Ultime notizie



20 dicembre 2000


Consultazione al tavolo dell'area V

 

Le parti si sono incontrate martedì 19 dicembre, ancora in modo informale, per approfondire il contenuto di due documenti consegnati dall'Agenzia relativi a:

  1. una ricognizione della normativa contrattuale (CCNL/95 e CCNL/99) del comparto scuola riguardante il profilo professionale dei capi di istituto;
  2. alcune norme riguardanti istituti contrattuali estrapolati dal CCNL 94-97 dei dirigenti ministeriali.
La delegazione dell'Anp ha ribadito l'inutilità dell'analisi del profilo professionale del capo di istituto preesistente al 1° settembre 2000 in quanto lo stesso non è più trasferibile al dirigente contrattualizzato all'interno della V area. L'addentrarsi in una siffatta tematica farebbe correre il rischio di trasformare il confronto, seppure informale, in un convegno di archeologia contrattuale. La dirigenza della V area non è riconducibile ad una sommatoria di competenze vecchie e nuove, ma deriva da un cambiamento sostanziale e, pertanto, costituisce elemento di discontinuità rispetto al passato.
Ugualmente controversa, secondo l'Anp, risulta anche l'analisi del secondo documento, in quanto il profilo dirigenziale preso in considerazione è quello che emerge dalla normativa antecedente la riscrittura del Decreto legislativo 29 condotta per effetto della legge 59/97 e della successiva decretazione delegata (decreti legislativi 396/97, 59/98, 80/98, 387/98, 286/99).
La parti hanno convenuto, invece, sulla necessità di approfondire argomenti specifici quali il periodo di prova, la formazione in servizio, la valutazione e la mobilità. Per gli ultimi due istituti è stata confermata la necessità di una fase transitoria, come già si è detto nel resoconto della riunione del 7 dicembre, anche se le decisioni conseguenti dovranno essere prese in appositi incontri che dovranno essere convocati il più presto possibile presso il Ministero della Pubblica Istruzione.
La prossima riunione sarà fissata dall'Aran alla ripresa dell'attività negoziale e successivamente al ricevimento da parte della stessa Agenzia dell'atto di indirizzo del Governo, dato ancora una volta per imminente. Solo in quest'ultimo caso la riunione potrà avere, pertanto, carattere formale.

 

Nominati i direttori regionali

Il Ministro della P.I., prof. Tullio De Mauro, ha reso noti ieri 19 dicembre i nomi dei dirigenti cui è stato affidato l'incarico di direttore regionale.
L'elenco completo è disponibile sul sito del Ministero all'indirizzo http://www.istruzione.it/news/comunicati/mpi_nomine.htm.

 



15 dicembre 2000


15 dicembre 2000
giornata nazionale di protesta dei dirigenti

 

Straordinario successo al Teatro Eliseo della manifestazione organizzata da CIDA, CONFEDIR, CONFSAL, SINPREF, SNDMAE. Hanno partecipato oltre 1.000 dirigenti dei ministeri, degli enti pubblici non economici, delle aziende autonome dello Stato, delle istituzioni ed enti di ricerca, delle università, delle istituzioni scolastiche, della carriera diplomatica e prefettizia.

Rinviamo, in merito all'andamento della riunione,



13 dicembre 2000


Contratto V area
prosegue la trattativa informale

 

Si è tenuto oggi in sede Aran il previsto incontro tra le parti sul contratto relativo alla V area della dirigenza.
Com'era prevedibile, in assenza dell'atto di indirizzo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica -, nel corso della riunione sono stati affrontati solo argomenti di carattere generale, con l'unico intendimento di facilitare i lavori del tavolo contrattuale quando sarà legittimamente costituito.
L'argomento odierno riguardava la struttura della retribuzione dei dirigenti. L'Aran ne ha presentato le peculiarità, che consistono principalmente nella tripartizione

