negativo, vale a dire che rimane agli esclusi solo la possibilità di presentare a loro volta ricorso, di cui nessun TAR contesterà la validità. Abbiamo denunciato con forza questo atteggiamento attendista e pilatesco dell'Amministrazione.

Per quanto riguarda la prossima ordinanza incarichi di presidenza, abbiamo riproposto la questione dell'inserimento degli insegnanti elementari in possesso di laurea tra gli aventi diritto a presentare domanda; l'Amministrazione ha risposto che le OO.SS. saranno convocate al più presto per l'informazione preventiva in merito, non prendendo per il momento posizione.

ASSICURAZIONE

Per quanto riguarda l'annosa questione dell'assicurazione, che riguarda sia i dirigenti dell'area V che quelli dell'area I, l'Amministrazione ha fornito le seguenti informazioni:

Per quanto ci riguarda:

RILEVAZIONE RIA DEI CESSATI DAL SERVIZIO E APPLICAZIONE CONTRATTO INTEGRATIVO

L'Amministrazione ha comunicato di aver completato la rilevazione della RIA dei cessati dal servizio per il 2001 (che risulta per tutte le Regioni superiore a quanto determinato provvisoriamente in sede di CIN) e di essere a buon punto per la rilevazione relativa all'anno 2002 (mancano sette regioni); i relativi stanziamenti saranno attribuiti ai Fondi Regionali entro Marzo 2004.
L'ANP/CIDA ha sottolineato che la data del Marzo 2004 può essere accettata come termine ultimo, perché è necessario rideterminare il budget dei Fondi Regionali per il 2003, anche al fine di aprire le trattatative in sede regionale per la determinazione del premio di risultato e di rideterminare la retribuzione di posizione per il 2003, a seguito dei nuovi stanziamenti.
L'ANP/CIDA ha inoltre segnalato i seguenti problemi:


INDENNITA' DI REGGENZA

L'Amministrazione ha risposto alle nostre richieste segnalando che qualche USR ha sollevato problemi in merito al pagamento dell'indennità di reggenza. Ha comunicato l'intenzione di emanare una circolare contenente l'indicazione che tale pagamento dovrebbe andare a carico dei Fondi regionali.
L'ANP/CIDA ha espresso una posizione nettamente contraria in quanto il problema, non esiste, perché la normativa contrattuale in merito è chiarissima:

Di fronte alle nostre rimostranze l'Amministrazione ha comunicato che non emanerà alcuna circolare; per quanto ci riguarda se ci saranno problemi, ci riserviamo di intraprendere le iniziative più opportune, comprese quelle giudiziarie.

BASE PENSIONABILE

L'Amministrazione ci ha informato di aver inviato all'ARAN e agli altri soggetti interessati un sollecito al fine di ottenere una risposta alla lettera a suo tempo inviata in merito alla supervalutazione del 18% della I.I.S. entrata in paga base; come ANP/CIDA apprezziamo l'iniziativa dell'Amministrazione e sollecitiamo un intervento anche sulla questione della retribuzione di posizione. Ricordiamo che in merito è aperta una vertenza della Federdirigenti Funzione Pubblica della CIDA

SPERIMENTAZIONE DELLA VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI
L'Amministrazione ha fornito alcune informazioni in merito alla procedura sperimentale di valutazione dei dirigenti delle istituzioni scolastiche, in particolare che è stata emanata la disposizione che l'adesione alla sperimentazione è volontaria, al fine di non inficiare gli esiti della sperimentazione.
Come ANP/CIDA, ferma restando la libertà dei singoli di dichiarare la loro indisponibilità a partecipare alla procedura, riteniamo che non vada assunto dalla categoria un atteggiamento simile a quello dei filosofi metafisici che non volevano guardare nel cannocchiale di Galileo, perché avendo Aristotele stabilito che i corpi celesti sono perfetti e quindi non possono avere macchie, era appunto inutile guardare nel cannocchiale…. Il problema è che la luna le macchie ce l'ha, eccome, e basta guardare in un semplice telescopio per accertarsene!
Fuor di metafora:


Riteniamo quindi che sia contro gli interessi della categoria far fallire la procedura di sperimentazione, che vada invece seguita con molta attenzione nel suo corso, e ci riserviamo di esprimere un giudizio motivato alla sua conclusione; a tal fine, abbiamo richiesto la convocazione immediata dell'Osservatorio paritetico, che al momento non può essere convocato, perché una delle organizzazioni sindacali non ha ancora designato il suo rappresentante.
Abbiamo dato, inoltre, un mandato ai nostri presidenti regionali affinchè si costituiscano comitati regionali di monitoraggio, composti da uno o due colleghi per provincia scelti fra coloro che saranno coinvolti nella sperimentazione, con lo scopo di fornire ogni considerazione utile a confermare o modificare il procedimento in corso a partire, ovviamente, dalla quantità di produzione cartacea necessaria.

