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associazione nazionale
dirigenti
e alte professionalità della scuola
ADERENTE ALL'ESHA
EUROPEAN SCHOOL HEADS ASSOCIATION
Roma, 30 marzo 2004
Ai Dirigenti
delle scuole italiane
LORO SEDI
Cara/o Collega,
desidero informarti personalmente del senso e della improrogabilità
dello sciopero generale proclamato per il
prossimo 20 aprile dalla Federazione Nazionale Dirigenti e Alte
Professionalità della Funzione Pubblica della CIDA, cui l’Anp
aderisce quale sindacato maggioritario dei dirigenti delle scuole.
Sulle ragioni dello sciopero non ritengo utile aggiungere nulla a
quanto contenuto nell’editoriale, in via di pubblicazione sul prossimo numero
dell’organo dell’Anp “A&D -
Autonomia e Dirigenza”, alla cui lettura anticipata rinvio nel testo
allegato alla presente. Del resto tali ragioni sono certo ti siano nella
sostanza ben note, per esperienza diretta e quotidiana: la
crescita delle responsabilità e dell’impegno professionale nella scuola non
ha trovato riscontro nell’adeguamento del trattamento retributivo né si è
raggiunta la necessaria perequazione stipendiale tra presidi e restante
dirigenza pubblica a parità di funzioni. E non si avvertono segnali di una
positiva resipiscenza da parte del datore di lavoro né i presupposti per la
partenza della nuova stagione contrattuale, nonostante il gigantesco ritardo
fino ad ora accumulato che penalizza in primo luogo quelli tra i dirigenti
peggio retribuiti.
Preferisco piuttosto soffermarmi sul significato della nostra iniziativa
complessiva e sugli elementi che la contraddistinguono - nei comportamenti
effettivi – da quella delle altre organizzazioni concorrenti. Perché non si
può negare che, per quanto riguarda i dirigenti, a parole tutti i sindacati
rappresentativi sostengano le stesse cose, ma che solo sui fatti si possa
misurare la reale distanza delle posizioni.
Facciamo un paio di esempi. Basti pensare alla richiesta della perequazione
del nostro trattamento economico a quello dei dirigenti delle altre aree di
contrattazione. Questo è l’obiettivo ufficialmente dichiarato da tutte le
OO.SS. rappresentative dell’area V, ma poi l’Anp è l’unica a far
discendere da tale rivendicazione la scelta dello strumento contrattuale
indispensabile per il perseguimento dell’obiettivo, e cioè l’aggregazione
della nostra area a quella di altri dirigenti pubblici, mentre tutte le altre
sigle sindacali vi si oppongono. E del resto lo stesso iato tra il dire e il
fare – appare persino superfluo ricordarlo – si è già verificato nel corso
delle trattative per la stipula del primo CCNL della dirigenza scolastica,
quando siamo stati gli unici a rinviare la chiusura dell’accordo fino al
raggiungimento di una perequazione almeno parziale, quella con la restante
dirigenza sul trattamento fondamentale.
Anche sulla questione dello spoil
system, la differenza dei comportamenti è stata, ed è, evidente: non
mi riferisco solo al fatto che la nostra sigla è stata l’unica a contrastare
il disegno di legge prima della sua
definitiva approvazione. Acqua passata. Guardiamo piuttosto al futuro, con
l’intenzione però, anche in questo caso, di far corrispondere ai principi
proposte ed azioni coerenti. Noi respingiamo l’estensione del criterio
fiduciario per la nomina di tutti i dirigenti, perché questo comporta la loro
scelta a seconda della appartenenza partitica e la eventuale rimozione
dall’incarico ad ogni cambio di governo. Mentre noi crediamo che,
nell’interesse di tutti, i dirigenti debbano
essere selezionati per il livello della loro competenza e non per la
disponibilità all’obbedienza. Ma per far questo vogliamo veder introdotta
una procedura tecnica di valutazione, che possa diventare, nel rispetto delle
garanzie contrattuali, il più importante strumento di tutela dell’autonomia
dirigenziale. Ed è per questo che negli ultimi mesi non abbiamo voluto
boicottare, come altri sconsideratamente e demagogicamente hanno fatto, la procedura
sperimentale di valutazione dei dirigenti delle scuole, perché siamo
consapevoli che, invece, è proprio
una procedura di valutazione analitica e documentata in ogni sua fase –
ancorché snella e sburocratizzata - la principale e più efficace garanzia dei
dirigenti contro lo spoil system.
E che il rifiuto di qualsiasi forma di valutazione avrebbe per di più
diminuito la forza contrattuale della categoria al momento dell’apertura delle
trattative per il nuovo CCNL.
L’indizione del nostro sciopero - che abbiamo ritenuto di
rafforzare, collocandolo nel contesto di una protesta unitaria di tutta la
dirigenza pubblica del Paese – giunge pertanto quale logico coronamento di una
serie di prese di posizione precedenti tese al potenziamento dell’autonomia
dirigenziale, che deve essere salvaguardata con i contratti e non solo. Ed
arriva anche al momento opportuno, perché oggi è necessario far sentire chiara
la protesta per le nostre legittime rivendicazioni categoriali, come pure la
preoccupazione per le sorti del servizio pubblico; le une e le altre ci paiono
infatti assolutamente neglette.
Solo però un’elevata partecipazione allo sciopero, la cui incidenza non si misurerà con la mancata erogazione del servizio
(i dirigenti sono comunque responsabili dei risultati) ma esclusivamente in relazione al numero delle adesioni che si
registreranno nell’occasione, potrà divenire la principale condizione per
il suo successo.
Ti invito pertanto ad unirti a noi nella giornata di lotta, insieme ai
dirigenti degli altri settori pubblici, indipendentemente dall’iscrizione o
meno a questo Sindacato. E’ infatti in gioco l’interesse della categoria nel
suo insieme e non già quello della sigla sindacale. Qualsiasi distinguo, cedimento
o incertezza potrebbe essere pagata a caro prezzo!
Ed è sicuramente vero che una massiccia partecipazione allo sciopero ci
permetterà di accelerare l’avvio della trattativa e poi di sedere al tavolo
contrattuale con alle spalle una categoria che sarà riuscita a tradurre i tanti
motivi di malcontento professionale in una convinta e solida forza, in grado
quindi di puntare al raggiungimento effettivo degli obiettivi che dovranno
essere perseguiti a quel tavolo. Diversamente, la trattativa ritarderà ancora
oppure partirà con le polveri bagnate, e tutto sarà più difficile.
Con viva cordialità.
Giorgio Rembado