  • retribuzione di base
  • retribuzione di posizione
  • retribuzione di risultato
A voler entrare nel merito, sinteticamente, si può dire che:
  1. la retribuzione di base è la parte comune alla generalità dei dirigenti ed è indipendente dall'anzianità nella professione, dall'incarico affidato e dalla valutazione del risultato dell'azione dirigenziale; decorre in caso di sospensione dall'incarico per qualsiasi motivo; ha pieno effetto sulla buonuscita e sul trattamento pensionistico;
  2. la retribuzione di posizione è in parte variabile e dipende dalla natura e dalla gravosità dell'incarico dirigenziale assegnato pro tempore; è riconosciuta nella pensione secondo le misure e le modalità stabilite dalla legge;
  3. la retribuzione di risultato è collegata alla valutazione ed è riconosciuta a tutti i dirigenti che raggiungano i risultati prefissati senza predeterminazioni di percentuali; è riconosciuta nel trattamento di pensione secondo quanto stabilito dalla legge.
Nel suo intervento Giorgio Rembado ha sottolineato come la struttura retributiva del dirigente rappresenti un istituto contrattuale fortemente innovativo, che consente nell'attuale fase di passaggio sia di garantire le retribuzioni dei dirigenti attualmente in servizio, sia di rappresentare condizioni molto interessanti per i dirigenti che saranno reclutati già a partire dal prossimo primo corso concorso.
Da questo punto di vista il contratto della V area potrà:
  1. riprendere, per garantire i dirigenti attualmente in servizio, il lavoro già fatto per i dirigenti delle altre aree al momento del loro passaggio dal precedente regime stipendiale di anzianità all'attuale, tramite l'istituzione della RIA (Retribuzione Individuale di Anzianità). Il calcolo della RIA è semplice: si ottiene sottraendo allo stipendio in godimento ad agosto 2000 lo stipendio di ingresso nella carriera direttiva, conteggiando anche i ratei maturati nel gradone di appartenenza. Si tratta, in definitiva, di trasformare un istituto economico simbolico (uno scatto ogni sei/sette anni in presenza di contratti economici ogni due anni) in una voce stipendiale fissa, pensionabile e non riassorbibile;
  2. preordinare, per garantire i dirigenti attualmente in servizio - rispetto all'aspettativa dei futuri scatti di gradone e ai loro riflessi pensionistici - e i dirigenti di prossima assunzione - rispetto all'attesa di miglioramento economico conseguenti al cambiamento di status -, una soluzione innovativa da esportare anche nelle altre aree dirigenziali, a cominciare dalla I area. Si tratta di conglobare nella retribuzione di base voci ed aspetti già noti e già finanziati (stipendio base, indennità integrativa speciale, quota dovuta all'incremento del costo della vita) con altri coperti da risorse aggiuntive previste nella Finanziaria 2001. Il che significa spostare nella retribuzione di base di tutti i dirigenti anche la quota fissa della retribuzione di posizione che è uguale per la generalità della categoria.
Solo così si può costituire un trattamento economico di livello dirigenziale.
In sostanza dobbiamo prevedere una struttura retributiva tripartita a regime (tramite il conglobamento) e quadripartita nella fase di transizione (tramite il conglobamento più la RIA).
A conclusione della riunione le parti hanno confermato l'incontro del 19 dicembre ponendo all'ordine del giorno la lettura dei materiali consegnati il 7 dicembre scorso dall'Agenzia.



7 dicembre 2000


Contratto V area
incontro in sede Aran

 

Si è tenuto oggi il previsto incontro all'Aran sul contratto della V area.
Ancora una volta si è trattato di una riunione informale, vista la perdurante assenza dell'atto di indirizzo.
L'Agenzia ha consegnato alle OO.SS. intervenute (ANP, CISL, CGIL) materiali di lavoro concernenti gli istituti contrattuali comuni a tutta la dirigenza pubblica, che, tuttavia, non rappresentano ancora una bozza contrattuale.
L'Aran ha ancora una volta dichiarato di voler costruire con il concorso delle OO.SS. rappresentative un CCNL contenente un profilo pienamente dirigenziale. A tal proposito il Presidente dell'Anp ha sostenuto che obiettivo comune dovrà essere quello di costruire un contratto innovativo non solo per la dirigenza delle scuole, ma anche per i dirigenti delle altre aree, sulla base sia dei contratti già stipulati, sia dell'esperienza derivante dalla loro applicazione.

