Ai presidi incaricati iscritti all'Anp
Loro sedi
un mito è stato fatto circolare ad arte in questi ultimi anni fra i presidi incaricati: quello che presentava l'Anp come un irriducibile avversario della loro causa. Questo malinteso è nato in seguito all'antica presa di posizione dell'Anp contro l'istituto dell'incarico di presidenza, sul quale, ora che se ne prevede a data certa l'estinzione, non vale più la pena di soffermarsi. Troppo facile sarebbe, fra l'altro, rilevare che la valvola di sfogo costituita dall'incarico ha consentito all'Amministrazione di non fare concorsi per un decennio, rivelandosi alla fine un danno per gli stessi interessati, confinati sine die in una condizione di precarietà professionale.
La possibilità di costruire un percorso comune e condiviso, da noi sempre ricercata, ha fin qui trovato ostacolo nella lentezza con cui i colleghi incaricati si sono rivolti all'Associazione, avendo i più, per un certo periodo, preferito aggregarsi in forme movimentistiche, considerate in buona fede come possibili scorciatoie: al cui interno, invece, troppo spesso si è registrato il prevalere di posizioni massimalistiche e comunque anacronistiche, che ha finito con il nuocere all'intera categoria, rendendo più arduo sostenerne la causa.
L'attenzione che, non da oggi, l'Anp riserva al problema degli incaricati è documentata - per citare un caso fra tutti - dalla posizione pubblicamente assunta dall'Associazione attraverso i propri rappresentanti in sede di CNPI nell'inverno 97/98 in occasione dell'espressione del parere sulla bozza di decreto legislativo sulla dirigenza scolastica. In tale circostanza i consiglieri Anp si fecero portatori di una proposta (respinta con 21 voti contrari e 19 a favore) di accelerazione dell'iter concorsuale per gli incaricati con l'accesso diretto al periodo di formazione, previa valutazione dei loro crediti professionali.
Ma tutto questo in ogni modo appartiene al passato. A dirigenza legislativamente conseguita, altri sono i problemi che ci attendono e tra questi sicuramente la netta discontinuità con una fase di incertezze e di precarietà che si potrà ritenere davvero definitivamente conclusa con l'espletamento della prima tornata concorsuale per il reclutamento dei futuri dirigenti scolastici.
La nostra linea di azione, pertanto, prevede oggi di dare rapida attuazione alle norme introdotte a partire dal d. leg.vo 59/98 e quindi di sollecitare il Ministro alla più rapida emanazione possibile del decreto attuativo che dovrà determinare contenuti, durata e modalità di svolgimento dei corsi di formazione, requisiti per la partecipazione al corso concorso e tutto ciò che renderà possibile in tempi brevi l'indizione dello stesso, con particolare riferimento a tutta la materia che si riferisce allo speciale regime di accesso per gli incaricati.
E' per questo motivo che mi rivolgo a te, per sottoporti le proposte associative al riguardo, che troverai allegate a questa mia, assieme ad una proiezione circa il numero dei posti (almeno 3000) da mettere a concorso per la prima tornata, che dovrebbe auspicabilmente essere conclusa entro il 2000/2001.
Ritengo sia giunto pertanto il momento di un tuo più diretto coinvolgimento in modo da elaborare, con il contributo di tutti gli interessati, le ulteriori proposte che rappresenteranno uno dei principali impegni dell'Associazione nell'immediato futuro. A tale scopo mi pare opportuno costituire all'interno dell'Associazione una struttura di coordinamento nazionale di presidi incaricati, composta da referenti regionali espressione del tuo gruppo, che abbia il compito di affiancare il settore formazione e la presidenza dell'Associazione in tutta l'operazione di reclutamento. Considerata l'urgenza dell'operazione ho chiesto ai presidenti delle sezioni provinciali di individuare tra gli incaricati associati quelli più disponibili e motivati per poter avviare senza indugio ogni possibile intervento, sia sul piano della elaborazione tecnico-culturale che su quello della proposta politica, come pure dell'informazione ai presidi incaricati iscritti e non nelle diverse province.
Ti invito pertanto a farti parte attiva al fine di far nascere quanto prima la struttura di consultazione permanente soprarichiamata, discutendone con i colleghi iscritti e con il presidente della tua sezione provinciale, al fine di promuovere, anche all'interno della tua provincia, assemblee e gruppi di lavoro di presidi incaricati cui far pervenire le proposte associative e dai quali ricevere un contributo qualificato.
Con il mio saluto più cordialeGiorgio Rembado