Anp
- Associazione nazionale dirigenti e alte professionalità della scuola
dai Materiali per la discussione presentati al VI Congresso
Nazionale
(Montecatini Terme 5-8 dicembre 2002)
...L’Anp fa parte di una confederazione di dirigenti,
la CIDA, aperta di recente anche alle alte professionalità. E' coerente con tale scelta quella di rivolgere un’attenzione particolare all’emergere di professionalità elevate anche nell’ambito della scuola. La scuola dell’autonomia è, sì, guidata dal dirigente: ma è anche quella in cui di necessità esistono e si vanno sviluppando figure intermedie di docenti, designati dal dirigente o portatori di un mandato da parte dei colleghi, il cui compito si colloca a metà strada fra la didattica e la metadidattica, fra le funzioni di linea e quelle di staff. Fra questi colleghi si trovano anche coloro che accederanno in futuro alla dirigenza formale degli istituti.
Siamo in presenza di un’esigenza di evoluzione strutturale che non è dettata da vincoli già manifesti
ed operanti come tali, ma che discende dalla nostra vocazione ad interpretare il cambiamento in anticipo rispetto ad altri. Il
management diffuso è una realtà già consolidata in ambito aziendale e che si va affermando rapidamente anche nelle pubbliche amministrazioni:
essa è il portato, fra l’altro, della crescente complessità delle strutture produttive e delle realtà sociali. Non è più vero quel che poteva esserlo in passato: che vi fossero da una parte coloro che comandavano e dall’altra tutti gli altri, il cui ruolo era di eseguire. Nelle aziende - ma anche nelle scuole - il management diviene diffuso, cioè tende a distribuirsi su ruoli e livelli di responsabilità in parte diversi ed a coinvolgere un maggior numero di profili lavorativi professionalmente qualificati. I concetti di management diffuso, di learning organization, non sono astrazioni da dibattito accademico, ma strumenti di gestione con cui l’impresa è ormai familiare, che devono far parte anche del patrimonio culturale della scuola dell’autonomia.
Ma sul suo sviluppo incidono anche le trasformazioni in corso, che vedono lo spostamento delle logiche amministrative da un modello accentrato e gerarchico, in cui i centri decisionali sono pochi e remoti, ad un altro, decentrato e reticolare, in cui i luoghi di analisi e decisione si spostano in prossimità dell’utente e si moltiplicano.
Continuare a pensare il ruolo della dirigenza in termini di isolamento e di gerarchia significa rimanere ancorati alla visione tradizionale della dirigenza amministrativa ministeriale, in un’epoca ed in un contesto socio-culturale in rapida evoluzione. Le riforme costituzionali e quelle che dovranno derivarne sul piano della normativa secondaria ci dicono che il futuro prossimo assegna un ruolo ai dirigenti che sanno costituirsi uno staff operativo efficiente ed agile, per agire come nodi decisionali di una rete diffusa sul territorio. Spetta a noi, che abbiamo anticipato per tanti versi la crescita dell’autonomia all’interno della società civile, individuarne tempestivamente le implicazioni per la vita e l’attività di associazioni come la nostra.
Ne deriva la necessità che - nel ridisegnare la struttura complessiva dell’Anp - si tenga conto non solo delle necessità già emerse ed individuate, ma di quelle che si collocano in una prospettiva imminente. Fra queste, quella di assicurare uno spazio di rappresentanza interna - in forme che potranno essere studiate - a quelle figure professionali che operano a più stretto contatto con il dirigente all’interno delle scuole e che costituiscono la risorsa professionale più preziosa per garantire il successo del suo progetto di gestione ed il raggiungimento dei risultati su cui egli stesso giocherà la propria credibilità ed il consolidamento del suo ruolo.
L’Associazione vuole aprire le proprie strutture - secondo forme e modalità da individuare - anche alle alte professionalità emergenti all’interno delle scuole, in primo luogo ai collaboratori direttamente designati dal dirigente ed alle figure di staff.