Nel corso della riunione è anche emersa l'esigenza di prevedere una fase transitoria di un anno per alcuni istituti, quali la mobilità e la valutazione, in considerazione del fatto che la categoria non può essere penalizzata dai ritardi e dalle inadempienze dell'Amministrazione rispetto ai piani di dimensionamento e alla stipula del primo contratto dei dirigenti delle scuole.
Tale fase transitoria non può comunque diventare un alibi rispetto alla definizione di istituti normativi, oltre che economici, pienamente dirigenziali.

Sono stati riconfermati, infine, gli incontri del 13 e del 19 dicembre.

Tutto ciò premesso, denunciamo con estrema fermezza il ritardo assolutamente ingiustificabile del ministro della funzione pubblica sen. Bassanini, che continua a non cogliere la necessità di fornire all'Aran piena legittimazione di negoziazione con le parti, impedendo di fatto la traduzione della consultazione in un vero e proprio articolato contrattuale.
A queste condizioni non si può firmare il contratto.
C'è, pertanto, assoluto bisogno di una forte e massiccia mobilitazione della categoria per rafforzare le ragioni ed il potere contrattuale dell'Associazione nei confronti del Governo.
A ciò serve la manifestazione promossa a Roma il prossimo 15 dicembre, alle ore 10.30, presso il Teatro Eliseo - via Nazionale 183, insieme alle altre categorie dirigenziali sprovviste di contratto.



5 dicembre 2000


Tassa sui rifiuti solidi urbani
Scadenze legge 626
Iniziative Anp

 

Il panorama degli impegni professionali della categoria si va facendo denso di impegni a misura che ci si avvicina alle tradizionali scadenze di fine esercizio finanziario, rese quest'anno ancora più impegnative dal processo di dimensionamento e dalla condizione di esercizio provvisorio in cui si trovano molti bilanci.

Agli impegni consueti se ne sono però aggiunti altri, legati in qualche modo a patologie di sistema, anziché al suo ordinario funzionamento: ed in particolare due. Si tratta della questione "tassa sui rifiuti solidi urbani" e delle scadenze previste dalla legge 626.

Nel primo caso, si assiste ad un paradossale balletto di competenze fra gli Enti locali (che rifiutano di riconoscere la validità di una circolare del Ministero dell'Interno, concordata con quello della Pubblica Istruzione), e le istituzioni scolastiche che non hanno fondi in bilancio per pagare la relativa imposta. In qualche caso si è arrivati al paradosso di comuni che hanno fatto pignorare gli arredi scolastici, che sono di loro proprietà! L'Anp, con una lettera che qui riproduciamo, ha preso posizione in merito, sollecitando i due ministeri interessati a coordinarsi fra loro ed a ricondurre le rispettive articolazioni a comportamenti coerenti con l'esigenza dell'ordinato funzionamento del servizio scolastico.

Nel secondo caso, l'Anp chiede un breve rinvio - circa sei mesi - per la scadenza degli adempimenti previsti dalla legge 626, attualmente fissata al 31 dicembre. La politica del rinvio non è parte del nostro costume: ma, nel caso specifico, il panorama edilizio delle scuole è profondamente mutato - solo quattro mesi fa - per effetto del dimensionamento. Parallelamente, molti dirigenti hanno mutato sede e si trovano a far fronte ad innumerevoli problemi, inclusi quelli dell'esercizio provvisorio di bilancio e dei limiti ai flussi di cassa. Un breve rinvio tecnico si impone - in queste condizioni - come doveroso. In questo senso, è stata inviata una lettera ai Ministeri della Pubblica Istruzione, del Lavoro e della Sanità, che hanno competenze in merito.