RINNOVO DEL CCNL AREA V

In coerenza con la manifestazione del 5 Dicembre, l'ANP/CIDA ha chiesto un intervento forte del MIUR al fine di acquisire le risorse necessarie per l'apertura del nuovo contratto e la preliminare definizione delle aree contrattuali della dirigenza.

2 dicembre 2003

Rivoluzione nella scuola: arriva il nuovo professore
Alla Camera il nuovo stato giuridico degli insegnanti


Questo è stato l'argomento di discussione di un seminario che si è tenuto ieri a Roma presso la Sala del Cenacolo in Vicolo Valdina. L'incontro “Uno stato giuridico dei docenti per la scuola dell'autonomia”, è stato promosso da ANP (Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità), DIESSE (Centro per la formazione e l'aggiornamento) e APEF (Associazione professionale di insegnanti).
Riforma degli ordinamenti, autonomia e nuovi programmi rappresentano i capisaldi del rinnovamento in corso nel sistema scolastico. Oggi il processo in atto attraversa il suo passaggio fondamentale. Finalmente al vaglio delle Istituzioni la definizione di ruoli e competenze di una categoria le cui caratteristiche non sono state ancora giuridicamente riconosciute: quella degli insegnanti.
All'esame della Camera due disegni di legge (n. 4091 e 4095) destinati a rivoluzionare la figura del professore, risorsa centrale del sistema educativo del Paese.

Punti essenziali delle proposte sono:

Si tratta di una radicale trasformazione della categoria che farà evolvere lo stato degli insegnanti da impiegati a professionisti dell'istruzione.

Per Ferdinando Adornato - Presidente VII Commissione Cultura Camera – “Il percorso intrapreso rappresenta un atto necessario. Riuscire a modificare l'assetto scolastico significa fare l'unica riforma della scuola che tutti condividono”.
Per questo ha sostenuto la necessità che le forze politiche se ne debbano occupare con indipendenza rispetto al Governo, favorendo ampie convergenze delle diverse componenti di maggioranza e di opposizione.
“Qualità, responsabilità ed elevati standard” ha detto Giorgio Rembado, presidente ANP/CIDA “sono le parole chiave per un radicale ripensamento del ruolo e delle competenze del docente.
Ma servono anche percorsi di carriera selettivi e diversificati.


A proposito di chi denuncia i dirigenti scolastici
Heri dicebamus …


Solo pochi giorni fa, la CGIL scuola – nell'ormai rituale attacco a noi rivolto sulla questione delle RSU – sosteneva che «le “agitazioni” elettorali dell' ANP oggi sono dannose in primo luogo per i dirigenti scolastici», aggiungendo «non male per un sindacato che pretende di rappresentarli!». Abbiamo già avuto modo di rispondere nel merito, ricordando che a portare in tribunale i dirigenti delle scuole non siamo mai stati noi – proprio perché non dimentichiamo di rappresentarli! – mentre in questo sport si è spesso e volentieri esercitata la CGIL scuola, che oggi fa mostra di preoccuparsi per i rischi che correrebbero nel seguire le nostre indicazioni.
Ed ecco che i fatti si incaricano di darci puntualmente ragione, come dimostra una sentenza emessa dal Tribunale di Catania – sezione Lavoro – che ha mandato assolto un dirigente chiamato in causa, guarda un po', proprio dalla CGIL
La sentenza è molto interessante, al di là del fatto contingente, e per questo la pubblichiamo per esteso. A commento, ci preme solo mettere in evidenza tre fatti:

  1. quando la CGIL dichiara di preoccuparsi per i rischi in cui incorrerebbero i dirigenti, esercita in realtà l'obliquo mestiere dell'avvertimento: attenti che, se fate quel che dice l'Anp, noi vi denunciamo. Una sollecitudine quantomeno sospetta, visto che cerca di assicurarsi pronta e supina obbedienza, piuttosto che di evitare fastidi ai destinatari;

  2. risulta ancora una volta provata l'arroganza di quei soggetti che, dopo aver negoziato e firmato in esclusiva i contratti nazionali di lavoro (un'esclusiva che ci auguriamo non sia eterna, visti i risultati – ed è per questo che ci presentiamo alle elezioni …), cercano poi di forzarli e stravolgerli scuola per scuola. Salvo, quando non ci riescono per la resistenza dell'interlocutore di turno, portare il dirigente in tribunale a rispondere di comportamento antisindacale. Nel caso specifico, la pretesa riguardava, fra l'altro, la vexatissima quaestio del fondo d'istituto e dell'informazione successiva, che i sindacati vogliono ad ogni costo estendere anche agli importi individualmente percepiti e non solo ai nominativi dei percipienti, contrariamente a quanto prevede il contratto da loro stessi firmato … E per fortuna che ci sono giudici a Catania, oltre che a Berlino, a Latina ed in molti altri luoghi …

  3. le RSU non hanno legittimazione attiva per le denunce ex art.28, L.300/70.

C'è bisogno ancora di spiegare l'urgenza e l'indifferibilità di spezzare un monopolio sindacale dannoso per i lavoratori come per i dirigenti; che non esita a ricorrere agli avvertimenti ed alle vere e proprie minacce; che pretende l'esclusiva della contrattazione per poter fare e disfare, e per forzare e snaturare in sede locale quello che ha firmato in sede nazionale?

