I ricercatori sono classe dirigente di questo Paese. E finalmente su questo punto non dobbiamo più discutere! E' molto soddisfatto Giorgio Rembado, presidente della Confederazione dei dirigenti e delle Alte professionalità (Cida), perché il Parlamento ha respinto il tentativo di declassamento contrattuale che era stato strumentalmente avviato nell'ambito della conversione di un recente decreto legge (220/2004) che si occupava di altra materia. E' stata un'altalena snervante e a tratti avvilente ma alla fine la nostra battaglia ha dato i suoi risultati: l'articolo che declassava i ricercatori e i tecnologi alle qualifiche più basse del settore degli enti di ricerca è stato soppresso.
La battaglia della Cida per il riconoscimento del ruolo dei ricercatori è antica ed ha avuto un riconoscimento due anni fa con la loro ricollocazione nell'area negoziale della dirigenza. Oggi possiamo cantare vittoria nella speranza che a nessuno mai più venga in mente l'idea di disconoscere il ruolo fondamentale dei ricercatori per questo nostro Paese che, è bene ricordarlo, esporta in tutto il mondo i suoi cervelli migliori, ha aggiunto Rembado. La Cida - ha concluso il Presidente- ha ora davanti a sé un'altra grande battaglia a cui dedicare tutto il suo impegno: quella di far arrivare al mondo della ricerca i finanziamenti necessari. L'obiettivo è il 3% del Pil da investire in ricerca, come ci chiede l'Europa. Da parte sua, il Segretario Generale dell'Associazione di categoria ANPRI-CIDA Bruno Betrò ha affermato: Il voto bipartisan e ad amplissima maggioranza verificatosi alla Camera è da considerare come una vera svolta rispetto alla tradizionale disattenzione della politica nei confronti del personale scientifico e tecnologico operante nell'ambito del sistema della ricerca pubblica.