Riflettano i colleghi, quando di qua ad una settimana saranno chiamati a votare. Perché tanto impegno per non farci parlare? Perché l'esercizio sistematico della disinformazione nei nostri confronti? Perché la demonizzazione delle nostre liste? Quali interessi reali si cerca di tutelare?

allegato: Sentenza del Tribunale di Catania - Sezione Lavoro.

 


CIDA ON LINE
dal comunicato del 2 dicembre 2003


Abravanel alla CIDA: "Alle imprese italiane occorrono i leader". In Italia grandi imprese a rischio estinzione, negli ultimi 15 anni scomparse quasi il 50%

Nel corso della conferenza svoltasi a Roma “Managers' continuing Professional Development” promossa da CIDA e da CEC (Confederazione Europea dei dirigenti e quadri), è intervenuto Roger Abravanel, direttore di McKinsey & Company.
“La fuga dei cervelli italiani all'estero” ha dichiarato Abravanel “dipende anche dal fatto che in Italia, dal 1987 ad oggi, è scomparsa quasi la metà delle 100 aziende più grandi. E se si restringe il campo alle prime 10 imprese, la percentuale di quelle sopravvissute scende al 40%.” “Gli imprenditori italiani” ha proseguito Abravanel “tendono a mantenere la gestione della loro azienda in famiglia, passando le redini al figlio o al nipote. Oggi le imprese italiane hanno bisogno non tanto di manager (che amministrano), quanto di leader che sappiano guidarle e gestirne le risorse umane.”
Il Presidente della CEC, Maurizio Angelo, ha annunciato che, nell'ambito del programma di intervento dell'FSE, verrà promosso un progetto europeo per coinvolgere dirigenti e quadri di età compresa tra i 50 e 55 anni in un programma di formazione e aggiornamento continuo al fine di migliorarne i profili di competenza.
Per Giorgio Rembado, presidente della CIDA, “oggi un'azienda vincente ha bisogno di una ricerca continua di giovani talenti e di un'attività formativa a tutti i livelli aziendali, mentre in Italia un dirigente dedica alla formazione mediamente solo 35 ore annue con un'incidenza sul totale delle ore lavorative pari al 2,1%, dato che pone l'Italia al terzultimo posto nella classifica europea, prima soltanto di Portogallo e Grecia.”

Manifestazione nazionale di protesta dei dirigenti e delle alte professionalità delle amministrazioni pubbliche

La situazione politico-sindacale nelle pubbliche amministrazioni, già seria, sta registrando un ulteriore aggravamento e i dirigenti, i quadri e i professionisti delle amministrazioni pubbliche, che col loro impegno quotidiano assicurano il funzionamento di istituzioni e servizi pubblici, vengono ripagati con la progressiva negazione del loro ruolo, il crescente assoggettamento agli organi di direzione politica e alle grandi centrali sindacali, il ritardo pluriennale dei Contratti nazionali, l'attacco alle pensioni, il disconoscimento di libertà sindacali fondamentali. In particolare spiccano le difficoltà dell'Area V (dirigenza delle scuole), difficoltà che sono state elencate in una lettera indirizzata ai Ministri della funzione pubblica e del lavoro, dal Presidente della Federazione nazionale dirigenti e alte professionalità della Funzione pubblica CIDA, Antonio Zucaro. Nella lettera si comunica ufficialmente una manifestazione nazionale - sotto forma di assemblea - che si terrà a Roma, venerdì 5 dicembre 2003, alle ore 10.00 al Teatro Valle (Via del Teatro Valle 23, nei pressi di Largo Torre Argentina).
Va sottolineata l'importanza dell'iniziativa, che è comune e traversale a tutte le organizzazioni sindacali dei dirigenti pubblici e delle alte professionalità aderenti alla CIDA e che, quindi, assume anche la valenza di un forte e deciso appoggio alle nostre rivendicazioni in materia contrattuale e di libertà sindacali.

Seminario nazionale “Uno stato giuridico dei docenti per la scuola dell'autonomia”

Si è svolto lunedì 1 dicembre, un Seminario nazionale promosso dall'ANP-CIDA su “Stato giuridico dei docenti per la scuola dell'autonomia.”
Alla manifestazione, introdotta dall'On. Ferdinando Adornato (Presidente della VII Commissione cultura della Camera) e coordinata da Paola Tonna (Presidente APEF – Associazione professionale di insegnanti), sono intervenuti inoltre: Antonio Zucaro, Presidente della Federazione Funzione Pubblica CIDA; Claudio Gentili (Responsabile nucleo scuola e formazione di Confindustria); Claudia Mancina (direzione DS); Paolo Ferratini (redazione rivista Il Mulino); Roberto Persico (Presidente DIESSE – Didattica e innovazione scolastica).
Le conclusioni del Seminario sono state di Giorgio Rembado, Presidente della CIDA.




 

 

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